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La fede che muove montagne

Testimoni di Geova apprendono il cinese con una professoressa madrelingua per insegnare la Bibbia a emigranti asiatici


La possibilità di far conoscere la Bibbia tra la popolazione cinese in Zamora ha spinto un gruppo di testimoni di Geova a programmare corsi di cinese con una professoressa madrelingua. Al corso partecipano anche minori provenienti per adozione da quel paese asiatico, i cui genitori vogliono che imparino la loro lingua.


Studenti di cinese correggono il lavoro svolto - Foto David Rodriguez


NATALIA SÁNCHEZ - «A noi ci suona come giapponese», scherza Beatriz Jorge sulla mancanza di comprensione del cinese, lingua che studia da dodici anni e mezzo insieme ad altre dieci persone dai 14 ai 60 anni. Ciò che ha spinto questi Testimoni di Geova a imparare questa lingua è il poter «far conoscere la Bibbia alla popolazione cinese che vive in Spagna nella loro lingua», commenta Mercedes Alonso, una veterana del gruppo. L’intenzione di formarsi l’avevano da diverso tempo, però non potevano contare su un professore che insegnasse loro. «Andammo per i negozi gestiti da cinesi per vedere se qualcuno fosse disponibile a darci lezioni», racconta Mónica Calzada. Finalmente trovammo Hiao Yung, che insegnava ai bambini delle elementari nel suo paese natale, e che gli insegnava cinese semplificato, la lingua che unificò Mao.

I saluti, i numeri o i giorni della settimana costituiscono i primi passi del corso a cui si sono aggiunti, poco a poco, altri alunni come Carlos Martín che sta litigando da poco più di un anno con i caratteri cinesi. Questo giovane che studia nel 3º della ESO fu incoraggiato ad avvicinarsi al corso «perché un giorno vide un libro in cinese a Beatriz». Essendo quello che da meno tempo partecipa, lo assiste durante il corso tutti i martedì Hui Min, il marito di Xiao Ying, che prima di cominciare ripassa con lui i dati che appunta: «Impara molto presto».

«La grammatica non è difficile, però leggere senza trascrizione fonetica è complicato», sottolinea Rubén González, mentre Noemí Martín spiega che riconosce i segni quando li vede, anche se le costa «incominciare a parlare». E, per rompere il ghiaccio, questi alunni si dirigono dalla professoressa in cinese e diversi sono addirittura andati a cenare in un ristorante cinese chiedendo a una madrelingua il menù «in cinese e ci ha capito», come enfatizza González, il quale mostra un foglio divulgato dalla sua fede in spagnolo e in cinese. Il metodo che segue, secondo quanto spiega Xiao Ying, si basa in un libro di insegnamento di cinese che lei trasferisce ai suoi alunni mediante appunti e frasi che corregge alla lavagna. Inoltre, sorgono sempre commenti sulla maniera di vivere e le abitudini del proprio paese natale. «Io gli insegno cinese e loro mi aiutano a migliorare il mio spagnolo», commenta in un clima di grande vicinanza con i suoi alunni.

Insieme a questo gruppo di adulti, che riceve lezioni in un locale privato in via Arapiles, Hiao Ying, alla quale piace essere chiamata Elisa, impartisce lezioni di cinese a un gruppo di bambine in un’aula del IES Claudio Moyano tutti i lunedì dalle ore 18:00 alle 19:00 grazie a un accordo con l’istituto. «E’ molto diverso insegnare agli adulti rispetto che alle bambine», afferma la docente che specifica che nel caso delle piccole l’insegnamento si basa «su giochi» e «gli insegno un poco ogni giorno. Una delle bambine che sta familiarizzando con la lingua del paese dove nacque è Shuliang García. Questa piccola da quando ha un anno e mezzo sta apprendendo il cinese, prima a Salamanca e ora a Zamora, «perché vogliamo che conosca la lingua del suo paese di origine», dichiara il padre, Jesús García, il quale al tempo stesso sottolinea che Shuliang, di sei anni, «esce contenta dalle lezioni» e assicura che lui non si è messo ad impararlo «perché è una lingua molto difficile». Angela Fen Martín è un’altra delle bambine che assiste a queste lezioni, aperte ai bambini che vogliono conoscere questa lingua. Sua madre, Angela Bautista, sottolinea che impara «un po’ i simboli, i saluti e le canzoni con le quali abitua l’orecchio» a un’altra lingua attraverso materiale portato dalla professoressa di cinese. Questa mamma si lamenta del fatto che il gruppo si è ridotto a quattro bambine quando nel passato corso ne assistevano di più, però riflette sul fatto che spesso «carichiamo i bambini di molte attività», e aggiunge che «il cinese avrà un gran peso entro pochi anni».


{Note della Redazione Cristiani Testimoni di Geova.net}

Spinti da sincero amore e interesse personale, molti testimoni di Geova decidono di prendere parte a un programma di "istruzione per un'altra lingua" al fine di poter condividere la buona notizia del Regno con le persone che non parlano la lingua locale. Questo permette di poter render note le verità bibliche, attraverso tutte le sfumature che solo la lingua madre può far cogliere. Ogni anno si svolgono centinaia di corsi didattici e sempre più testimoni ne prendono parte.



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito La Opinion de Zamora, in data 22 novembre 2008, rubrica Zamora (www.laopiniondezamora.es)

© Traduzione a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net