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Il giorno della Memoria, per non dimenticare







Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per un pezzo di pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.


'Se questo è un uomo' - Primo Levi



La repressione
Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche dell'Armata Rossa, nel corso dell'offensiva in direzione di Berlino, arrivarono presso la città polacca di Oswiecim (nota con il nome tedesco di Auschwitz), scoprendo il suo tristemente famoso campo di concentramento e liberandone i pochi superstiti.

La scoperta di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono compiutamente per la prima volta al mondo l'orrore del genocidio nazista. La storia riconosce che solo pochi gruppi si opposero con coraggio al terrore nazista e fecero sentire la loro voce. Fra questi c’erano i testimoni di Geova, perseguitati a motivo delle proprie convinzioni religiose già dal 1933.

Per quali motivi?
Perché una comunità religiosa così piccola doveva attirare il furore del nuovo regime? Lo storico Brian Dunn identifica tre ragioni fondamentali: (1) l’internazionalità dei Testimoni, (2) la loro opposizione al razzismo e (3) la loro neutralità nei confronti dello Stato. A motivo delle loro convinzioni basate sulle Scritture, i Testimoni tedeschi rifiutavano di fare il saluto nazista, di iscriversi al partito nazionalsocialista e in seguito di partecipare ad attività militari. Di conseguenza subirono minacce, interrogatori, perquisizioni domiciliari e altre angherie da parte della polizia e delle SA (le Sturmabteilungen di Hitler, reparti d’assalto o camicie brune).

Gli eventi
Preoccupato per la crescente tensione in Germania, Joseph F. Rutherford, l’allora presidente della Watch Tower Society, insieme al responsabile della filiale tedesca, Paul Balzereit, decise di preparare una campagna per informare il cancelliere Hitler, le autorità governative e il pubblico che i testimoni di Geova non costituivano affatto una minaccia per il popolo e lo Stato tedesco.

Ma invano. Sabato 24 giugno 1933, i testimoni di Geova furono messi al bando in Germania. Dopo le minacce e le angherie, molti furono arrestati immediatamente e inviati in campi di lavoro. Il governo nazista rivelò pienamente la sua natura violenta, oppressiva, e ben presto lanciò un attacco a oltranza contro quel piccolo gruppo di cristiani. I testimoni di Geova non erano né comunisti né sionisti ma erano neutrali nei confronti delle questioni politiche e razziali.

La campagna nazista contro i testimoni di Geova cominciò nel 1933 quando Hitler andò al potere. Nel 1934, dopo avere ricevuto telegrammi di protesta da Testimoni di ogni parte del mondo, Hitler ebbe un’esplosione d’ira e urlò: “Questa genia sarà sterminata in Germania!” La persecuzione contro i Testimoni si intensificò.

Il rifiuto
Nel 1939, quando scoppiò la guerra fra la Germania e gli Alleati, Gran Bretagna e Francia, la situazione dei Testimoni peggiorò visto il loro rifiuto di andare in guerra. Preferivano farsi uccidere piuttosto che uccidere qualcuno. Christine King scrisse: ‘Benché i nazisti ne fossero sorpresi, neppure i Testimoni poterono essere eliminati. Più forti erano le pressioni più divenivano saldi, adamantini nella loro resistenza. Hitler li costrinse a una battaglia escatologica, ed essi mantennero la fede. Col loro triangolo viola (il segno di riconoscimento sul braccio) formarono gruppi che collaboravano strettamente nei campi; la loro esperienza è materiale prezioso per tutti coloro che studiano i casi di sopravvivenza sotto forte pressione. Poiché essi sopravvissero’.

Lealtà nei campi di sterminio
Ad Auschwitz i nazisti cercarono di allettare i Testimoni con la prospettiva di ricevere la libertà immediata. Un agente delle SS disse ad un testimone di Geova: “Se solo firmi un foglio e rinunci a far parte degli Studenti Biblici (come allora eravano chiamati) ti rimettiamo in libertà e potrai tornare a casa”. Questa offerta gli fu fatta ripetutamente, ma lui non scese mai a compromessi per quanto riguardava la sua fedeltà a Geova. Quindi fu picchiato, schernito e costretto a lavorare come uno schiavo, sia ad Auschwitz che a Mittelbau-Dora, in Germania.

Il 27 gennaio 2003 Peter Straub, presidente del parlamento dello stato del Baden-Württemberg, in un discorso commemorativo pronunciò queste parole:

Tutti quelli che, a causa della loro fede o delle loro idee politiche, hanno subìto la persecuzione e sono stati disposti a morire piuttosto che sottomettersi meritano la nostra stima, una stima che è difficile esprimere a parole. Solo i testimoni di Geova, come confessione religiosa, si sono completamente rifiutati di piegarsi alle richieste del regime di Hitler: si sono rifiutati di fare il saluto nazista; si sono rifiutati di prestare giuramento ‘al Führer e allo Stato’ e di compiere servizio nell’esercito e fare lavoro obbligatorio; i loro figli non hanno mai fatto parte della Gioventù Hitleriana.

I testimoni di Geova, che nei campi di concentramento dovevano portare sull’uniforme un triangolo viola, erano gli unici che se avessero voluto avrebbero potuto porre fine al proprio martirio: sarebbe bastato firmare una dichiarazione con la quale abiuravano la loro fede
”.

Cosa li sostenne?
Nel suo libro I sommersi e i salvati, Primo Levi afferma: “Nella macina della vita quotidiana [nei campi di concentramento], i credenti [di credo religioso o politico] vivevano meglio erano accomunati dalla forza salvifica della loro fede”. — Einaudi, 1986, p. 118
Egli aggiunge: “Il loro universo era più vasto del nostro, più esteso nello spazio e nel tempo, soprattutto più comprensibile: avevano . . . un domani millenario . . . un luogo in cielo o in terra in cui la giustizia e la misericordia avevano vinto, o avrebbero vinto in un avvenire forse lontano ma certo”. — Op. cit., p. 118.

I Testimoni di Geova colpiti dal nazismo, in Germania, furono circa 10.000. Gli arrestati e internati a vario titolo furono oltre 6.000. Circa 2.000 morirono per stenti, fame, malattie o privazioni. Mentre 250 furono quelli assassinati dalla follia satanica del Regime Nazista.

Dopo che i sopravvissuti furono liberati dai campi alla fine della guerra, un Testimone delle Fiandre scrisse: “Solo un grande desiderio di vivere, la speranza e la fiducia in Lui, Geova, che è Onnipotente, e l’amore per la Teocrazia, ci hanno permesso di sopportare tutto questo e riportare la vittoria".

"Al contrario, in tutte queste cose siamo completamente vittoriosi per mezzo di colui che ci ha amati". - Romani 8:37






Questi periodi di atrocità non furono vissuti passivamente dai testimoni di Geova. A gran voce essi denunciarono da subito le atrocità commesse dal regime nazista accusandoli apertamente davanti a Dio e davanti all'umanità.

A testimonianza di ciò, la Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net ha raccolto e pubblicato alcuni dei documenti storici dei testimoni di Geova dell'epoca. Si veda: I testimoni di Geova a denuncia del nazismo

In esclusiva italiana, segue anche la traduzione di uno dei documenti storici pubblicati a denuncia del regime fascista, l'Età d'Oro dell'agosto del 1934, pagina 8, 9, 11. Si veda: Il giorno della Memoria: documento storico dei testimoni di Geova

In ricordo di quanto avvenuto, si consiglia anche la visione della seguente gallery: Campo di concentramento di Dachau affinché il ricordo di tali avvenimenti possa essere di ricordo per le generazioni avvenire.





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