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L'atmosfera del Natale e le origini di questa festa





In questi giorni tutto sembra diverso. Le vie illuminate, le vetrine nei negozi sapientemente decorate, le vacanze. Persino la neve, cade con più candore e leggerezza. Le persone sembrano più felici e gentili. In famiglia si riscopre la piacevolezza dello star assieme. In questi giorni è così ... è Natale.

Lo spirito del Natale è contagioso, influisce nel quotidiano. Dai preparativi dei manicaretti nel tepore di casa, al saluto di ogni giorno. "Buon Natale" si ode per le vie. Ogni particolare, ogni energia è indirizzata verso il culmine delle festività. I mezzi d'informazione amplificano questa sensazione, trasmettendo negli spot una piacevole atmosfera di armonia e gioia. Uno di questi recita:

"A Natale puoi fare quello che non puoi fare mai ... giocare, sognare. A Natale si può fare di più, si può amare di più".
Nonostante il clima piacevole di questo periodo, è possibile che gli intenti, i motivi ed i valori che si desidera sottolineare, siano solo illusioni? Terminato il periodo natalizio, quando le decorazioni torneranno negli scatoloni, la società, si sveglierà dal torpore tornando alla realtà della grave crisi economica e dei problemi di bilancio delle famiglie.

Ha senso festeggiare il Natale?
Il Natale è considerato la festa cristiana per eccellenza. Nella maggioranza delle nazioni, il Natale è contrassegnato da rigide e precise liturgie, in ogni chiesa di paese, come nella Basilica di San Pietro. Prima dello scoccare della mezzanotte del 24 dicembre i cittadini si ritrovano alla "Santa Messa di mezzanotte". Negli edifici di culto ci si ritrova nell'augurarsi una buona festa. La benedizione "Urbi et Orbi" caratterizza il pasto del 25 dicembre. Molti credono che ciò che viene spiegato, sia degno di fede.

E' realmente così? Chi può spiegare cosa è degno di fede in senso religioso?
Ogni cristiano che ha fede nelle Sacre Scritture risponderà: "la Bibbia". A ragione, deve essere la Bibbia a determinare ciò che è vero e degno di fede dal punto di vista spirituale. Nel mondo, il 25 dicembre viene celebrato con gioia la Natività del Salvatore Gesù Cristo. E' naturale chiedersi: Gesù è nato in questo giorno?

E' interessante leggere quanto segue.
- Il Dizionario Ecclesiastico della U.T.E.T. (1953-1958) afferma: “Riguardo al giorno e al mese di questa nascita [di Gesù] i Vangeli sono muti”.
- Il Dizionario Enciclopedico Italiano di G. Treccani (1955-1961) dichiara: “Si riconosce ormai universalmente che una festa della natività di Gesù Cristo è ignota ai Padri dei primi tre secoli e che manca una tradizione autorevole circa la data della sua nascita.
- La Cyclopædia di M’Clintock e Strong dice: “L’osservanza del Natale non è d’istituzione divina, né ha origine dal N.T. [Nuovo Testamento]. Il giorno della nascita di Cristo non si può accertare dal N. T., o, in realtà, da qualsiasi altra fonte”.

Cosa attesta la Bibbia?
Il racconto di Luca, ad esempio ci fornisce un dettaglio interessante affermando che nel periodo in cui nacque Cristo, i pastori dimoravano all’aperto ed erano nei campi con il gregge, di notte. Dal Vangelo di Luca: "In quello stesso paese c’erano anche dei pastori che dimoravano all’aperto e di notte facevano la guardia ai loro greggi". - Luca 2:8.

Quali erano le condizioni climatiche in Palestina?
Consideriamo le condizioni climatiche di quel tempo a Betleem. Secondo il calendario ebraico, l’attuale mese di dicembre rientra nel mese di Chislev (novembre/dicembre) il quale risultava essere caratterizzato da freddo e intense piogge. Il mese successivo era Tebet (dicembre/gennaio) quando si registravano le temperature più basse dell'anno, con nevicate sulle alture. Vediamo cosa dice la Bibbia a proposito del clima in quella regione.

