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Il Nome Divino nel Veneto non si può nascondere



Leggo su Repubblica del 26 ottobre 2008 (pag. 20 sezione Cronaca):

E Ratzinger apre agli ebrei. Non usare mai il nome Jahvè.


CITTA' DEL VATICANO - Non nominare il nome di Jahvè invano. Anzi, non usarlo mai. La Chiesa cattolica si mette sulla stessa lunghezza d' onda dell' ebraismo e prescrive a tutti i sacerdoti di non pronunciare mai il nome sacro durante i riti. L' invito, anzi un ordine, è contenuto in una circolare inviata dalla Congregazione per il Culto divino prima dell' estate a tutte le conferenze episcopali. Il documento, non pubblicizzato, è riemerso in margine ai dibattiti sinodali sul legame tra cristianesimo ed ebraismo. Firmato dal cardinale Francis Arinze prescrive tassativamente: «Non si deve pronunciare il nome di Dio sotto la forma del tetragramma YHVH nelle celebrazioni liturgiche, nei canti, nelle preghiere». Quanto alle traduzioni della Bibbia nelle lingue moderne, che servono alla funzioni liturgiche, il divino tetragramma dovrà essere letto come Adonai (ebraico), Kyrios (greco) e dunque Signore, Herr, Lord, Seigneur. …. Il documento vaticano parte dalla premessa che non si sa nemmeno quale sia la pronuncia esatta. Jahvè? Jahweh? Jave? Jehowah? I testi ebraici, infatti, riportano nella scrittura soltanto le consonanti. …… E' indubbio che la decisione vaticana riflette la particolarissima attenzione di Benedetto XVI verso l' ebraismo. E c'è un retroscena. E' stato il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, andando in udienza da papa Ratzinger il 16 gennaio 2006, a sollevare il problema spiegando al pontefice il disagio dell' ebraismo, quando viene usato nei riti il nome divino. …La risposta papale alla richiesta del rabbino capo si trova nella lettera ai vescovi delle Congregazione per il Culto e non è un caso che la data della firma sia il 29 giugno 2008, festa di Pietro e Paolo, festa del papato. «Per direttiva del Santo Padre» è scritto nel preambolo del documento. E' una decisione che avvicina molto, dal punto di vista liturgico, la Chiesa cattolica all'ebraismo… (m. pol.)

A questo punto mi si consentano alcune considerazioni: il nome di Dio in ebraico è o con caratteri latini YHWH , che versioni diverse versioni bibliche traducono Geova, Jahvè ecc., è un verbo: la forma causativa, all’imperfetto, del verbo ebraico ( hawàh, “divenire”) ricorre nel testo ebraico 6.828 volte. Il fatto che ricorra così spesso dovrebbe impedire a qualsiasi traduttore serio di ignorarne l’esistenza sostituendolo con titoli vari, come ha fatto invece la recentissima CEI-UELCI. Piuttosto sarebbe preferibile usare il tetragramma (YHWH) senza tradurlo come fa la Bibbia degli Oscar Mondadori (2000) che usa la forma Jhwh.

Sempre nel succitato articolo Di Segni ammette: “Tuttavia non sempre fra gli ebrei dell' antichità il nome divino è stato impronunciabile. Come altri popoli dell' antico Oriente gli ebrei avevano l' abitudine di comporre i nomi propri usando il nome della divinità preferita. … Giovanni, Giosuè, Gesù sono tutti nomi del genere, che hanno nella loro radice il termine divino. E sono state trovate anche iscrizioni che invocano espressamente la benedizione di Jahvè (comunque sia stato pronunciato) …” Perfino il nome Gesù contiene il nome divino! Dal greco Iesoùs, corrispondente all’ebraico Yeshùa? o Yehohshùa?, “Geova è salvezza”. Il lettore non inorridisca, ci sono almeno un centinaio di italiani che portano il cognome, di indubbia etimologia, “Geovani”.

A un certo punto si diffuse fra gli ebrei l’idea superstiziosa che fosse sbagliato anche solo pronunciare il nome divino (rappresentato dal Tetragramma). Non si conoscono quali ragioni fossero addotte per non usare più il nome. Alcuni sostengono che il nome era ritenuto troppo sacro per essere pronunciato da labbra imperfette o dai “pagani”. Perché come cristiani (pur rispettando le posizioni ebraiche) dovremmo sottostare a questa superstizione?

