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Turkmenistan: Lo stato rispetterà il diritto di chiunque all’obiezione di coscienza?



Di Felix Corley, Servizio Notizie del Forum 18



Mentre diversi Testimoni di Geova in Turkmenistan stanno scontando condanne per il rifiuto del servizio militare obbligatorio per motivi religiosi di coscienza, i funzionari stanno prendendo in considerazione la possibilità di permettere un servizio alternativo, come appreso dal Servizio Notizie del Forum 18. Tuttavia, non è chiaro se esista una proposta concreta. L’ultimo obiettore di coscienza Testimone di Geova ad essere condannato è Vladimir Golosenko, a cui sono stati dati due anni di lavori forzati nel febbraio 2008. Quando non era in carcere, il venti per cento dei suoi stipendi erano stati presi dallo stato. Bayram Ashirgeldyyev, che sta scontando una condanna a 18 mesi con la condizionale imposta nel luglio 2007, ha detto al Forum 18: "Voglio che sia introdotto un servizio alternativo – non solo per me ma anche per altri affinché non soffrano come l’ho fatto io". Le autorità si sono rifiutate di dargli il timbro di cui aveva bisogno per un lavoro. "Avevano promesso di darmelo mesi fa ma non ce l’ho ancora", ha denunciato. "Non posso lavorare, non posso lasciare Ashgabad e devo essere a casa ogni giorno nelle prime ore della sera". I credenti religiosi sono scettici in merito al fatto che i cambiamenti legali fermeranno le autorità dall’attaccare le persone che esercitano il loro diritto alla libertà di pensiero, coscienza e credenza.


Mentre diversi Testimoni di Geova stanno attualmente scontando condanne per il rifiuto del servizio militare obbligatorio per motivi religiosi di coscienza, i funzionari stanno prendendo in considerazione se includere un provvedimento che permetta un servizio alternativo, ha appreso il Servizio Notizie del Forum 18. Tuttavia, Forum 18 non è stato in grado di capire dai funzionari se è già stata preparata una proposta concreta, e nemmeno perchè un terzo obiettore di coscienza Testimone di Geova, Vladimir Golosenko, è stato condannato nel febbraio 2008.

I giovani Testimone di Geova hanno ripetutamente insistito al Forum 18 che sono pronti a svolgere il servizio alternativo non militare, ma il Turkmenistan non offre un’alternativa civile a coloro che non possono servire nelle forze militari per motivi di coscienza. Nel Commento Generale 22 sull’Articolo 18 del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici, il Comitato per i Diritti dell’Uomo delle Nazioni Unite ha dichiarato che l’obiezione di coscienza al servizio militare è parte legittima del diritto di chiunque alla libertà di pensiero, coscienza e religione.

A parlare favorevolmente dell’introduzione di un servizio alternativo è il Testimone di Geova Bayram Ashirgeldyyev, il quale sta scontando una condanna a 18 mesi con la condizionale stabilita nel luglio 2007. "Voglio che sia introdotto un servizio alternativo – non solo per me ma anche per altri affinché non soffrano come l’ho fatto io", ha detto al Forum 18 dalla capitale Ashgabad il 30 luglio.

Il terzo Testimone di Geova che sta scontando una condanna per il rifiuto del servizio militare è Begench Shakhmuradov, il quale ha ricevuto una condanna a due anni con la condizionale nel settembre 2007. Ha insistito nel dire al Forum 18 relativamente alla sua condanna che crede sia sbagliato punire coloro che non possono servire nelle forze armate a motivo delle loro convinzioni religiose. Ha messo in risalto in modo particolare che alcuni – come lui – sono stati condannati due volte per lo stesso "reato".

Shirin Akhmedova, la quale dirige l’Istituto Nazionale del governo per la Democrazia ed i Diritti dell’Uomo, sembra che stia preparando le modifiche per emendare la Legge Religiosa della nazione ed altre leggi nell’ambito nei diritti umani. Forum 18 ha saputo che un disegno di Legge Religiosa – che con tutta possibilità include un provvedimento per il servizio alternativo – dovrà essere presentato al Mejlis (parlamento) in settembre.

I credenti religiosi hanno detto al Forum 18 che sono pronti a dare il benvenuto a qualsiasi tentativo di migliorare la Legge. Ma rimangono scettici sul fatto che tali modifiche segneranno un vero cambiamento da parte delle autorità nell’attaccare coloro che esercitano il proprio diritto alla libertà religiosa. I funzionari infrangono costantemente le leggi della nazione quando aggrediscono le persone che esercitano i propri diritti umani.

L’introduzione di una possibilità di un genuino servizio alternativo implicherebbe anche la presentazione di emendamenti al Codice Penale. L’attuale Articolo 219 Parte 1 punisce il rifiuto di servire nelle forze armate con una pena massima di due anni di prigione. Le Parti 2 e 3 dell’Articolo puniscono quelli che falsificano lo stato di malattia per evitare il servizio militare o chi rifiuta il combattimento durante una guerra. I funzionari dichiarano che anche il Codice Penale sta per essere riesaminato, ma il Forum 18 non è stato in grado di sapere quando sarà presentata al parlamento qualsiasi forma di revisione e se l’Articolo 219 sarà emendato o abolito.

