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Uzbekistan: Genitori e figli minacciati perché frequentano i luoghi di culto



Di Mushfig Bayram, Servizio Notizie del Forum 18



Il Servizio Notizie del Forum 18 è venuto a conoscenza del fatto che la polizia, nel sud-est dell’Uzbekistan ha iniziato una campagna contro i bambini che frequentano i luoghi di culto. La campagna condotta dalle autorità, che tra l’altro utilizza i mezzi di informazione controllati dallo stato, prende di mira le scuole ed i genitori che permettono ai figli di frequentare le “sette” religiose e le moschee. I figli dei Battisti e dei Testimoni di Geova vengono convocati e minacciati dalla Polizia e dai Comitati del Mahalla. Le misure contro i figli dei musulmani sono apparentemente prese per fermarli dal frequentare le preghiere del venerdì durante l’orario scolastico, ma il Forum 18 ha saputo che le misure in pratica sono mirate a impedire loro di frequentare le moschee in qualsiasi momento. Tre presidi scolastici hanno individualmente confermato al Forum 18 che nessuno dei loro ragazzi frequenta la moschea anche al di fuori dell’orario scolastico, e due di loro hanno dichiarato schiettamente al Forum 18: "Ai ragazzi non è permesso frequentare la moschea". Interrogati sul perché non possano farlo, uno dei presidi ha detto al Forum 18: "Perché sono ancora bambini". La campagna ha luogo mentre l’Uzbekistan continua ad utilizzare un film, "Nelle grinfie dell’ignoranza", per incoraggiare l’intolleranza delle minoranze religiose, che includono i Testimoni di Geova, gli Avventisti del Settimo Giorno, i Presbiteriani ed i Metodisti.


Il Servizio Notizie del Forum 18 è venuto a conoscenza del fatto che è partita una campagna, nella città di Karshi [Qarshi], regione di Kashkadarya nel sud-est dell’Uzbekistan, contro i figli ed i loro genitori che frequentano i luoghi di culto. La campagna condotta dalle autorità viene successivamente ad un articolo del 25 novembre, apparso su un giornale locale, che attaccava scuole e genitori perché permettono ai bambini di frequentare le moschee e le “sette” religiose. I figli dei Battisti e dei Testimoni di Geova sono stati convocati e minacciati dalla polizia, dai Comitati del Mahalla e dalle amministrazioni scolastiche.

Tre presidi scolastici di Karshi hanno detto individualmente al Forum 18 che nessuno dei loro ragazzi frequenta la moschea anche oltre l’orario scolastico, e due di loro hanno dichiarato schiettamente al Forum 18 il 9 gennaio: "Ai ragazzi non è permesso frequentare la moschea". Interrogati sul perché non possano farlo, un preside ha detto al Forum 18: "Perché sono ancora bambini".

L’Ispettore della Polizia di Karshi, sig. Ochilov, il quale ha costretto i figli che vanno a scuola ed i loro genitori che frequentano le adunanze dei Battisti e dei Testimoni di Geova a scrivere alcune dichiarazioni che includono informazioni dettagliate inerenti alle organizzazioni, si è rifiutato di discutere sul perché vengono esercitate pressioni sui ragazzi e sui loro genitori. Ha detto di interpellare l’Hokimat o amministrazione regionale per saperne di più, ma il responsabile dell’istituzione, sig. Mamatkul Rajapov, non ha voluto parlare con il Forum 18 il 6 gennaio.

Un difensore per i diritti umani della capitale Tashkent, il quale è voluto rimanere anonimo, ha detto al Forum 18 che i locali Dipartimenti della Polizia nella Regione di Kashkadarya hanno avvisato i genitori che rischiano di perdere i loro diritti quali genitori se non smettono di portare i loro figli alle riunioni religiose. Ha quindi espresso la sua preoccupazione, dicendo che è “chiaro” che proseguiranno i procedimenti penali ed amministrativi contro le chiese non registrate nella regione di Kashkadarya, e che saranno intraprese misure contro i genitori di questi bambini. "I ragazzi saranno inseriti nelle registrazioni della polizia per il lavoro preventivo".

