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Corea del Sud: Rapporto sulla Libertà Religiosa del 2008

Dal gennaio 2008 al dicembre 2008
Restrizioni alla libertà religiosa


Obiezione di coscienza al servizio militare
In Corea del Sud il servizio militare è obbligatorio ma non è previsto un provvedimento legislativo per il servizio civile alternativo. Non c’è esenzione dal servizio militare per i ministri religiosi o per gli obiettori di coscienza. Ogni anno, dai 400 ai 700 uomini in età di leva che sono Testimoni di Geova vengono condannati ed imprigionati perché si rifiutano di svolgere il servizio militare. Gli obiettori di coscienza al servizio militare vengono processati in tribunali civili e di solito vengono condannati a 18 mesi di prigione. Gli obiettori di coscienza che sono chiamati alle armi come riservisti devono far fronte a più procedimenti penali per periodi lunghi otto anni.
A partire dagli anni ‘50, più di 13.000 Testimoni di Geova sono stati imprigionati in Corea del Sud per il rifiuto di svolgere il servizio militare.
Alla data del 30 settembre 2008, c’erano 408 Testimoni di Geova in prigione in Corea del Sud a motivo della loro obiezione di coscienza al servizio militare. Oltre a ciò, oltre 80 Testimoni sono soggetti a ripetute multe per un totale di centinaia di migliaia di dollari a motivo dell’obiezione di coscienza al dovere di riserva militare.

Decisione del Comitato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite (UNHRC)
Il 18 ottobre 2004, due obiettori di coscienza, il sig. Myung-Jin Choi ed il sig. Yeo-Bum Yoon, avevano presentato individualmente una denuncia presso il UNHRC. Prima che queste denunce fossero presentate, sia la Corte Suprema della Corea che la Corte Costituzionale avevano deciso di rifiutare di sostenere il diritto all’obiezione di coscienza nonostante il fatto che nel 1990 la Corea avesse adottato il Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici (ICCPR), come anche il Primo Protocollo Opzionale. Il 3 novembre 2006, il UNHRC ha rilasciato una dichiarazione secondo cui il governo coreano aveva violato l’Articolo 18, paragrafo 1, del Patto (sezione 10) e dichiarava: “Lo Stato membro è tenuto all’obbligo di provvedere ai promotori [della denuncia] un efficace rimedio, incluso un risarcimento. Lo Stato membro è tenuto all’obbligo di evitare simili violazioni del patto in futuro”.
In un diverso documento datato 31 ottobre 2006, la 88esima sessione del UNHRC ha adottato le seguenti Osservazioni Conclusive al rapporto presentato dal governo della Corea del Sud:
17. Il Comitato è preoccupato che: (a) ai sensi della Legge sul Servizio Militare del 2003 la pena per il rifiuto di svolgere attivamente il servizio militare è l’incarcerazione fino a un massimo di tre anni che non c’è alcun limite legislativo al numero di volte che possano essere richiamati e soggetti a nuove pene; (b) coloro che non hanno soddisfatto i requisiti per il servizio militare sono preclusi dallo svolgere un impiego presso il governo o enti pubblici e che © gli obiettori di coscienza condannati vedono la fedina penale macchiata (articolo 18).
Lo stato membro dovrebbe intraprendere tutte le misure necessarie per riconoscere il diritto degli obiettori di coscienza ad essere esonerati dal servizio militare. E’ incoraggiato ad allineare la legislazione con l’Articolo 18 del Patto. A questo riguardo, il Comitato suscita l’attenzione dello stato membro al suo Commento Generale 22, paragrafo 11, sul diritto alla libertà di pensiero, coscienza e religione.
A partire dal 3 novembre 2006, quando l’UNHRC aveva reso la propria decisione, la Corte Suprema della Corea ha preso in esame almeno 120 appelli di obiettori di coscienza. In tutti questi casi, si è ripetutamente rifiutata di applicare la decisione del UNHRC.