Forum 18 non è stato in grado di raggiungere Akhmedova per sapere quali specifici emendamenti alla Legge Religiosa ed al Codice Penale è probabile che vengano presentati. Il suo telefono è rimasto senza risposta ogni volta che Forum 18 ha chiamato a fine luglio, incluso il 31 luglio.

Il funzionario che il 31 luglio ha risposto al telefono di Nurmukhamed Gurbanov, vice-comandante del Gengeshi (Comitato) per gli Affari Religiosi del governo, ha detto che era via. Il funzionario si è rifiutato di rispondere a qualsiasi domanda ed ha messo giù il telefono.

Il 18enne Golosenko, l’ultimo Testimone di Geova ad essere punito per il rifiuto del servizio militare per motivi religiosi di coscienza, proviene dalla città portuale di Turkmenbashi [Türkmenbashy, precedentemente Krasnovodsk]. I Testimoni di Geova hanno detto al Forum 18 che il 12 febbraio era stato trovato colpevole di violazione dell’Articolo 219 Parte 1 del Codice Penale. Gli è stata comminata una condanna a due anni di lavori forzati. Quando non era in prigione, il venti per cento dei suoi stipendi erano stati presi dallo stato.

Sia Ashirgeldyyev che Shakhmuradov restano sotto restrizioni ad Ashgabad come parte della loro condanna. Ashirgeldyyev ha detto al Forum 18 che il Commissariato Militare si sta ancora rifiutando di dargli il timbro di cui ha bisogno per avere le possibilità di ottenere un lavoro. "Avevano promesso di darmelo mesi fa ma non ce l’ho ancora", ha denunciato. "Non posso lavorare, non posso lasciare Ashgabad e devo essere a casa ogni giorno nelle prime ore della sera".

Ashirgeldyyev e Shakhmuradov sono stati tra i sei Testimoni di Geova condannati ai sensi dell’Articolo 219 nel 2007. Gli altri quattro erano stati precedentemente liberati tutti dalle loro condanne grazie all’amnistia.


{Note a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova.net}




Il Turkmenistan è uno stato dell'Asia centrale confinante a nord con con il Kazakhstan, a nord-est con l'Uzbekistan, a sud con l'Afghanistan e l'Iran ed a ovest con il Mar Caspio.
Per anni, il paese è stato oppresso dal Partito Democratico del Turkmenistan presidenziato da Saparmyrat Nyýazow, era l'unico partito legalizzato, il cui presidente deteneva il potere assoluto e a vita. Esso curava il culto della personalità del presidente, detto Turkmenbashi (capo di tutti i turkmeni) e nessuna opposizione al regime era ammessa.
Alla morte del presidente Nyýazow fu eletto tramite elezioni presidenziali, avvenute l'11 febbraio 2007, a capo del governo Gurbanguly Berdimuhammedow, si prospetta così una nuova era di democrazia e libertà.
La maggioranza dei cittadini del Turkmenistan sono di etnia turkmena, con minoranze russe e uzbeke.


Rapporto dall'annuario 2008: Turkmenistan

In Turkmenistan la Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova non è riconosciuta legalmente.

Le autorità governative, attraverso leggi molto ferree e l'uso della forza, opprimono con repressione violenta tale organizzazione religiosa.
I Testimoni di Geova presenti nel territorio sono costretti a vivere clandestinamente la loro fede e, se scoperti, subiscono soprusi di ogni genere, comprese percosse fisiche e psicologiche oltre a interminabili detenzioni in condizioni quasi disumane.
Tutto ciò, nonostante i Testimoni di Geova professino semplicemente gli insegnamenti di Cristo Gesù esposti nella Sacra Bibbia e vivano in pacifica armonia nella comunità in cui risiedono dove praticano quotidianamente il comandamento cristiano dell'amore per il prossimo come se stessi.

In tutto il mondo, questa comunità cristiana è nota per l'assolvimento diligente del pagamento di tutte le tasse e tributi richiesti, nonché la loro sottomissione a tutte le leggi dello Stato, purché non confliggano con l'adorazione religiosa.
Purtroppo, questo governo, continua in questa attività proscrittiva quasi indisturbatamente, nonostante sia evidente che tali azioni violino palesemente i principi universalmente riconosciuti relativamente alla fondamentale libertà dell'uomo, libertà di idee, di opinione, di parola, di religione, così come sancito dagli articoli 1-3-9-18-19 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

In attesa dell'intervento risolutivo di Geova, auspichiamo che possa essere al più presto 'stabilita legalmente' (Filippesi 1:7) l'attività religiosa dei Testimoni di Geova del Turkmenistan.



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito del "Forum18", in data 31 luglio 2008, da parte del giornalista Felix Corley, Servizio Notizie del Forum 18 (www.forum18.org)

© Traduzione a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net