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I prigionieri ruandesi sono stati liberati: riconosciuto il servizio alla comunità



KIGALI – In Ruanda un fraintendimento che si protrae da tempo da parte delle autorità locali potrebbe finalmente essere risolto. All’inizio di quest’anno due uomini i quali sono Testimoni di Geova sono stati messi sotto arresto a motivo della loro scelta dettata dalla coscienza di non voler partecipare ai pattugliamenti armati notturni. Questo è stato il caso più recente in una lunga serie di arresti dovuti alla mancata partecipazione a questi pattugliamenti. I due sono stati accusati e processati per "ribellione", e l’accusa è stata confermata dalla Corte del Distretto.

Comunque, il 24 giugno, dopo l’udienza in appello del processo, il giudice della Corte Provinciale di Ruhengeri ha capovolto la sentenza precedente ed ha assolto i prigionieri. Tra i diversi aspetti segnalati, ha citato il fatto che essi non avevano rifiutato di partecipare all’“Umuganda", ovvero a lavori obbligatori d'interesse collettivo. Infatti, i Testimoni di Geova di tutto il Ruanda hanno sempre preso parte al lavoro nei servizi alla comunità; solo per quanto riguardava l’indossare la divisa o la partecipazione alle operazioni militari i Testimoni di Geova non hanno desiderato essere coinvolti, in piena conformità con la direttiva divina rammentata in Isaia 2:4: "dovranno fare delle loro spade vomeri … Nazione non alzerà la spada contro nazione, né impareranno più la guerra". La loro posizione era in armonia con la loro coscienza addestrata secondo la Bibbia. (1° Timoteo 1:19) I Testimoni hanno pubblicamente avvalorato la loro volontà di compiere qualunque altro lavoro, come prestare servizio alla manutenzione di strade e ponti. – Galati 6:10.

Da marzo a novembre dell'anno scorso, un totale di 297 Testimoni di Geova sono stati incarcerati in quanto si rifiutavano di partecipare ai pattugliamenti armati notturni. Di quel numero, 143 sono stati picchiati violentemente. Tutti da allora sono stati liberati. Il miglioramento dei rapporti con i rappresentanti del governo da parte dei Testimoni, internazionalmente riconosciuti a motivo della loro posizione neutrale negli affari politici, contiene in sé una certa promessa di cambiamento di rotta per quanto riguarda la situazione inerente la libertà di adorazione.

Nonostante i numerosi ostacoli, i Testimoni hanno visto aumentare l'interesse nei confronti del loro messaggio basato sulla Bibbia tra la popolazione ruandese. Lo scorso anno il numero di proclamatori ha raggiunto un nuovo massimo di 12.704; tuttavia, un numero superiore al doppio ha assistito alle loro assemblee annuali e ci sono stati 1.117 nuovi testimoni battezzati.



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