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Uzbekistan: Aumenta il numero dei prigionieri per motivi di coscienza



Di Felix Corley, Servizio Notizie del Forum 18



Il Servizio Notizie del Forum 18 ha appreso che, a seguito di una presunta irruzione di "pulizia anti-terrorismo", due Testimoni di Geova sono stati incarcerati. Abdubannob Ahmedov è stato condannato a quattro anni di prigione e Sergey Ivanov a tre anni e mezzo. Sono stati puniti anche quattro altri Testimoni di Geova, Nazira Rahmanova con una multa di oltre un milione di Sum uzbeki [480 Euro, N.d.R.]. Svetlana Shevchenko, Aziza Usmanova e Raya Litvinenko hanno ciascuna ricevuto condanne a tre anni con la condizionale. I funzionari della Corte di sono rifiutati di dire al Forum 18 i termini precisi delle condanne, ma hanno insistito nel dire che Ahmedov è stato condannato alla "privazione della libertà", non al carcere. Questo significa che probabilmente sconterà la sua condanna in un campo di lavoro. Successivamente all’irruzione della polizia anti-terrorismo, le autorità ammettono che la letteratura trovata non contiene né una qualsiasi "tendenza anti-costituzionale", né istigazioni all’estremismo. Tuttavia, affermano che il materiale "contraddice i principi di tolleranza, dialogo interreligioso e le leggi della Repubblica".


Il numero dei Testimoni di Geova imprigionati in Uzbekistan il 23 luglio è raddoppiato da due a quattro con la condanna all’imprigionamento di due uomini, nella città di Margilan nella Regione di Fergana [Farghona], come riferito dalla Corte Penale della Città di Margilan e dai Testimoni di Geova al Servizio Notizie del Forum 18. Abdubannob Ahmedov è stato condannato a quattro anni e Sergei Ivanov a tre anni e mezzo come punizione per la loro attività religiosa "illegale". Tre donne Testimoni di Geova hanno ciascuna ricevuto condanne con la condizionale, mentre un’altra donna Testimone di Geova ha ricevuto una multa molto severa. Le condanne sono in risultato di un’irruzione "anti-terrorismo" su una abitazione di un Testimone di Geova di Margilan a marzo.

Il 31enne Ahmedov vive a Margilan, è celibe e lavora in a magazzino. Il 21enne Ivanov vive a Fergana, è pure lui celibe e lavora come falegname in un asilo.

Il numero dei prigionieri per motivi di coscienza delle minoranze religiose potrebbe presto aumentare ulteriormente. Un Cristiano Protestante, Aimurat Khayburahmanov, è in attesa del processo penale a Nukus, la capitale della Regione di Karakalpakstan [Qoraqalpoghiston] del nord-ovest dell’Uzbekistan. Arrestato il 14 giugno, è stato accusato di "estremismo religioso" ed è stato picchiato mentre era in detenzione pre-processuale. L’investigatore del caso aveva detto al Forum 18 che il suo processo era atteso che iniziasse prima della fine di luglio.

Le condanne di Margilan seguono le persecuzioni precedenti dei Testimoni di Geova a Samarcanda [Samarqand], quando Olim Turaev era stato condannato a quattro anni in un campo di lavoro. Nel mese di maggio di quest’anno, la polizia aveva fatto irruzione sui Testimoni di Geova a Navoi, picchiandone uno. Diversi erano stati multati ai sensi del Codice per i Reati Amministrativi.

"Le autorità sono andate a caccia di tali raduni – perlomeno in alcune parti della nazione", ha detto un Testimone di Geova al Forum 18 il 29 luglio. "Prima c’è stato Navoi, poi Samarcanda, ed ora Margilan. C’è una chiara determinazione a garantire pesanti condanne".

Il Testimone di Geova ha sottolineato che solo una congregazione dei Testimoni di Geova in Uzbekistan – a Chirchik vicino Tashkent – per ora ha la registrazione, dopo la rimozione della registrazione della congregazione nella città di Fergana nell’agosto 2006. "L’unica libertà che la nostra gente ha in Uzbekistan è di radunarsi in un edificio a Chirchik".

