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Si è spento Imerio Cressoni noto ex pugile professionista



PUOS D’ALPAGO. L’ex pugile professionista Imerio Cressoni si è spento ieri. Da anni, viveva a Cornei di Puos d’Alpago. Era nato a Melzo, in provincia di Milano, il 27 luglio 1932 e la sua vita è stata sempre caratterizzata dalla pratica sportiva, prima nel mondo del calcio e, dai vent’anni, in poi in quello del pugilato. Il primo risultato da dilettante risale al 1953 con il titolo di campione toscano. Tre anni dopo, il passaggio al professionismo di alto livello. Nella palestra di Milano, si allenava insieme a campioni del calibro di Duilio Loi e anche D’Agata. Tra i combattimenti memorabili, quello col famoso Nencini. Da qualche anno, viveva nella frazione di Puos, dove si era trasferito con la moglie Cristina si era molto legato alla comunità dei Testimoni di Geova dell’Alpago, in particolare dopo la morte del figlio Gabriele, in un incidente stradale. (g.s.)


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Alpagoto d’adozione, pugile nel sangue, Imerio Cressoni se n’è andato ieri, al termine di una lunga malattia. Erano le 18 quando il suo cuore di boxeur, che aveva sofferto moltissimo per la morte prematura del figlio Gabriele tanto da spingerlo ad abbracciare la fede dei testimoni di Geova, ha smesso di battere nella sua casa di Cornei. Nato a Melzo (Milano) il 27 luglio del 1932, di origini bellunesi per parte di madre (l’alpagota Saviane), Imerio Cressoni si appassionò allo sport giocando a calcio, ma attorno ai vent’anni si dedicò alla boxe. «Cominciai ad avere risultati diventando campione di Toscana come dilettante nel 1953 -, aveva detto Imerio (nella foto a destra) in un’intervista -. Nel 1956 diventai un professionista, a Milano mi allenavo in palestra insieme a campioni come Duilio Loi e D’Agata». Nel suo curriculum tre incontri da pro, tutti persi ai punti in sei riprese (con Nencini nel ’57, con Ravaglia e Pallavera nel ’58). Nel 1957 si sposa con Cristina, testimone di Geova dal 1975. A inizio anni Ottanta il trasferimento a Puos d’Alpago, ma il 17 gennaio 2000 il figlio Gabriele, appena 21 anni, muore in un tragico incidente. «Questa drammatica esperienza mi ha indotto a riflettere su come impostare la mia vita e a dedicarla a Geova», disse Imerio, convertito nel 2003. Proprio la comunità dei Testimoni di Geova dell’Alpago fa sapere pubblicamente di essere vicina alla famiglia Cressoni. Imerio lascia la moglie, il figlio Cristiano, la nuora Emanuela e la nipotina Gaia di 9 anni. I funerali si svolgeranno domani pomeriggio a Cornei.





L'articolo di testa è stato pubblicato sul quotidiano Il Corriere delle Alpi, in data 28 gennaio 2009, sezione Cronaca, pagina 19

L'articolo conclusivo è stato pubblicato sul sito Il Gazzettino, in data 28 gennaio 2009 (www.ilgazzettino.it)