Ulteriori appelli al Comitato per i Diritti Umani dell’ONU (UNHRC)
Dal 21 settembre 2007 fino al 6 novembre 2007, sono state presentate 100 nuove denunce presso il UNHRC da parte degli obiettori di coscienza imprigionati che sono Testimoni di Geova. Il 7 dicembre 2007, queste denunce sono state comunicate al governo della Corea. E’ stato dato al governo un lasso di tempo di sei mesi per rispondere a queste istanze. Altre 388 nuove denunce sono state presentate dal 25 aprile 2008. Il 29 aprile 2008, il UNHRC ha unito tutte le 488 denunce totali in un caso identificato come comunicazione n. 786/2008 a nome del sig. Jong-nam Kim e altri e le ha trasmesse al governo della Corea. Sono stati dati nuovamente sei mesi al governo, fino al 30 ottobre, per rispondere. Comunque, non c’è stata ancora alcuna risposta da parte del governo.

Raccomandazioni del Consiglio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani
Il 29 maggio 2008, il Consiglio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ha raccomandato alla Repubblica di Corea ciò che è evidenziato nella bozza del resoconto del gruppo di lavoro sul rapporto periodico mondiale:
17. Riconoscere il diritto degli obiettori di coscienza da parte della legge, di depenalizzare il rifiuto di svolgere attivamente il servizio militare e di eliminare qualsiasi attuale proibizione di impiego nel governo o negli enti pubblici, in linea con la raccomandazione del Comitato per i Diritti Umani. (Slovenia)
24. . . . Che siano intrapresi dei passi concreti per introdurre le alternative al servizio militare per gli obiettori di coscienza. (Regno Unito)

Licenziamenti obbligati
Le fedine penali degli obiettori di coscienza al servizio militare sono mantenute negli archivi penali da parte di un corpo d’indagine coreano per cinque anni. Come conseguenza, agli obiettori di coscienza non è permesso di accedere ad alcun ufficio governativo e di ricevere alcun tipo di esame o certificazione nazionale, e nemmeno di essere impiegati da qualsiasi ente che fa richiesta in relazione alla fedina penale.

Caso di Kim, Hong-ju
Era stato imprigionato perché obiettore di coscienza e rilasciato nel giugno 2003. Successivamente, il 25 maggio 2005, aveva iniziato a lavorare come supplente in un ospedale statale situato a Seul. Recentemente, l’ospedale la ha accettato come lavoratore regolare. Ma quando è stato fatto un controllo in merito ai precedenti privati dei lavoratori recentemente inseriti come impiegati regolari, o membri, l’ospedale ha rilevato la sua fedina penale come obiettore di coscienza, ed il 14 aprile 2008 è stato licenziato. Questo non è giusto perché lui aveva già spiegato la sua posizione e il suo precedente in prigione quale obiettore di coscienza quando aveva contattato la prima volta dall’ospedale. Gli è stata perfino negata la liquidazione dall’impiego, che di solito è garantita ai lavoratori che vengono licenziati.

Obiezione di coscienza all’addestramento nelle truppe riserviste
La Corea del Sud ha un sistema di forze di riserva, secondo il quale chi ha terminato il servizio militare regolare viene richiamato per un periodo di circa 200 ore di addestramento militare durante un periodo di otto anni dopo il congedo. Questo sistema è un problema per tutti coloro che hanno cambiato le proprie credenze dopo aver svolto il loro regolare servizio militare e che successivamente vengono assegnati ad assolvere il servizio nelle forze riserviste. Quando vengono chiamati per l’addestramento nelle forze di riserva, questi obiettori di coscienza sono sottoposti a più procedimenti penali ed a ripetute multe o imprigionamenti. Non vengono esentati dall’addestramento militare, nemmeno dopo che sono stati condannati, hanno pagato multe, o hanno scontato i termini di prigione. Come risultato, questi obiettori di coscienza possono essere denunciati e perseguiti spesso fino a 10 volte in un anno per non aver accolto la chiamata per l’addestramento nelle forze di riserva.
Attualmente, oltre 80 Testimoni di Geova sono finiti nel cerchio di coloro che sono stati accusati e condannati a ripetute ammende e/o termini di prigione a motivo della loro obiezione di coscienza al servizio nelle forze riserviste. Molti di loro non sono stati in grado di pagare le multe, le quali possono ammontare a migliaia di dollari ogni anno. Alcuni sono stati messi nei registri quali “ricercati” come criminali a motivo della loro impossibilità a pagare le ammende. Altri hanno scelto di sottoporsi al lavoro in una “casa di correzione” (strutture chiuse all’interno delle prigioni) invece di pagare le ammende. La lunghezza di questo periodo di lavoro può variare da uno a tre anni, in proporzione alle multe non pagate (di solito calcolate a 50.000 won [circa 50 dollari americani] di multa che equivale a un giorno di lavoro).