Nessun funzionario nella capitale Tashkent è stato disponibile per spiegare perché le pressioni sui Testimoni di Geova stanno aumentando. Un funzionario del Comitato del governo per gli Affari Religiosi ha detto al Forum 18 il 29 luglio che il suo Presidente Provvisorio Artybek Yusupov era fuori dall’ufficio per i prossimi tre giorni. L’ufficiale ha indirizzato il Forum 18 al Vice-Presidente del Comitato Begzot Kadyrov. Comunque, il suo telefono è rimasto senza risposta.

Un ufficiale del Centro Nazionale per i Diritti dell’Uomo patrocinato dal governo di Tashkent ha detto al Forum 18 il 29 luglio che Ikrom Saipov, il quale si occupa degli affari religiosi, non era in ufficio e che nessun altro avrebbe potuto rispondere alle domande del Forum 18.

Il processo dei due uomini e delle quattro donne è iniziato il 16 luglio sotto il Giudice Mahmudjon Tojiev, con i sei che difendevano sé stessi. Tutti e sei sono stati accusati di violare l’Articolo 216 del Codice Penale dell’Uzbekistan, il quale punisce "l’organizzazione illegale di associazioni pubbliche o organizzazioni religiose" con una pena fino a cinque anni di prigione. Ahmedov è stato anche accusato di violare l’Articolo 216-1 del Codice Penale, il quale punisce l’incitamento a partecipare ad un’organizzazione religiosa illegale con una pena fino a tre anni di prigione.

L’accusa del 29 giugno, della quale il Forum 18 ha visionato una copia, rileva che le cause penali contro i sei erano state iniziate il 2 aprile. Le 12 pagine in lingua russa dell’accusa presume che i sei fossero stati informati della rimozione della registrazione da parte del Dipartimento della Giustizia della comunità dei Testimoni di Geova nella città di Fergana nell’agosto 2006. Asserisce che sulla scia di quell’evento i sei si siano impegnati in un "accordo criminale [sgovor]". Dice che hanno commesso un crimine ai sensi dell’Articolo 216 "mediante le loro azioni criminali espresse nella ripresa dell’attività precedentemente fermate dell’organizzazione religiosa illegale dei Testimoni di Geova e nella loro partecipazione attiva a questa attività come un’organizzazione religiosa illegale".

L’accusa cita il fatto che Ahmedov era coinvolto in un’adunanza illegale del 10 marzo, per la quale era stato fermato per renderne conto ai sensi del Codice dei Reati Amministrativi. Dice che il gruppo era stato allora individuato durante un’irruzione nella casa di Nazira Rahmanova la sera del 12 marzo da parte della polizia regionale e cittadina anti-terrorismo, la quale ha trovato che i sei erano "illegalmente" radunati. Quei presenti erano stati interrogati sul perché fossero Testimoni di Geova, quando avessero formato il gruppo e se avessero mai parlato ad altri della loro fede. La letteratura, i video ed i CD che "contenevano propaganda per l’ideologia dell’organizzazione religiosa illegale dei Testimoni di Geova" era stata confiscata dalla casa di Rahmanova e dalle borse dei suoi ospiti.

L’irruzione era promossa come parte delle "misure speciali" di una campagna "Anti-terror-Tozalash" ("Pulizia anti-terrorismo"). Ad accompagnare la polizia c’era Sharofatkhon Allovidinova, il funzionario per gli affari religiosi proveniente dal comitato del mahalla Turon (distretto urbano). Tali operazioni sono spesso condotte contro chiunque il governo sia sospettoso.

L’accusa aggiunge che due analisi di esperti hanno portato al materiale confiscato a maggio non trovando alcuna "tendenza anti-costituzionale", e nemmeno istigazioni all’estremismo. Tuttavia, le analisi hanno affermato che il materiale "contraddice i principi di tolleranza, dialogo interreligioso e le leggi della Repubblica".

