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Azerbaigian: Nuove scuse per la chiusura delle moschee, nuova irruzione sui Testimoni di Geova



Di Felix Corley, Servizio Notizie del Forum 18



Il Servizio Notizie del Forum 18 è venuto a conoscenza del fatto che l’Azerbaigian continua ad ostacolare il culto religioso. La polizia nella capitale Baku ha avanzato nuove asserzioni in merito al perché la moschea di Abu-Bekr non può essere riaperta. La più recente affermazione della polizia, di cui non è stata portata alcuna prova, è che esiste la minaccia di un attacco terroristico, che le persone del posto non vogliono la moschea, e che era stata costruita illegalmente. Comunque, Il Vice-Comandante della Polizia Alekper Ismailov ha affermato al Forum 18 che le autorità non vogliono tenere chiusa la moschea. Rimane ancora in vigore il bando nazionale "temporaneo" relativo al pregare all’esterno delle moschee. Cambiando argomento, la polizia di Baku ha ancora fatto irruzione ad una legittima adunanza per l’adorazione dei Testimoni di Geova, confiscato letteratura importata legalmente, e tenuto agli arresti due persone per cinque ore come parte di un "controllo dei passaporti". Il Comandante della Polizia Firuddin Jamalov aveva inizialmente dichiarato al Forum 18 che "non eravamo noi", ma di fronte all’evidenza ha cambiato la sua affermazione in "non è un argomento da conversazione telefonica". Nel frattempo, è previsto che il processo al pastore battista Hamid Shabanov prosegua a Zakatala il 17 novembre.


[...]

Nel frattempo, il 5 novembre, cinque ufficiali della tredicesima stazione di polizia del Distretto di Sabunchi a nord-est di Baku hanno fatto irruzione a casa di Tamara Danilchenko, mentre 12 persone erano presenti per un’adunanza religiosa, come riportato dai Testimoni di Geova al Forum 18 l’11 novembre. Diverse persone in abiti civili accompagnavano gli ufficiali di polizia, le cui persone, riferiscono i Testimoni di Geova, successivamente hanno rivelato di provenire dal Dipartimento per le Indagini Penali della polizia.

A seguito della domanda di Kirill Stepanov, uno dei Testimoni di Geova, sul perché fossero venuti, la polizia ha dichiarato che era un controllo di routine sui passaporti. Interrogato sul fatto se la polizia avesse controllato anche tutti i vicini, la polizia ha risposto dicendo che era un controllo "selettivo". Quando è stato chiesto loro di identificarsi, gli ufficiali hanno semplicemente detto che provenivano dalla tredicesima stazione di polizia e hanno menzionato solo il nome del Comandante di Polizia, Firuddin Jamalov. "Non hanno dato i loro nomi propri e non hanno mostrato alcun documento di identificazione", hanno detto i Testimoni di Geova al Forum 18. "Perfino nelle conversazioni si sforzavano di non chiamarsi per nome".

La polizia ha chiesto ai presenti di mostrare i loro documenti di identità e ha messo per iscritto i nomi, gli indirizzi e le date di nascita. Hanno preso 23 libri e 10 videocassette per controllare se erano approvate dal Comitato Statale per il Lavoro e le Organizzazioni Religiose. "Nonostante sia stato spiegato che tutta la letteratura era stata precedentemente esaminata dal Comitato, la polizia ha comunque deciso di prendere un tipo di ciascuna e ha detto che se il Comitato dichiarerà approvata la letteratura allora sarà restituita".

Tutta la letteratura religiosa in Azerbaigian è soggetta ad una prima censura obbligatoria da parte del Comitato Statale, spesso con il permesso negato.

La polizia ha allora preteso che Danilchenko e Stepanov andassero con loro alla stazione di polizia, dicendo che avevano solo bisogno di completare la pratica in ufficio riguardante i libri e che ci sarebbero voluti 15 minuti. Comunque, i due sono stati tenuti alla stazione di polizia per più di cinque ore.

