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I cattolici non si devono far corrompere dal relativismo



Egregio Direttore,

ho letto la lettera "Caso Englaro, i cattolici non si facciano corrompere dal relativismo" del signor Simone Malnati, e mi sembra equilibrata, interessante e ricca di spunti di riflessione.

La lettera non è certo rivolta a me, è un appello, un'esortazione per i cattolici ad unire le loro forze ed agire politicamente. Premetto che buona parte di quello che avrei voluto scrivere lo ha già scritto, magistralmente, la nostra cara lettrice Roberta Lattuada, nel suo "Io a caccia di verità". Aggiungo solo poche considerazioni.

Religione e politica: prendo a modello di riferimento la confessione religiosa dei Testimoni di Geova (tdg). Essi non votano, non assumono cariche pubbliche istituzionali, non sono iscritti a partiti politici, non si costituiscono come movimento o soggetto politico ed altro ancora, ma ciò non impedisce ai tdg di essere cittadini rispettati e rispettabili, di chiedere ed ottenere l'applicazione delle norme che possono interessare loro, di esercitare il culto, di vivere pienamente la loro fede. I tdg, per loro convinzione dottrinale, non accettano trasfusioni di sangue, e tutti i fedeli si attengono a tale vincolo, semplicemente perché è scritto nella Genesi biblica: a loro non serve una norma di legge, italiana, che proibisca le trasfusioni, e mai si sognerebbero di chiederla. Le loro norme ed i loro vincoli di carattere religioso, valgono solo e soltanto all'interno della loro comunità, però, da cittadini italiani osservano altre norme ed ottemperano ad altri doveri: essi danno a Cesare ciò che è di Cesare, ed al loro dio ciò che egli chiede a loro. I fedeli tdg hanno ben compreso che, per loro, esistono due distinti livelli di norme: quelle civili, più blande e generiche (poiché devono servire anche ai non tdg), e quelle religiose, di solito più dettagliate e restrittive. I tdg sono spontaneamente laici, poiché sanno tenere distinto l'ambito religioso da quello civile, e non invadono le Istituzioni, e non alterano le norme che includono tutti gli altri cittadini. A parte la loro esuberanza nel diffondere la parola del Libro, non si può dire che i tdg non siano dei cittadini esemplari. Con sfumature differenti, anche altri cristiani evangelici si comportano in modo simile a quello dei tdg. Orbene, sarei felice di vivere in una nazione, l'Italia, nella quale tutte le religioni avessero una condotta analoga a quella dei tdg, tutte rispettose delle Istituzioni dello Stato, tutte da esso rispettate. Se così fosse, nessuna regola religiosa diverrebbe legge dello stato, ma sarebbe comunque osservata dai fedeli della relativa religione. Nessuna regola religiosa, né il divieto di trasfusione, né la macellazione rituale islamica, e nemmeno le limitazioni relative alla procreazione assistita.

Ritornando allo scritto di Malnati, noto invece che egli esorta i suoi correligionari a tenere una condotta diametralmente opposta, rispetto a quella dei tdg.

Malnati fa benissimo a mettere in guardia i suoi confedeli dai "pericoli" del relativismo, fa un pò meno bene, secondo me, a consigliar loro di tuffarsi in politica. Molti fedeli cattolici, e la Chiesa con essi, si innestano intenzionalmente nelle Istituzioni dello Stato, con l'intento di osservare, ed all'occorrenza "regolare" le medesime, e come se non bastasse essi si costituiscono in partiti politici e, forti dei propri numeri, condizionano pesantemente l'assetto politico, quindi il contenuto delle norme di legge, le leggi di tutti. Sì, lo so, si chiama democrazia (lo stesso meccanismo che, un domani, potrebbe assecondare i vezzi di una nuova, maggioritaria, religione). Osservo però che, se una regola religiosa non fosse osservata dai fedeli di riferimento, tanto che si rendesse necessario imporla per legge dello Stato, di qualità scadente sarebbero quei fedeli, e debole sarebbe quella religione. Mi domando poi, i fedeli che dapprima non rispettavano la regola religiosa, saranno davvero contenti di subirla come legge?

Saranno contenti di sapere che codesta regola, oltre che rompere le scatole a loro, le rompe anche a chi nemmeno appartiene alla loro religione? Infine, i fedeli cattolici cristiani, rispettosi del prossimo loro (magari quelli impegnati socialmente in missioni umanitarie), avranno la consapevolezza del fatto che, mediante il voto dato ad uno di quei partiti crociati, contribuiscono ad imporre il loro pensiero con la forza della legge, invece di proporlo con la forza degli argomenti, e che così facendo non rispettano il prossimo loro? Domande retoriche, chiaramente.
Se solo il mondo cattolico, tutto, fosse capace di laicità al pari dei tdg! Un mondo migliore, in cui il Pontefice si affaccia e dice: "gli altri facciano come meglio credono, ma voi cattolici non infrangete la tal regola cattolica, punto", e in quel mondo i cattolici non la infrangono, punto.
E' quello il mondo che favorirebbe una buona legge sui casi clinici irreversibili, una legge che sia la più leggera possibile, che consideri le scelte dell'interessato, compresa la scelta di interrompere l'assistenza "artificiale" al manifestarsi di una prefissata situazione clinica. Là, i cittadini cattolici potrebbero dichiarare, magari anche per iscritto, di non volersi avvalere della suddetta opportunità, come indicato dal Pontefice.

Saluti cordiali.



fonte

Questa lettera è stata pubblicata sul sito Varese News, in data 22 novembre 2008, da parte di Silvano Madasi, rubrica Lettera al Direttore (www3.varesenews.it)