Il difensore per i diritti umani ha detto al Forum 18 che anche i ragazzi che frequentano i Testimoni di Geova sono stati convocati insieme ai loro genitori dalla Polizia di Karshi. Gli ispettori della polizia “hanno fatto” scrivere ai ragazzi delle dichiarazioni. I ragazzi sono stati “costretti” ad includere informazioni nelle loro dichiarazioni in merito a da quanto tempo frequentano la “setta”, a quale indirizzo si trova ed in quali giorni si tengono le riunioni, chi dirige le adunanze, quante persone vi assistono, quali libri religiosi vengono letti e quali dei credenti conoscono personalmente.

Le azioni della polizia sono avvenute dopo l’uscita dell’articolo "Caduti nel fanatismo", da parte di Safar Ruziboev, pubblicato il 25 novembre nel giornale in lingua uzbeka Qashqadaryo, il quale sosteneva come alcuni insegnanti e alunni sono “caduti preda” delle idee di religioni straniere.

L’autore dell’articolo focalizza l’attenzione anche sulle fedi minori, lamentando che a Karshi recentemente è aumentato il numero delle “sette” religiose non islamiche ed anche il numero dei loro fedeli. “Le studentesse della Scuola numero 15, Tanzilya Arslanova e Albina Buzrukova, sono state coinvolte nel diffondere le idee della setta non islamica dei Testimoni di Geova. Insieme ai loro compagni di fede con gli stessi ideali, hanno preso parte ad illegali riunioni tenute nelle case dei responsabili di questa setta. Gli studenti della stessa scuola, Ulugbek Shomatov, Dildora Khusainova e Shahrizoda Hasanova, lo studente della Scuola 12 Raisa Chernysh, e la studente dell’università medica di Karshi Sayera Boymuradova, i cui genitori sono membri della setta dei Testimoni di Geova, hanno preso parte a raduni illegali”, sostiene l’articolo.

L’articolo avverte inoltre che gli imam, i comitati dei mahalla e le direzioni delle scuole devono intraprendere un “lavoro serio” con i genitori per accertare questi fatti. Vengono tenute conferenze tra famiglie, Mahalla e scuola in aggiunta ai normali appuntamenti tra famiglia e scuola. I comitati dei Mahalla sono una parte fondamentale della struttura uzbeka di controllo ed oppressione.

Il difensore per i diritti umani ha detto che tutti i genitori di tutti i bambini che sono stati menzionati nell’articolo chiamati dalle direzioni delle scuole, invitati a redigere dichiarazioni scritte al fine di impedire loro di portare i ragazzi alle riunioni religiose. Le scuole terranno anche assemblee generali.

Il difensore continua dicendo che, dopo essere stati convocati dalle scuole, gli stessi genitori vengono chiamati dai comitati dei mahalla, ed ancora una volta invitati a redigere dichiarazioni scritte per fermarli dal portare i loro figli alle adunanze religiose. I genitori vengono così portati anche davanti alla polizia locale e soggetti nuovamente alle stesse richieste, “minacciati” dalla polizia che potrebbe privarli dei loro “diritti quali genitori”.

Il direttore del giornale Qashqadaryo, sig. Narzullo Ravshanov, si è rifiutato di lasciare un commento e non ha voluto fornire i contatti dell’autore, sig. Ruziboev.

Uno dei presidi intervistati dal Forum 18, che ha preferito rimanere anonimo, ha detto che ciò che è stato scritto sul giornale è stata “disinformazione”. Altri presidi hanno detto che nessuno dei loro studenti frequenta le moschee o le funzioni religiose durante gli orari scolastici. La preside Muazzinova ha detto al Forum 18 che la questione dei ragazzi che frequentano le funzioni religiose sarà trattata alla prossima conferenza famiglia-Mahalla-scuola.

Nodir Akhadov, un difensore locale per i diritti umani, ha detto di non aver letto l’articolo ma sicuramente la campagna mediatica esistente non gli sembra inusuale. "Le autorità di Karshi si oppongono a tutti coloro che insegnano dottrine diverse da quelle del governo uzbeko presentate tramite i canali della televisione uzbeka ed i giornali", ha detto al Forum 18 l’8 gennaio da Karshi. "Il governo vede come avversari i rappresentanti delle fedi minori ed i credenti indipendenti musulmani". Akhadov ha detto che pensa che questa strategia di “paura” contro queste organizzazioni religiose possa attirare più aderenti verso di loro, così che "perdano la loro sfera di influenza".