La polizia ha sostenuto che Stepanov e Danilchenko avevano violato l’Articolo 299.0.2 del Codice Amministrativo, il quale punisce "la violazione dei regolamenti sull’organizzare i raduni religiosi". La polizia ha detto ai due Testimoni di Geova che secondo la legge non hanno il diritto di radunarsi negli appartamenti. Stepanov ha spiegato che l’Articolo 21 della Legge sulla Religione garantisce questo diritto, oltre al fatto che la comunità religiosa è registrata e che questa questione è sancita nello statuto dell’organizzazione. Tuttavia, la polizia ha affermato lo stesso che questa era una violazione della legge.

Gli ufficiali hanno detto loro che avrebbero redatto una dichiarazione, e che avrebbero dovuto firmarla entrambi e pagare una multa. Comunque, Stepanov e Danilchenko si sono rifiutati di firmare questo protocollo. La polizia ha detto loro che in futuro la comunità dovrebbe informare le autorità che i raduni saranno tenuti a questo indirizzo. I Testimoni di Geova hanno detto al Forum 18 che gli interessati intendono presentare le denunce presso l’Ufficio del Procuratore.

Interrogato il 13 novembre in merito all’irruzione, il Comandante della Polizia Jamalov ha inizialmente dichiarato al Forum 18 che "non eravamo noi". Dopo avergli presentato i dettagli dell’irruzione e della tenuta agli arresti dei due Testimoni di Geova e del tentativo di multarli, ha allora insistito nel dire che "non è un argomento da conversazione telefonica" e ha messo giù il telefono.

I Testimoni di Geova di tutto l’Azerbaigian hanno affrontato forti pressioni durante gli anni passati, con irruzioni a Zakatala, Baku, Gyanja [Gäncä] e nella città occidentale di Mingachevir [Mingacevir] vicino Gyanja. Gli ufficiali spesso usano la scusa che le comunità non sono registrate.

I Testimoni di Geova hanno detto al Forum 18 che hanno portato otto casi davanti alle corti locali riguardanti l’espulsione di stranieri, le irruzioni della polizia alle adunanze religiose e la censura della letteratura religiosa. Quattro di questi casi attualmente sono davanti alla Corte Suprema, uno alla Corte Costituzionale e tre davanti a corti inferiori. "Ma sfortunatamente dobbiamo concludere che le decisioni delle corti fino ad ora sono state nella maggior parte dei casi prevenute ed ingiuste", hanno denunciato i Testimoni di Geova.

Hanno detto che se necessario sono pronti a portare questi casi presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo a Strasburgo.


{Note della Redazione Cristiani Testimoni di Geova.net}




La Repubblica dell’Azerbaigian, situata nel continente euroasiatico, confina a nord con la Russia, con il Mar Caspio a est, a sud con l'Iran, a ovest con la Turchia e l'Armenia e con la Georgia a nordovest.
La regione di Nagorno-Karabakh ed altre sette province, sono sotto l'occupazione militare delle forze armate armene dalla fine di Guerra di Nagorno-Karabakh.
L'Azerbaigian è una repubblica laica ed unitaria con la democrazia emergente. La popolazione è composta principalmente da azeri, che parlano l'azero, riconosciuto ufficialmente e sono per la maggioranza di religione musulmana sciita, con consistenti minoranze di religione cristiana ed ebraica.

Rapporto dall'annuario 2008: Azerbaigian

Popolazione: 8.406.000
Proclamatori: 670
1 Proclamatore su: 12.546
2007 Media Proclamatori: 608
Percentuale d'aumento: 12%
Battezzati anno 2007: 29
Numero di congregazioni: 6
Media Studi biblici: 1.088
Presenti Commemorazione: 1.523



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito del "Forum18", in data 13 novembre 2008, da parte del giornalista Felix Corley, Servizio Notizie del Forum 18 (www.forum18.org)

© Traduzione a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net