Caso di Yoon, Jang-woon
Yoon, Jang-woon (32 anni) è stato incriminato otto volte dal 2002 al 2004 ed è stato condannato a pagare un totale di 4,5 milioni di won in multe (circa 4.500 dollari americani). E’ stato incriminato sette volte dal 2005 al 2007 e gli è stato dato un termine di prigione con la condizionale di 10 mesi, multato di tre milioni di won (circa 3.000 dollari americani), e condannato a 120 ore di servizio per la comunità. Il suo appello è attualmente pendente presso la Corte Suprema. In un'altra causa riguardante il servizio di riserva, è stato condannato a quattro mesi di prigione il 14 marzo 2007. E’ stato detenuto tre mesi fino a che è stato rilasciato su cauzione dopo essersi appellato. In un’altra causa ancora, gli sono stati dati sei mesi di prigione con la condizionale ed è stato condannato a 80 ore di servizio per la comunità. Il suo appello è attualmente pendente davanti alla Corte Suprema.

Case of An, Young-woong
An, Young-woong (29 anni) è stato congedato nel 2004. Aveva rifiutato l’addestramento nelle forze riserviste ed era stato multato per un totale di cinque milioni di won (circa 5.000 dollari americani). Nel 2006, aveva da pagare sei milioni di won in multe (circa 6.000 dollari americani). Nel 2007, ha pagato altri sette milioni di won in multe (circa 7.000 dollari americani). Un’altra causa riguardante il suo rifiuto a sottomettersi all’addestramento militare nelle riserve è pendente in corte. Questa punizione anormale e severa e le costanti pressioni di doversi presentare davanti alla polizia ed all’ufficio del procuratore gli hanno causato dure difficoltà sul suo posto di lavoro. Finora è stato condannato a multe per un totale di più di 19 milioni di won (circa 19.000 di dollari americani).

Appelli alla Corte Costituzionale
Il 18 aprile 2007 il giudice Song, Seung-yong della Corte del Distretto di Ulsan ha sospeso il processo di Shin Dong-hyuk, sul quale stava presiedendo, e ha inoltrato una richiesta alla Corte Costituzionale chiedendo una determinazione di costituzionalità delle sezioni della Legge Nazionale sulle Forze Riserviste. Il giudice ha richiesto che la Corte Costituzionale riesamini gli Articoli 6(1) e 15(8) della Legge Nazionale sulle Forze Riserviste, i quali costituiscono le basi per l’incriminazione contro Shin Dong-hyuk, alla luce dell’Articolo 19 della Costituzione, la quale garantisce il diritto alla libertà di coscienza.
L’esito di questo caso è importante per più di altri 80 Testimoni che sono stati incriminati ed accusati ai sensi di questa legge quali obiettori di coscienza all’addestramento nelle forze militari riserviste.
Il 7 gennaio 2008, il direttore del Comitato Nazionale per i Diritti Umani ha sottoposto un parere alla Corte Costituzionale, premendo sul fatto che il governo coreano non penalizzi gli obiettori di coscienza al servizio militare di riservisti ed implementi un servizio alternativo insieme al riconoscimento del diritto all’obiezione di coscienza al servizio militare.
Il 5 settembre 2008, una giuria di tre giudici di una divisione in appello della Corte del Distretto di Choonchun ha deciso di unire le quattro cause separate in appello riguardanti i giovani obiettori di coscienza che sono Testimoni di Geova e di inoltrare questi casi alla Corte Costituzionale. E’ stato richiesto alla Corte Costituzionale di riesaminare la costituzionalità dell’Articolo 88, Sezione 1, della Legge sul Servizio Militare. Il giorno seguente, un obiettore di coscienza che era stato dichiarato innocente in tribunale, ma era stato incriminato in appello, ha sottoposto il suo caso direttamente alla Corte Costituzionale. La Corte Costituzionale avrà ora l’occasione di rivedere la sua decisione del 2004 nella quale si era rifiutata di dichiarare non costituzionale l’Articolo 88, Sezione 1, della Legge sul Servizio Militare.

