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Uzbekistan: Continuano le aggressioni contro le minoranze religiose, inclusa la violenza



Di Mushfig Bayram, Servizio Notizie del Forum 18


Il Servizio Notizie del Forum 18 evidenzia che l’Uzbekistan sta proseguendo le proprie aggressioni sulle minoranze religiose in tutta la nazione. Il processo di Aimurat Khayburahmanov, un Protestante detenuto dal 14 giugno nel nord-ovest della nazione, è in corso. Rischia di far fronte ad una possibile condanna dai 5 ai 15 anni di prigione, ed è sotto processo per aver insegnato religione senza il permesso ufficiale e per aver istituito o preso parte ad un’organizzazione "religiosa estremista". In un caso collegato, Jandos Kuandikov, un altro Protestante locale, è stato multato per attività religiosa non legale. Il giudice di quella causa, Bakhtiyor Urumbaev, ha dichiarato al Forum 18 che le chiese Emmanuel e del Pieno Vangelo sono state messe al bando in Uzbekistan. Kuandikov contesta questo, evidenziando che la sua chiesa sta provando a registrarsi di nuovo. In una situazione diversa, la polizia di Navoi nel centro dell’Uzbekistan ha dichiarato che i Testimoni di Geova sono stati messi al bando nella nazione. Gli ufficiali del Comitato per gli Affari Religiosi dello stato non hanno né confermato né negato queste dichiarazioni. Inoltre, la polizia di Navoi ha negato di aver picchiato tre Testimoni di Geova, dei quali la donna vittima dell’accaduto ha avuto una commozione cerebrale e le sono state negate le cure ospedaliere.


[...]

In un precedente caso presso la corte nella città di Margilan nella Regione orientale di Fergana [Farghona], due Testimoni di Geova erano stati condannati all’imprigionamento nei campi di lavoro all’aperto. Abdubanob Ahmedov è stato condannato a quattro anni, e Sergei Ivanov a tre anni e mezzo in un campo di lavoro all’aperto. La sentenza è stata "giustificata" dalla Corte Penale di Margilan "perché senza l’isolamento dalla società, non è possibile correggere questi comportamenti" [per esempio, il pacifico esercizio della libertà di pensiero, coscienza e credo].

Entrambi i detenuti per motivi di coscienza si sono appellati ad una corte superiore, ma l’appello non ha ancora avuto luogo.

Una simile "giustificazione" è stata usata quando il detenuto per motivi di coscienza, il Pastore Pentecostale Dmitry Shestakov, è stato condannato nel marzo 2007 a quattro anni in un campo di lavoro all’aperto. Shestakov è stato successivamente trasferito ad un campo di lavoro in condizioni assai più dure, dove sono tenuti anche i detenuti Testimoni di Geova.

La Corte ha inoltre imposto periodi di libertà vigilata di tre anni, dal 23 luglio, a Raya Litvinenko, Svetlana Shevchenko e Aziza Usmanova, come parte delle loro condanne di tre anni al carcere con la condizionale. Tutte e tre devono registrarsi mensilmente al Dipartimento della Polizia Municipale, e non devono partecipare alle attività dell’"organizzazione ufficiale dei Testimoni di Geova", attività quali il condividere le loro credenze e persuadere altri ad unirsi ai Testimoni di Geova e distribuire libri e pubblicazioni. La polizia municipale di Margilan deve monitorare il comportamento delle tre durante le loro condanne. La Corte ha anche multato Nazira Rahmanova di 931.500 Sum (3,640 Corone Norvegesi, 456 Euro, o 710 Dollari Americani).

Infine, la Corte ha ordinato la distruzione dei libri religiosi, riviste, filmati e CD confiscati ai Testimoni di Geova.

Come nel caso della dichiarazione del Giudice Urumbaev di Nukus secondo cui le chiese Emmanuel e del Pieno Vangelo sono state messe al bando in tutta la nazione, la polizia di Navoi [Nawoi], nel centro dell’Uzbekistan, ha dichiarato che i Testimoni di Geova sono stati messi al bando in tutta la nazione.

La polizia di Navoi il 30 maggio è arrivata alla casa di Artykova Guldara ed ha tenuto agli arresti lei e Yuldasheva Tursuna nel momento in cui la polizia trovò le pubblicazioni dei Testimoni di Geova. Entrambe le donne sono state interrogate fino a mezzanotte alla locale stazione di polizia, e quindi portate alla stazione centrale di polizia dove Yuldasheva è stata picchiata da Ilyor Nurmuratov e da un altro ufficiale della polizia sconosciuto, come appreso dal Forum 18. Entrambe le donne sono state rilasciate il mattino seguente, dopo che i loro passaporti sono stati confiscati.

Yuldasheva, "coperta con ecchimosi", è andata in un ospedale, dove le è stata diagnosticata una commozione cerebrale e la necessità di essere ricoverata. Sotto la pressione della polizia, non è stata ricoverata.