Un altro preside ha detto al Forum 18 che l’autore dell’articolo era un ufficiale della polizia segreta del Servizio per la Sicurezza Nazionale (NSS), ma si è rifiutato di rivelare dove aveva ottenuto l’informazione. Akhadov ha anche detto che non riconoscerebbe l’autore dell’articolo. "Non sarei sorpreso se la polizia segreta del NSS avesse dato l’informazione al giornale e poi loro l’hanno pubblicata".

La polizia segreta del NSS tiene d’occhio attentamente tutte le comunità religiose, e recluta continuamente agenti contro di loro.

Nel frattempo, fonti di Tashkent hanno detto al Forum 18 che il film "Nelle grinfie dell’ignoranza", il quale prende di mira diverse minoranze religiose, tra cui Testimoni di Geova, Avventisti del Settimo Giorno, Presbiteriani e Metodisti, alla fine del 2008 è stato fatto nuovamente vedere agli studenti negli istituti scolastici controllati dallo stato a Tashkent e in diverse altre località.

"In un’università sono stati radunati tutti gli studenti, dicendo loro che dovevano vederlo", ha detto al Forum 18 un residente di Tashkent. "Ogni studente doveva firmare una dichiarazione in cui attestava che l’aveva visto e che ora era informato". Il cittadino ha detto che uno studente aveva ricordato al preside dell’istituto che lui non comprendeva l’uzbeko, la lingua in cui è stato proiettato il film. Il preside ha risposto: "Non importa – devi andare a vederlo". I comitati dei Mahalla hanno inoltre mostrato il film durante gli scorsi mesi ai cittadini locali.

Il film è stato mostrato in televisione prima in uzbeko a maggio, e poi in russo a giugno.

I membri delle minoranze religiose in Uzbekistan evidenziano che gli attacchi dei media spesso vanno parallelamente alle persecuzioni crescenti e ad una maggiore intolleranza sociale sperimentata dai membri delle minoranze.


{Note della Redazione Cristiani Testimoni di Geova.net}




Stato dell'asia centrale, la Repubblica dell'Uzbekistan confina a nord con il Kazakistan, ad est con il Kirghizistan ed il Tagikistan, a sud con l'Afghanistan ed il Turkmenistan e a ovest con il Kazakistan.
La popolazione è principalmente composta da Uzbeki mentra una piccola minoranza è composta rispettivamente da russi, tagiki, coreani, kazaki, caracalpachi e tatari.
Politicamente parlando è una Repubblica dove la sovranità risiede nel popolo e il potere esecutivo viene esercitato dai cittadini eletti per un periodo di tempo determinato.
Gli abitanti sono musulmani sunniti, seguiti da una piccola minoranza di ortodossi.

Rapporto dall'annuario 2008: Uzbekistan

In Uzbekistan la Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova non è riconosciuta legalmente.

Le autorità governative, attraverso leggi molto ferree e l'uso della forza, opprimono con repressione violenta tale organizzazione religiosa.
I Testimoni di Geova presenti nel territorio sono costretti a vivere clandestinamente la loro fede e, se scoperti, subiscono soprusi di ogni genere, comprese percosse fisiche e psicologiche oltre a interminabili detenzioni in condizioni quasi disumane.
Tutto ciò, nonostante i Testimoni di Geova professino semplicemente gli insegnamenti di Cristo Gesù esposti nella Sacra Bibbia e vivano in pacifica armonia nella comunità in cui risiedono dove praticano quotidianamente il comandamento cristiano dell'amore per il prossimo come se stessi.

In tutto il mondo, questa comunità cristiana è nota per l'assolvimento diligente del pagamento di tutte le tasse e tributi richiesti, nonché la loro sottomissione a tutte le leggi dello Stato, purché non confliggano con l'adorazione religiosa.
Purtroppo, questo governo, continua in questa attività proscrittiva quasi indisturbatamente, nonostante sia evidente che tali azioni violino palesemente i principi universalmente riconosciuti relativamente alla fondamentale libertà dell'uomo, libertà di idee, di opinione, di parola, di religione, così come sancito dagli articoli 1-3-9-18-19 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

In attesa dell'intervento risolutivo di Geova, auspichiamo che possa essere al più presto 'stabilita legalmente' (Filippesi 1:7) l'attività religiosa dei Testimoni di Geova dell'Uzbekistan



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito del "Forum18", in data 12 gennaio 2009, da parte del giornalista Mushfig Bayram, Servizio Notizie del Forum 18 (www.forum18.org)

© Traduzione e rielaborazione riassuntiva a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net