Il servizio civile alternativo
La 17esima Assemblea Nazionale aveva sottoposto un disegno di legge sul servizio alternativo, ma il disegno di legge è stato abrogato quando l’Assemblea Nazionale ha completato il suo mandato. I legislatori della 18esima Assemblea Nazionale non hanno ancora sottoposto un disegno di legge sul servizio alternativo.
Il 18 settembre 2007, il Ministero della Difesa Nazionale (MND) ha annunciato alcuni progetti per sensibilizzare il pubblico in modo da permettere agli obiettori di coscienza di svolgere il servizio civile alternativo. Secondo un portavoce del MND, il MND avrebbe sottoposto un simile disegno di legge durante il 2008 in modo da approvarlo nel 2009.
Il 7 maggio 2008, Lee, Sung-ju, Capo della Divisione per i Diritti Umani del MND, ha confermato la posizione della Corea alla Revisione Periodica Universale tenutasi a Ginevra, quando ha dichiarato: “La Repubblica di Corea ha annunciato nel settembre 2007un nuovo programma per offrire agli obiettori di coscienza l’opportunità di partecipare al servizio civile alternativo. Per l’implementazione del nuovo sistema, il governo deve rivedere la Legge sul Servizio Militare, ed una versione riveduta sarà sottoposta all’Assemblea Nazionale quest’anno”.
Comunque, il 16 giugno 2008 il governo coreano ha modificato la sua posizione affermando, nel rapporto contenente le opinioni e le risposte dello Stato alle raccomandazioni dell’UPR, che “la questione dell’obiezione di coscienza al servizio militare ha richiesto un ulteriore studio e di formare un più ampio consenso nazionale”.
Il 21 luglio 2008, la Commissione Nazionale per i Diritti Umani ha adottato ancora una volta una risoluzione che preme il governo della Corea ad implementare il servizio civile alternativo.
In ottobre, l’Assemblea Nazionale ha condotto un’ispezione negli uffici governativi. In merito a questo, Kim, Jang-su, ex Ministro della Difesa Nazionale, ora membro dell’assemblea, ha fortemente fatto pressioni al governo coreano per mantenere la promessa di istituire il servizio civile alternativo. Anche un altro membro dell’assemblea, appartenente ad un partito politico all’opposizione, ha chiesto informazioni al direttore dell’Amministrazione del Personale Militare su ciò che è stato fatto in merito al servizio civile alternativo. Il direttore ha evitato qualsiasi commento diretto su questo salvo che non è lui ad occuparsi dell’istituzione del servizio e che comunque si stava conducendo uno studio.

Indagine su cinque casi di morte successive all’obiezione al servizio militare
Il 6 novembre 2007, la Commissione Presidenziale sulle Morti Sospette nelle Forze Armate (CSD) ha deciso di prendere in esame la morte di cinque obiettori di coscienza che si erano rifiutati di prestare servizio nelle forze militari durante i decenni degli anni ’70 e ’80. I casi esaminati includono la morte di Jeong, Sang bok, il quale è morto appena dopo aver rifiutato l’addestramento militare nel 1976, e la morte di Kim, Sun-tae, il cui corpo morto è stato trovato vicino al campo di addestramento nel 1981. Prima di prendere la sua decisione, la CSD ha riesaminato importanti documenti ed ha intervistato le famiglie dei deceduti. Nelle sue dichiarazioni alla stampa, la CSD ha dichiarato che sarebbe stata fatta un’indagine approfondita per determinare le ragioni del perché questi obiettori di coscienza sono stati sottoposti a trattamenti così duri. Questo è il primo compito governativo ufficiale intrapreso dal CSD.



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito ufficiale delle Pubbliche Relazioni dei Testimoni di Geova, www.jw-media.org, nel mese di dicembre 2008

© Traduzione a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net