Una corte di Navoi ha multato l’8 luglio Yuldasheva e Artykova di 98.230 Sum (circa 400 Corone Norvegesi, 50 Euro, o 75 Dollari Americani). Sono state accusate ai sensi dell’articolo 240-2 del Codice Penale di "rifiuto o omissione dal prestare testimonianza". E’ un articolo insolito per il quale le minoranze religiose vengono perseguite legalmente. Il processo alle donne è a porte chiuse, ed è stato detto al Forum 18 che non era permesso essere presente al processo a familiari ed amici.

Il vice-comandante della polizia Firuz Juraev ha detto al Forum 18 da Navoi il 19 agosto che "non hanno dovuto" arrestare i Testimoni di Geova "in quanto i Testimoni di Geova sono un’organizzazione al bando in Uzbekistan". Juraev ha totalmente respinto il fatto che Yuldasheva è stata picchiata dalla polizia, ripetendo la dichiarazione: "no, non l’abbiamo picchiata".

E’ stata usata violenza da parte della polizia di Navoi contro un altro Testimone di Geova. Il 6 luglio, durante il fermo di un altro gruppo di Testimoni di Geova durato 12 ore, Ruslan Safikhanov è stato picchiato dagli ufficiali di polizia Ilyor Nurmatov e Zafar Buranov.

Il vice-comandante della polizia Juraev ha negato che la polizia abbia picchiato Safikhanov. "Safikhanov è stato semplicemente multato dalla corte", ha detto. Il Forum 18 non è stato in grado di confermare da altre fonti se Safikhanov fosse stato precedentemente portato in tribunale.

Raggiunto dal Forum 18 il 21 agosto, Begzot Kadyrov, del Comitato per gli Affari Religiosi dell’Uzbekistan nella capitale Tashkent, ha chiesto al Forum 18 di parlare con Igor Ivanov riguardo allo statuto legale dei Testimoni di Geova in Uzbekistan. Secondo Kadyrov, Ivanov pretende di rappresentare i Testimoni di Geova e di interrogare Kadyrov. "Non condividiamo il fatto che i Testimoni di Geova siano stati messi al bando", ha detto Ivanov. Quando il Forum 18 ha insistito che Ivanov chiedesse ad Kadyrov se le cose stessero così, Ivanov ha ripetuto la sua risposta.





{Note a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova.net}




Stato dell'asia centrale, la Repubblica dell'Uzbekistan confina a nord con il Kazakistan, ad est con il Kirghizistan ed il Tagikistan, a sud con l'Afghanistan ed il Turkmenistan e a ovest con il Kazakistan.
La popolazione è principalmente composta da Uzbeki mentra una piccola minoranza è composta rispettivamente da russi, tagiki, coreani, kazaki, caracalpachi e tatari.
Politicamente parlando è una Repubblica dove la sovranità risiede nel popolo e il potere esecutivo viene esercitato dai cittadini eletti per un periodo di tempo determinato.
Gli abitanti sono musulmani sunniti, seguiti da una piccola minoranza di ortodossi.


Rapporto dall'annuario 2008: Uzbekistan

In Uzbekistan la Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova non è riconosciuta legalmente.

Le autorità governative, attraverso leggi molto ferree e l'uso della forza, opprimono con repressione violenta tale organizzazione religiosa.
I Testimoni di Geova presenti nel territorio sono costretti a vivere clandestinamente la loro fede e, se scoperti, subiscono soprusi di ogni genere, comprese percosse fisiche e psicologiche oltre a interminabili detenzioni in condizioni quasi disumane.
Tutto ciò, nonostante i Testimoni di Geova professino semplicemente gli insegnamenti di Cristo Gesù esposti nella Sacra Bibbia e vivano in pacifica armonia nella comunità in cui risiedono dove praticano quotidianamente il comandamento cristiano dell'amore per il prossimo come se stessi.

In tutto il mondo, questa comunità cristiana è nota per l'assolvimento diligente del pagamento di tutte le tasse e tributi richiesti, nonché la loro sottomissione a tutte le leggi dello Stato, purché non confliggano con l'adorazione religiosa.
Purtroppo, questo governo, continua in questa attività proscrittiva quasi indisturbatamente, nonostante sia evidente che tali azioni violino palesemente i principi universalmente riconosciuti relativamente alla fondamentale libertà dell'uomo, libertà di idee, di opinione, di parola, di religione, così come sancito dagli articoli 1-3-9-18-19 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

In attesa dell'intervento risolutivo di Geova, auspichiamo che possa essere al più presto 'stabilita legalmente' (Filippesi 1:7) l'attività religiosa dei Testimoni di Geova dell'Uzbekistan.




fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito del "Forum18", in data 21 Agosto 2008, da parte del giornalista Mushfig Bayram, Servizio Notizie del Forum 18 (www.forum18.org)

© Traduzione a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net