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Progressi in Armenia ma ancora senza un autentico servizio civile alternativo per gli obiettori di coscienza






EREVAN, Armenia – Otto anni fa ad oggi, l’Armenia era divenuta membro del Consiglio d’Europa alla condizione che nel giro di tre anni la nazione adottasse una legge sul servizio civile alternativo e nello stesso tempo concedesse l’amnistia a tutti gli obiettori di coscienza in prigione.

Alla data del 1° gennaio 2009, più di 80 obiettori di coscienza Testimoni di Geova sono in carcere a motivo del loro rifiuto, dettato dalla coscienza, di svolgere il servizio militare. Molti altri sono in attesa di affrontare processi nei prossimi mesi. Nonostante il fatto che il governo dell’Armenia abbia organizzato dei compiti di lavoro non militari, il servizio militare è sotto il controllo e la supervisione delle forze armate. Di conseguenza la legge, come pure la sua attuazione, manca di adempiere ai criteri stabiliti dal Consiglio d’Europa. Pertanto, la legge sul servizio alternativo, nella forma attuale, per gli obiettori di coscienza non è una scelta. Questo è stato confermato dal Manuale dell’OSCE sui Diritti Umani e sulle Libertà Fondamentali del Personale delle Forze Armate (OSCE Handbook on Human Rights and Fundamental Freedoms of Armed Forces Personnel), il quale dichiara che “il servizio alternativo dovrebbe essere svolto sotto una gestione puramente civile, senza il coinvolgimento dell’autorità militare”.

Nonostante ciò, rappresentative dei Testimoni di Geova hanno ben accolto l’opportunità di spiegare la loro posizione ai funzionari dei Ministeri della Giustizia e della Difesa, all’Ufficio del Procuratore Generale ed agli ufficiali militari di grado elevato. Il dialogo costruttivo ha fatto risultare un miglioramento su diverse questioni.

In seguito ad una direttiva del Ministro della Difesa, Seyran Ohanyan, i commissariati militari stanno rilasciando i documenti di identità ed i passaporti ai prigionieri liberati. Precedentemente, ai prigionieri liberati venivano rifiutati questi documenti fino a quando raggiungevano l’età di 27 anni. Negando loro il passaporto impedivano ai giovani di poter registrare il loro luogo di residenza, di viaggiare al di fuori dell’Armenia, di ottenere certi impieghi e perfino di potersi sposare.

Un altro sviluppo positivo è che il Vice-Procuratore Generale, il Sig. Aram Tamazyan, ha acconsentito che coloro che erano in attesa del processo per il rifiuto del servizio militare non sarebbero stati più tenuti a lungo in carcerazione preventiva. Attualmente nessun obiettore di coscienza è detenuto in carcerazione preventiva.

I Testimoni di Geova sono incoraggiati dai recenti progressi derivanti dalla disponibilità delle rappresentative governative di prestare attenzione alle preoccupazioni dei Testimoni. Inoltre apprezzano le libertà religiose di cui godono in Armenia. Finora, oltre 360 obiettori di coscienza Testimoni di Geova sono stati condannati in Armenia. Avendo a disposizione un autentico servizio alternativo totalmente al di fuori dalla supervisione militare, sarà consolidata la libertà fondamentale religiosa in Armenia. Quando la legge armena sul servizio alternativo si conformerà agli standard europei, gli ostacoli rimanenti dovrebbero essere risolti.



Contatti
Europa Occidentale: Paul Gillies
Telefono: +44 20 8906 2211
David Semonian
Telefono: +718 560 5600



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito ufficiale delle Pubbliche Relazioni dei Testimoni di Geova, www.jw-media.org, in data 25 gennaio 2009

© Traduzione a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net