L’accusa rivela che la polizia era stata introdotta da Sanobar Jumaniyozova, capo del comitato del mahalla. Lei aveva lamentato che durante le elezioni presidenziali del 2007, Rahmanova e la sua famiglia avevano detto che le elezioni non li preoccupavano e che non avrebbero votato, "mostrando così la loro attitudine indifferente al destino della popolazione e della nazione". Ha anche detto che aveva sentito che i Testimoni di Geova si erano radunati illegalmente il 12 marzo ed aveva scritto una nota alla polizia, la quale aveva agito lo stesso giorno. I comitati del mahalla sono parte della vasta rete dell’Uzbekistan relativa al controllo statale dei suoi cittadini.

Il Giudice Tojiev ha emesso il suo verdetto il 23 luglio. Gli uomini sono stati presi in custodia direttamente dall’aula della corte immediatamente dopo che sono state annunciate le durate dei loro imprigionamenti. Riguardo alle donne, Nazira Rahmanova è stata multata di oltre un milione di Sum (3.900 Corone Norvegesi, 480 Euro, o 755 Dollari Americani). Le altre tre, Svetlana Shevchenko, Aziza Usmanova e Raya Litvinenko, hanno ciascuna ricevuto condanne a tre anni con la condizionale.

I funzionari della corte – i quali non hanno fornito i loro nomi – si sono rifiutati di dire al Forum 18 il 29 luglio i termini precisi delle condanne. Hanno semplicemente confermato la durata delle condanne ed hanno insistito nel dire che Ahmedov è stato condannato alla "privazione della libertà", non al carcere. Questo significa che probabilmente sconterà la sua condanna in un campo di lavoro. I funzionari si sono rifiutati di specificare dove Ivanov sconterà la sua condanna. Non hanno detto nemmeno a quali condizioni sono rimaste le tre donne con le condanne condizionali, come pure la formula per l’estinzione della pena. Non hanno nemmeno confermato l’esatta ammenda che Rahmanova ha ricevuto, sebbene confermano che era di oltre un milione di Sum.

I Testimoni di Geova hanno detto al Forum 18 che in tutti i procedimenti della corte i cinque hanno rifiutato di ammettere la loro colpevolezza in violazione di qualsiasi legge, ma hanno provato a spiegare quello in cui credono. "All’inizio dell’udienza il 16 luglio, quelli che erano stati chiamati a dare testimonianza contro di loro nei fatti avevano parlato a loro favore, ed il Giudice Tojiev è sembrato essere favorevolmente disposto", riferiscono. Tuttavia, dicono che il rappresentante del Dipartimento Regionale della Giustizia di Fergana ha fatto "una lunga dichiarazione" contro i Testimoni di Geova, spiegando come era stata sciolta la loro organizzazione religiosa nella città di Fergana nel 2006, ed ha perciò insistito affinché venisse messa al bando tutta l’attività dei Testimoni di Geova.

"Quando l’udienza è continuata dopo alcuni ritardi il giorno successivo, la disposizione del giudice è sembrata essere cambiata come se fosse stato messo pressione di sentenziare contro i Testimoni", hanno aggiunto i Testimoni di Geova. "Inoltre era esitante durante il processo ed ha concesso che la polizia stabilisse le azioni giudiziarie senza seguire il protocollo". Riferiscono che sono stati interrogati dei nuovi testimoni che non erano stati coinvolti nell’investigazione. "Alcuni di loro hanno dato false testimonianze dato che non conoscevano gli imputati ed alcuni hanno fornito prove inerenti altri Testimoni che non erano tra gli imputati".

I funzionari del Dipartimento Regionale della Giustizia di Fergana – i quali non hanno fornito i loro nomi – si sono rifiutati di discutere con il Forum 18 il 29 luglio sul perché avevano sciolto la registrazione della congregazione dei Testimoni di Geova della città di Fergana nel 2006 e sul perché la loro rappresentativa aveva parlato contro il gruppo in tribunale.

