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Il giorno della Memoria: documento storico dei testimoni di Geova



In esclusiva, la traduzione in italiano dell'articolo, pubblicato nell'agosto 1934 dalla rivista l'Età d'Oro, pagina 8, 9, 11, contenente la testimonianza redatta dai testimoni di Geova contro le brutalità subite dal regime nazista.




Persecuzione


Molti dei nostri fratelli hanno sopportato le persecuzioni senza protestare. Non desiderano nemmeno che i loro nomi siano conosciuti. Dio, dicono, punirà i nostri nemici. Nella sola Sassonia oltre 500 fratelli furono internati nei campi di concentramento. I seguenti fatti confermano che i cristiani sono stati, e lo sono ancora, perseguitati illegalmente nel Terzo Reich, e tutto ciò in violazione dei principi enunciati dagli alti funzionari del governo tedesco.
Nell’interesse dei nostri amici non pubblicheremo, per il momento, nessun nome. Se ci saranno richiesti, li daremo solo con una seria garanzia che gli interessati non avranno di che temere.

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Estratto dal "Giornale di Heilbronn" del 15 novembre 1933:

« I testimoni di Geova!
Di questi folli, che già si chiamavano anche “Studenti della Bibbia”, ne rimangono ancora alcuni che avvelenano l’atmosfera spirituale di Heilbronn, sebbene l'attività di questa impresa giudea, organizzata da un povero di spirito chiamato Rutherford, che risiede in America, sia interdetta su tutto il territorio del Reich. I “testimoni di Geova” della nostra città provengono in maggior parte dai piccoli artigiani e commercianti. Si riuniscono, come prima [dell’interdizione], due volte la settimana in una locanda di viale Hadolf Hitler e discutono le loro asinerie sul “vecchio Testamento”.
E, massimo dell’ironia, il loro predicatore è un lavavetri. Tuttavia, invece di pulire le lenti degli occhiali dei suoi uditori, si sforza di renderli il più opachi possibile, con il rivestimento giudeo del suo maestro americano. In questo cerchio di poveri di spirito, un lattaio che iniziò con un carretto a mano, riuscì a farsi un’automobile, passando per una pariglia a due cavalli, lui pure ha un certo ruolo.
I ridicoli “testimoni di Geova” hanno obbligato i loro seguaci a non prender parte alle elezioni di domenica scorsa, col pretesto che non hanno nulla a che vedere con la politica, e di conseguenza con il destino della loro patria. Il dovere dei cittadini giudiziosi è di prendere posizione contro questi sabotatori.
Invitiamo sopratutto le donne tedesche a cessare immediatamente ogni relazione di affari con gli aderenti di questa setta di giudei. Coloro che si sono appena dichiarati con un entusiasmo trionfale a favore del più tedesco dei tedeschi ADOLF HITLER, non devono sostenere più a lungo gente che si tiene in disparte. Che si tolga loro ogni sovvenzione e che siano abbandonati con la loro robaccia giudea. Può darsi che le nebbie viscide si dissiperanno dai loro cervelli, quando i loro ventri piangeranno miseria e quando si renderanno conto che i loro piccoli profitti venivano fino a questo momento, molto meno al Dio d’Israele nel deserto, ma alla bontà e all’indulgenza dei loro compatrioti tedeschi.

****

Quale insondabile cattiveria contengono queste righe!
L’autore di questo pietoso articolo che ha voluto fare dello spirito alle spalle del nostro amico imbianchino, non si è nemmeno reso conto di gettare discredito su tutta quella categoria!

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Associazione dei lavavetri (Camera del lavoro di Stuttgard e distretto del Grand Baillage di Helibron)
Stoccarda, 17 novembre 1933


M.

Affinché la lotta intrapresa contro gli spreconi del mestiere vada a buon fine, facciamo appello ai commercianti di Helibron, che ci appoggino il più possibile secondo lo spirito che ci accomuna. Tra coloro che nuocciono al nostro mestiere, figura il lavavetri Kühner, che abita a Dammstrasse, 33 (precedentemente Pestalozzistrasse, 1).
È stato descritto pubblicamente in un articolo del Giornale di Helibron del 15 di questo mese. Vi inviamo un estratto del suddetto articolo, ed aggiungiamo che altre misure saranno adottate contro il summenzionato, dalla camera del lavoro e nello stesso tempo dalla nostra associazione.
È nostro dovere stilare una lista di commercianti che continuano a servirsi di questo « nemico dello Stato » al fine di far pervenire un rapporto dettagliato all’autorità competente.
Speriamo non dover scrivere il nome della vostra casa e che affiderete i vostri lavori ad altri imprenditori di Helibron.
Con questa speranza firmiamo per Heil Hitler.
Allegato.
Corporation Obligatoire
di Stuttgard Helibron


****

A. X..., un fratello, fu arrestato prima delle elezioni e il giorno delle elezioni, altri fratelli furono catturati. Uno di loro è stato condannato a cinque giorni di carcere perché non aveva preso parte al canto di Horst Wessel-Lied.