Il nome divino è indissolubilmente legato da secoli alla storia, alla cultura e all’arte sacra veneta, la regione dove abito. Ad esempio l’umanista fiorentino Antonio Brucioli nel 1532 pubblicò a Venezia la prima traduzione biblica italiana dai testi originali ebraici e greci. Nell’edizione del 1551 egli usò in Eso 6:3 la forma “Ieova”; da notare che il primo a usare la pronuncia “Jehova” per rendere il nome divino fu un monaco spagnolo dell’ordine dei domenicani , Raimondo Martini, nel suo libro Pugeo Fidei, pubblicato nel 1270. Commentando questo stesso versetto, il Brucioli scrisse: “IEOVA è il sacratissimo nome di Iddio . . . intendendosi sempre pel Signore” . (Commento in tutti i Sacrosanti libri del Vecchio, & Nuovo Testamento, Venezia, 1546). La variante “Iehova” si può trovare in uno splendido lampadario dorato nella chiesa di Refrontolo (TV) [FOTO 1]

Ricordando che il nome divino ricorre nel testo ebraico della Bibbia 6.828 volte nella forma ( YHWH o JHVH ) sarà interessante visitare la chiesa arcipretale di Cison di Valmarino (TV) dove ai piedi della statua sovrastante l’entrata principale compare il “Nome” [FOTO 2], a Venezia la chiesa di San Moisè [FOTO 3] e la Basilica di San Marco [FOTO 4] nonché un’altra chiesa veneziana [FOTO 5] di cui ignoro nome e ubicazione. Volendo varcare di poco i confini veneti sarà interessante visitare la Basilica di Bolzano [FOTO 6].

Qualcuno a questo punto chiederà chiederà: che differenza fa usare o non usare il nome divino? Ognuno è libero di credere ciò che vuole ma l’apostolo cristiano Paolo citando il profeta ebreo Gioele nella sua lettera ai Romani (10:13) disse: “Chiunque invoca il nome di Geova sarà salvato”. La traduzione cattolica di monsignor Salvatore Garofalo (1964), con imprimatur, traduce Gioele 3: 5,6: “E avverrà che chiunque invocherà il nome di Jahve sarà salvato...”

Una cosa è certa: Il Nome Divino nel Veneto non si può nascondere.

Cristiano Cressoni


AGGIORNAMENTO del 7 marzo 2009: Ho appena ricevuto La Torre di Guardia (organo ufficiale dei Testimoni di Geova) del 1° aprile 2009 che a pagina 30 contiene l'articolo "Il Vaticano non vuole che si usi il nome divino". Nel succitato articolo l'argomento viene analizzato da un'altra interessante angolazione. Pur trattando lo stesso argomento i due articoli non sono correlati.

AGGIORNAMENTO del 1 aprile 2009: Mi è stata inviata una foto del Tetragramma presente nel Vicolo dei servi presso il Ghetto ebraico di Padova che va ad arricchire il reportage fotografico [FOTO 7].



N.d.R. Per una rapida consultazione del sopracitato articolo "Il Vaticano non vuole che si usi il nome divino", si consiglia il download dal sito ufficiale dei testimoni di Geova, Jw.org, dell'articolo in formato .mp3 al seguente link.



Immagini collegate
Clicca per ingrandireFoto 1
Un lampadario dorato nella chiesa di Refrontolo (TV)
Clicca per ingrandireFoto 2
La Chiesa arcipretale di Cison di Valmarino (TV)
Clicca per ingrandireFoto 3
La Chiesa di San Moisè a Venezia
Clicca per ingrandireFoto 4
La Basilica di San Marco a Venezia
Clicca per ingrandireFoto 5
Un'altra Chiesa veneziana
Clicca per ingrandireFoto 6
Basilica di Bolzano
Clicca per ingrandireFoto 7
Vicolo dei servi presso il Ghetto ebraico a Padova
Clicca per ingrandireIl verbo ebraico da cui deriva il nome di Dio
Clicca per ingrandireIl Tetragramma ebraico



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito Wikio News Your Way, in data 4 marzo 2009, da parte di Cristiano Cressoni, rubrica Attualità (www.wikio.it)