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Svelato il tetragramma di Riolunato: si tratta del Nome di Dio





Un’importante scritta incisa sul portale di pietra di un antico edificio di Ca’ Lenzotti nell’Appennino Modenese, ha recentemente attirato l’attenzione degli studiosi. Si trova a Serpiano, nel comune di Riolunato ed è inserita in un triangolo equilatero. Abbiamo intervistato Romano Salaroli, l’esperto in materia:

Che cosa indica la prima parola in alto?
«Si tratta dell’unica parola in ebraico e rappresenta il Tetragramma, parola greca che identifica le quattro lettere del nome proprio di Dio – nome che ricorre circa 7.000 volte nel testo originale della Bibbia – e che significa “Egli fa divenire”, assicurando che il Creatore adempie le sue promesse e i suoi propositi. Molti dizionari e versioni della Bibbia in italiano, traducono il Nome con Geova e Yahweh. Altre traduzioni, invece, sostituiscono il Nome con parole come Signore e Dio, perché si cominciò a pensare che non era bene pronunciare il nome proprio di Dio. Per molti anni fu tenuto nascosto, ma, dal XV secolo, ritornò nelle traduzioni della Bibbia in varie lingue. Nell’Europa di quel periodo era comune trovare il Tetragramma dipinto su affreschi nelle chiese o scolpito sui muri di palazzi nobiliari e nelle monete. Ancora oggi il Nome si può vedere sulla fronte di una statua e in un dipinto in Vaticano e nelle chiese di molte nazioni».

E le altre parole cosa significano?
«Le altre parole sono in greco e significano: GESU’, Maria, sempre con noi, ALFA, OMEGA, ALFA. Queste due lettere (corrispondenti alle italiane A e Z) raffigurano il Creatore, al quale si chiede protezione perché gli abitanti di Ca’ Lenzotti sapevano che le frane avevano colpito le vicine comunità di Brocco e Groppo».

Quando fu incisa la scritta?
«Alcuni studiosi hanno fatto ricerche in merito: un libro di storia edito dall’Amministrazione Provinciale di Modena – “INSEDIAMENTI STORICI E BENI CULTURALI, Il Frignano, volume II, Edizioni COPTIP Modena, 1998” - ipotizza che “la tipologia del portale con la scritta sia della prima parte del 1700” e informa che la casa era abitata dalla famiglia Lenzotti. Uno dei membri più noti della dinastia fu don Ottavio Lenzotti, che morì nel 1743. In un edificio vicino, il suo nome è ancora visibile, scolpito, in latino, su pietra, insieme con una data, 1739, e l’indicazione di lavori edili di restauro. Potrebbe essere lui il committente della scritta, ma non ci sono prove certe. La scritta è molto importante dal punto di vista religioso, storico e culturale. Si tratta del prezioso nome proprio di Dio riportato nei primi scritti ebraici risalenti a molti secoli prima di Cristo, usato da Gesù, riscoperto secoli dopo e molto diffuso in alcune nazioni. La sua incisione nell’Appennino modenese è veramente notevole e arricchisce la storia e la cultura del Frignano».

E veniamo a lei: come ha scoperto la scritta?
«Nel 1980 mi sono trasferito a Pavullo con la famiglia. Per ambientarmi meglio ho deciso di conoscere la zona. Ho letto alcuni libri di storia locale e ho preso l’abitudine di osservare le scritte incise sui portali in pietra degli edifici. Un giorno sono arrivato a Ca’ Lenzotti di Serpiano e sono rimasto naturalmente colpito dalla scritta».

Per l’interpretazione ha fatto tutto da solo?
«No. Ho chiesto il parere di un giovane laureato che lavorava in una libreria religiosa di Modena, di funzionari della Biblioteca Estense e dell’Archivio di Stato, e altri esperti delle lingue antiche. La pubblicazione di un’intervista su VIVO ha per me anche lo scopo di trovare storici ed esperti che possano aggiungere qualcosa alla ricerca ed eventualmente correggerla. Non è Vangelo!»

Ci sono alte scritte analoghe nel nostro Appennino?
«Per quanto ne sappiamo ad oggi, sembra di no. Magari questa intervista ne farà venire alla luce altre. E questo mi sembra fare cultura!»



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito Daniele Bondi Scrittore, in data 13 ottobre 2008, da parte dello scrittore, giornalista e drammaturgo Daniele Bondi, rubrica News (danielebondi.sitonline.it)