W. K..., direttore di un’impresa di lavavetri, fu trascinato fuori casa, portato in un commissariato, e dopo un breve interrogatorio, fu trascinato in un’altra casa; dove fu seriamente maltrattato.
I commercianti sono stati avvisati tramite una circolare della camera del lavoro, che era loro vietato dare del lavoro a quest’uomo. Il malcapitato cosi rovinato, dovette cedere la sua società a un collaboratore. Allora il venditore fu condotto al commissariato insieme al compratore e l’atto di compravendita fu strappato col pretesto che non si trattava di un contratto regolare.

K... fu in seguito trasferito in un altro locale e picchiato da due uomini con tal violenza da spezzargli alcuni denti. Dopo qualche settimana non poteva ancora alzare il braccio sinistro. Non si sa ancora se si riprenderà del tutto. È stato messo nell’incapacità di guadagnarsi da vivere a causa della sua fede.

****

L.... 1 maggio 1934.

Alla Casa della Bibbia, Berna



Testimoni di Geova fatti 'sfilare' per la città come traditori per non aver votato


Miei cari fratelli,

La tragedia dei fratelli e delle sorelle tedesche sembra non avere ancora fine. Ma tutti coloro che io conosco confidano nel Signore. A mio parere, le nostre sofferenze dovrebbero essere conosciute ulteriormente, affinché serva da testimonianza alla verità. Con questo scopo quindi vi mando le seguenti righe:

Centinai di Studenti Biblici, a motivo della loro fede, sono stati imprigionati, per qualche tempo nei campi di concentramento della Sassonia, e numerosi sono quelli che ancora si trovano là. Fra loro si trova nostra sorella di Y..., perché ha descritto al giudice Rutherford a Brooklyn i cattivi trattamenti che subiamo. Le è stato ordinato di rinnegare questo rapporto col pretesto che era inesatto. Si è rifiutata, non volendo dichiarare falso ciò che era vero e per questo motivo fu trasferita a Hohntein. Questo campo, è il più terribile dopo quello di Golditz. Sachsenburg era il campo modello che veniva mostrato ai comitati stranieri.

Sino al mese di dicembre i prigionieri venivano picchiati a colpi di manganello; poi questa pratica cessò, ma coloro che venivano internati in quel campo, dopo il periodo da me indicato, venivano schiaffeggiati e presi a calci fino a farli cadere. Gli uomini delle truppe d’assalto che occupavano il campo, interrogavano il prigioniero sulla ragione del suo internamento. Allorché rispondeva: « Perché sono un Testimone di Geova », l’investigatore replicava schiaffeggiandolo: « No!, ma perché tu hai falsificato la Bibbia, confessa che tu sei un falsificatore della Bibbia! ». Alla risposta negativa, il prigioniero era nuovamente schiaffeggiato e preso a calci fino a quando crollava.

In uno dei casi, un fratello svenne; allora gli fu versato una bacinella d’acqua in testa, che dovette asciugare con la propria giacca.

Non possiamo nominare nessuno. Affinché i visitatori stranieri possano essere informati di quello che succede basterebbe dare i nomi degli Studenti Biblici internati. Ognuno di loro confermerebbe con vigore ciò che fin qui è stato scritto, ma se viene loro assicurato che non saranno nuovamente picchiati taceranno. Gli internati degli altri campi non hanno detto la verità ai visitatori. Ciò era costato loro troppo caro! Occorrerebbe inoltre assicurare che, dalla loro deposizione, non risulterà alcun danno economico, perché i fratelli e le sorelle perdono sistematicamente il loro impiego e nella maggioranza dei casi non si accorda loro un sussidio che dopo tre mesi di disoccupazione.

Sembra che non si capisca perché, i testimoni di Geova preferiscono rischiare la fame e la morte che essere infedeli al loro Creatore. Ciò ricorda le persecuzioni del Medio Evo. Questi uomini che ignorano completamente la politica, erano considerati fino ad ora come i più pacifici e i meno esigenti di tutti i cittadini. Ed ecco che, improvvisamente, sono divenuti « nemici dello Stato»!

A Bochum alcuni fratelli furono talmente maltrattati che furono portati d’urgenza in ospedale; uno di loro aveva parecchie costole rotte.

Un altro, internato in un campo di concentramento della Sassonia, fu sottoposto a tali supplizi che perdette la ragione e si suicidò.