I Testimoni di Geova si sono lamentati anche dei mezzi d’informazione locali, i quali hanno provato ad acquisire interviste da coloro che erano presenti nell’aula della corte.

Riguardo agli prigionieri per motivi di coscienza delle altre minoranze religiose, il Pastore Pentecostale Dmitry Shestakov è stato condannato nel maggio 2007 a quattro anni in un campo di lavoro per attività religiosa illegale e per aver distribuito materiale religioso. E’ stato pure condannato nel maggio 2007 il Testimone di Geova Irfon Khamidov, il quale sta scontando una condanna a due anni nei campi di lavoro per "insegnamento religioso illegale".

I Testimoni di Geova hanno detto al Forum 18 che Turaev è ora detenuto nel campo di prigionia n. 69/74 a Guzalkent nella Regione di Samarcanda. Riferiscono che dal 6 luglio a sua moglie non è permesso di vederlo per tre giorni.

I Testimoni di Geova inoltre riferiscono che alla fine di giugno, Khamidov è stato spostato ad un campo di prigionia di Jizak. "Forse ciò è collegato con il fatto che la Corte ha ricevuto una petizione per la sua amnistia e non vogliono agire tramite questa", ha ipotizzato un Testimone di Geova al Forum 18.

Altri Testimoni di Geova che stanno scontando condanne condizionali o di lavoro correttivo avevano visto una grande parte dei loro salari detratti e dati allo stato.



Uzbekistan: {Note a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova.net}




Stato dell'asia centrale, la Repubblica dell'Uzbekistan confina a nord con il Kazakistan, ad est con il Kirghizistan ed il Tagikistan, a sud con l'Afghanistan ed il Turkmenistan e a ovest con il Kazakistan.
La popolazione è principalmente composta da Uzbeki mentra una piccola minoranza è composta rispettivamente da russi, tagiki, coreani, kazaki, caracalpachi e tatari.
Politicamente parlando è una Repubblica dove la sovranità risiede nel popolo e il potere esecutivo viene esercitato dai cittadini eletti per un periodo di tempo determinato.
Gli abitanti sono musulmani sunniti, seguiti da una piccola minoranza di ortodossi.


Rapporto dall'annuario 2008: Uzbekistan

In Uzbekistan la Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova non è riconosciuta legalmente.

Le autorità governative, attraverso leggi molto ferree e l'uso della forza, opprimono con repressione violenta tale organizzazione religiosa.
I Testimoni di Geova presenti nel territorio sono costretti a vivere clandestinamente la loro fede e, se scoperti, subiscono soprusi di ogni genere, comprese percosse fisiche e psicologiche oltre a interminabili detenzioni in condizioni quasi disumane.
Tutto ciò, nonostante i Testimoni di Geova professino semplicemente gli insegnamenti di Cristo Gesù esposti nella Sacra Bibbia e vivano in pacifica armonia nella comunità in cui risiedono dove praticano quotidianamente il comandamento cristiano dell'amore per il prossimo come se stessi.

In tutto il mondo, questa comunità cristiana è nota per l'assolvimento diligente del pagamento di tutte le tasse e tributi richiesti, nonché la loro sottomissione a tutte le leggi dello Stato, purché non confliggano con l'adorazione religiosa.
Purtroppo, questo governo, continua in questa attività proscrittiva quasi indisturbatamente, nonostante sia evidente che tali azioni violino palesemente i principi universalmente riconosciuti relativamente alla fondamentale libertà dell'uomo, libertà di idee, di opinione, di parola, di religione, così come sancito dagli articoli 1-3-9-18-19 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

In attesa dell'intervento risolutivo di Geova, auspichiamo che possa essere al più presto 'stabilita legalmente' (Filippesi 1:7) l'attività religiosa dei Testimoni di Geova dell'Uzbekistan.



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito "Forum18", in data 29 luglio 2008, da parte del giornalista Felix Corley, Servizio Notizie del Forum 18 (www.forum18.org)

© Traduzione a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net