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Un testimone di Geova passa un brutto quarto d'ora

«Sono un testimone di Geova, non una casseruola»

Mario Correia, 38 anni, racconta così gli avvenimenti accaduti il 7 novembre 2007, quando si presentò in qualità di Testimone di Geova da un uomo di 57 anni di Ripon allo scopo di fissare un appuntamento per uno studio biblico.

Appena entrato nel negozio di René Séguin, lo stesso ha chiaramente fatto conoscere le sue intenzioni. Durante la testimonianza nell'inchiesta preliminare del signor Séguin, il signor Carreia ha spiegato che il suo ospite si era piazzato davanti alla porta mostrando il suo colorito.

«Non esci più di qui. Voi Testimoni di Geova siete una banda di disonesti e dovete pagare per l'edificio per il quale non pagate le tasse», questo è stato detto al ministro di culto che si è presentato nel negozio del signor Sèguin, il quale in una visita precedente sembrava dimostrare interesse per l'insegnamento della Bibbia.

Ricordandosi dell'insegnamento biblico che 'una parola mite allontana il furore', il signor Carreia ha risposto al suo interlocutore che lavorava come tutti, risposta che evidentemente non ha ottenuto l'effetto desiderato. «Ero certo che mi sarebbe saltato addosso», ha riferito la vittima ricordandosi che un dipendente del signor Sèguin teneva un attrezzo facendolo girare nelle mani.

«Se vuoi uscire di qui, devi darmi 100 dollari», avrebbe detto René Sèguin, ripetendo che doveva pagare per tutti i Testimoni di Geova che non pagavano le tasse e aggiungeva «ti voglio crocifiggere».

«Pensavo che mi avrebbe ucciso», ha precisato il signor Carreia la cui paura aumentava sempre più quando l'accusato ha chiesto al suo dipendente di prendere attrezzi e tubi.

Allora la vittima si è ricordata che il saluto consisteva nella fuga, cosa che fece il signor Carreia, affrettandosi a raggiungere la moglie e altre due persone che aspettavano nell'automobile. La vittima è riuscita a lasciare il luogo ma il signor Séguin che l'aveva inseguito, è riuscito ad aprire per ben due volte la portiera, ma la vittima l'ha subito richiusa.

A conclusione delle indagini preliminari, il giudice Raymond Séguin, della corte di Québec, ha aggiunto un terzo capo d'accusa per l'imputato, ovvero aver proferito minacce di morte o aver causato lesioni alla vittima.

Raymond Séguin, residente a Ripon, era già stato accusato di sequestro e tentata estorsione.

La comunità dei testimoni di Geova, che possiede la propria Sala del Regno a St-André Avellin, conta una sessantina di discepoli.



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito Cyber Presse, in data 29 dicembre 2008, da parte del giornalista Régis Bouchard, sezione Accueil - Le Droit, rubrica Actualités régionales (www.cyberpresse.ca)

© Traduzione a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net