I vetri delle loro case furono rotti. Altri Studenti Biblici vengono fatti sfilare per le strade con indosso un cartello che dice: « traditori della patria ». (vedi foto) Sembra incredibile che queste brave persone siano, in un paese protestante, cosi boicottate e maltrattate a causa della loro onestà e della loro fede, rifiutandosi, secondo le Scritture, di gridare Heil Hitler, per onorare soltanto il Signore.

Ho letto nel Giornale di Basilea del 11 marzo, che Diehls, il capo della polizia dello Stato prussiano, aveva dichiarato che gli Studenti Biblici erano senza dubbio comunisti. A causa dei numerosi rapporti che gli sono pervenuti, nessuno sa meglio di Diehls che questa accusa è uno scherzo amaro. Voleva semplicemente giustificare, davanti alla stampa straniera, le persecuzioni di cui sono oggetto i cristiani di Germania.

Quando due o tre dei nostri si riuniscono per pregare e leggere la Bibbia, vengono, o imprigionati per un mese, o condannati a pagare una multa di 150 marchi. Uno di loro aveva ordinato libri cristiani dall'estero; lo si condannò a 5 mesi di prigione. Spesso alcuni fratelli sono costretti a rimanere chiusi dentro casa dalle sette di sera alle sette del mattino e devono presentarsi alla polizia più volte la settimana. Hanno vietato le nostre funzioni religiose. La nostra posta è sottoposta a un severo controllo; in verità siamo divenuti la feccia dell’umanità, perché siamo discepoli di Gesù. Ma il Signore vede le nostre sofferenze e arriverà sicuramente il giorno in cui distruggerà gli oppressori e gli impostori. Da lui attendiamo la salvezza.

Rimango sinceramente vostro fratello in Cristo.

[...]

H. M... a G...
« Non ho partecipato alle elezioni del 12 novembre [1933]; due giorni dopo ho ricevuto l’ordine
di presentarmi davanti al Consiglio Comunale, per rispondere del mio crimine. Dissi che non votavo più da parecchi anni, che avevo fede in Dio e lasciavo tutto nelle sue mani. Il Consiglio mi rispose che questo non aveva nulla a che fare con l'argomento trattato e che, venendo meno ai miei doveri di elettore, avevo manifestato il poco interesse che portavo per il popolo tedesco e alla sua restaurazione. Per la stessa ragione, il popolo tedesco non avrebbe più mostrato alcun interesse verso la mia persona. Replicai che il disegno di Dio è quello di soccorrere tutti gli uomini. Mi fu risposto che non avevo, in questo caso, che farmi versare il sussidio (forse la pensione) da Dio, perché il Consiglio non l’avrebbe più versato. »

****

O. F... a S...
« Domenica scorsa, il presidente della N.S.D.A.P., il signor V. P..., ha attaccato di brutto M. E..., minacciandolo delle cose peggiori. Lo afferrò per la giacca e voleva scagliarlo in un serbatoio di 1500 litri di capacità. M. E...non reagì. Il nazista proferì ugualmente ingiurie oscene e violente minacce all’indirizzo della signora A. B... tutto questo malgrado un’ordine emanato dal ministro degli Interni, di non ricorrere a nessuna misura violenta in caso di astensione. Il rappresentante
del cancelliere, il signor Rudolphe Hess, aveva, tra l’altro, pubblicato la seguente ordinanza: « Ogni costrizione di coscienza è vietata, sopratutto in materia religiosa. La fede di un uomo è ciò che c’è di più sacro. In questo campo, ognuno è giudicato dalla sua coscienza. »
Mi si vuole isolare; trovo enormi difficoltà nel far visita ai miei amici. »

****

F. F... a B...
Essendo testimone di Geova, come d’abitudine, non ho partecipato alle elezioni. Di conseguenza, due enormi manifesti furono incollati sulle mie vetrine con la seguente iscrizione: « Ho tradito la mia patria che ho abbandonato nel giorno decisivo. - Io, traditore della patria, ho pugnalato il popolo alla schiena.»

****

H. D... a R...
« I fratelli e le sorelle di G.R. ci inviano i loro migliori saluti e si rallegrano nella verità presente.
Noi vorremmo che le cose attese si compiano sotto i nostri occhi. Alcuni fratelli e sorelle sono stati oppressi per non aver votato. Mi permetto, a nome loro, di chiedere alle autorità municipali, se hanno il diritto di escludere chi non ha votato dagli appalti comunali. Si è scritto sui muri e sulle scalinate dei nostri fratelli: « Traditori della patria! » e altre frasi intraducibili. Essi furono, come i comunisti, costretti a liberare i muri dai manifesti elettorali e a cancellare le scritte fatte nelle strade. Siamo convinti che il Signore presto rivendicherà la sua Parola e di conseguenza il suo popolo sulla terra. »

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