Lo scrittore biblico Esdra riferisce che: "... il popolo sedeva nel luogo aperto della casa del [vero] Dio, rabbrividendo a causa della faccenda e a causa dei rovesci di pioggia". A proposito del clima rigido, la stessa gente radunata disse: "E' la stagione dei rovesci di pioggia, e non è possibile restare fuori". - Esdra 10:9,13; Geremia 36:22.

Questa descrizione climatica è compatibile con quanto viene rappresentato ad esempio nel presepe?
Daniel-Rops, Mondadori (1986) a pagina 266, riconosce: “Le greggi . . . l’inverno lo passavano negli ovili, e basta questo particolare per dimostrare che la tradizionale data del Natale in inverno non ha molte probabilità di essere esatta, poiché il Vangelo ci dice che i pastori erano nei campi”. Le Sacre Scritture dicono esattamente quando Gesù morì ma danno poche informazioni dirette sul periodo della sua nascita.

Perché fu scelto il 25 dicembre per commemorare la nascita di Gesù?
La Piccola Treccani dice: "Nella scelta del 25 dic. come giorno di Natale del Salvatore ha influito il calendario civile romano che alla fine del sec. 3° celebrava in quel giorno il solstizio invernale e il natale del ‘sole invitto’”. Alcuni che si definivano cristiani vollero far coincidere le due feste. D’inverno, quando il sole sembrava più debole, i pagani tenevano cerimonie perché quella fonte di calore e di luce tornasse dal suo lungo viaggio. Il 25 dicembre era ritenuto il giorno in cui iniziava il ritorno del sole. Nel tentativo di convertire i pagani, i capi religiosi adottarono questa festa e cercarono di darle una parvenza “cristiana”.

Le usanze natalizie, che origine hanno?
La Grande Enciclopedia De Agostini vol. XIII, a pagina 420 scrive: “Collegati con la festa del [Natale] sono degli usi che non sempre sono di origine cristiana, anzi per la maggior parte hanno le loro origini nelle religioni e civiltà pre-cristiane. … Da un lato una serie di usi che chiaramente derivano dai Saturnali romani, che appunto si celebravano nella seconda metà di dicembre: in particolare l’uso di luminarie, lo scambio di doni, i regali ai bambini”.

Alcuni sono consapevoli che feste come il Natale hanno origini pagane, ma ritengono lo stesso che non sia sbagliato osservarle. Forse pensate che le origini delle festività abbiano poco a che fare con il modo in cui vengono celebrate oggi. Forse ragionate che Gesù debba essere onorato, indipendentemente da date e origini.

I cristiani dovrebbero osservare le tradizioni natalizie?
A Dio fa piacere che l’adorazione che gli spetta venga mischiata con le credenze e le pratiche religiose di coloro che non lo adorano? In Colossesi 2:8 l’apostolo Paolo avvertì: “State attenti che qualcuno non vi porti via come sua preda per mezzo della filosofia e di un vuoto inganno secondo la tradizione degli uomini, secondo le cose elementari del mondo e non secondo Cristo”. Viste le prove inoppugnabili a disposizione, i testimoni di Geova non partecipano alle celebrazioni natalizie. In armonia con le Scritture si sforzano di praticare “la forma di adorazione che è pura e incontaminata dal punto di vista del nostro Dio”, mantenendosi “senza macchia dal mondo”. — Giacomo 1:27.

L'ultima notte della sua vita umana Gesù disse: " ... siete miei amici se fate quello che vi comando". Aggiunse: "Se mi amate, osserverete i miei comandamenti". (Giovanni 15:14; 14:15). Non c'è modo migliore per onorare Gesù Cristo se non quello di conoscere e seguire i suoi insegnamenti.








- A cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova.net -