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Azerbaigian: Culto non registrato “illegale”, ma secondo quale legge?



Di Felix Corley, Servizio Notizie del Forum 18



Il Servizio Notizie del Forum 18 è venuto a conoscenza del fatto che la polizia in Azerbaigian ha fatto irruzione in un’altra adunanza dei Testimoni di Geova. Durante l’ultima irruzione, nove Testimoni di Geova sono stati detenuti e minacciati. "Riteniamo illegale il raid della polizia dal momento che la Costituzione dell’Azerbaigian ci garantisce il diritto di radunarci per il culto e la legge azera non richiede la registrazione per trovarsi insieme per studiare le Sacre Scritture", ha detto un Testimone di Geova al Forum 18. Ha sostenuto che la comunità continuerà a radunarsi. Gli ufficiali ripetutamente insistono nel dire che il culto non registrato è al bando secondo il Codice Civile. L’Articolo 299 di questo Codice elenca tre “reati”: evitare di ottenere la registrazione statale, violare le norme in merito all’organizzazione degli eventi religiosi e l’attirare i bambini agli eventi religiosi. Le violazioni possono essere punite con multe tra le 10 e le 15 volte di uno stipendio medio mensile. Tuttavia, la registrazione statale non è un requisito legale affinché sia tenuta l’attività religiosa. Nel frattempo dovrà essere nuovamente ripreso il 4 febbraio, dopo ripetuti rinvii, il processo al Pastore Battista Hamid Shabanov.


La polizia ha fatto irruzione ad un’adunanza dei Testimoni di Geova nel villaggio di Sevinj non lontano dalla seconda città dell’Azerbaigian di Gyanja [Ganca] il 18 gennaio, come riferito da un Testimone di Geova al Servizio Notizie del Forum 18. Nove Testimoni di Geova sono stati portati alla stazione di polizia dove sono stati minacciati con pene pecuniarie, ma sono stati tutti rilasciati più tardi lo stesso giorno. "Riteniamo illegale il raid della polizia dal momento che la Costituzione dell’Azerbaigian ci garantisce il diritto di radunarci per il culto e la legge azera non richiede la registrazione per trovarsi insieme per studiare le Sacre Scritture", ha detto un Testimone di Geova al Forum 18. Ha sostenuto che la comunità continuerà a radunarsi. Gli ufficiali insistono nel dire che era illegale radunarsi.

Le minacce ai Testimoni di Geova arrivano mentre si protrae il lungo processo del pastore Battista Hamid Shabanov nella città nord-occidentale di Zakatala [Zaqatala]. Allo stesso tempo, la moschea di Abu-Bekr nella capitale Baku e la chiesa Ortodossa Georgiana nel villaggio di Kurmukh (vicino Gakh [Qax]) rimangono chiuse dalle autorità.

Gli ufficiali azeri hanno inoltre continuato a confiscare la letteratura religiosa, come parte della politica nazionale di censura religiosa.

Anar Alizade, il quale gestisce le comunità religiose non musulmane presso il Comitato Statale per il Rapporto con le Organizzazioni Religiose, ha sostenuto che la polizia di Gyanja stia agendo in armonia con la legge. "Non era un’irruzione", ha detto al Forum 18 da Baku il 28 gennaio. "I Testimoni di Geova hanno violato la legge dato che non sono riconosciuti a Gyanja".

Interrogato in merito a quale legge proibisca alle persone di radunarsi per scopi religiosi in case private, Alizade ha citato il Codice Civile dell’Azerbaigian, sostenendo che richiede alle entità legali di operare solo nel luogo dove sono registrati. "I Testimoni di Geova hanno solamente un’organizzazione registrata a Baku, perciò possono operare solo lì", ha detto al Forum 18. Quando il Forum 18 ha fatto notare che non esisterebbe un articolo del Codice Civile che proibisca agli individui senza un’entità legalmente riconosciuta di radunarsi per il culto, Alizade ha ripetuto che tale culto senza registrazione è vietato.

Il 22 gennaio i Testimoni di Geova hanno detto al Forum 18 che circa 80 membri si erano radunati in una casa privata a Sevinj il 18 gennaio "per studiare la Bibbia e articoli della nostra rivista La Torre di Guardia". Hanno detto che la polizia è arrivata verso mezzogiorno, gridando ai presenti e prelevando nove di essi, obbligandoli ad andare alla stazione di polizia del Distretto di Kapaz.

Lì gli ufficiali hanno gridato contro i nove detenuti, criticando la loro fede, chiedendo perché non vanno alle moschee e perché si sono uniti ai Testimoni di Geova. I Testimoni di Geova hanno detto al Forum 18 che sono stati picchiati nove dei detenuti. "La polizia non ha voluto dire perché erano stati arrestati ma ha provato ad obbligarli a scrivere e firmare dichiarazioni. Ma hanno rifiutato tutti". I Testimoni di Geova riferiscono che sono stati minacciati con denunce ai sensi dell’Articolo 299 del Codice dei Reati Amministrativi, nonostante gli ufficiali si siano rifiutati di specificare quali reati, secondo l’Articolo, sono stati accusati di violare.

L’Articolo 299 del Codice Civile elenca tre “reati”: evitare di ottenere la registrazione statale, violare le norme in merito all’organizzazione degli eventi religiosi e l’attirare i bambini agli eventi religiosi. Le violazioni possono essere punite con multe tra le 10 e le 15 volte di uno stipendio medio mensile. Tuttavia, la registrazione statale non è un requisito legale affinché sia tenuta l’attività religiosa, nonostante gli ufficiali di stato sostengano che la legge lo richieda.

I Testimoni di Geova riferiscono che cinque dei nove detenuti sono stati rilasciati nel pomeriggio, mentre gli altri quattro – tre uomini ed una donna – sono stati rilasciati solo nella serata dopo sette ore di detenzione. La polizia ha detto loro che le indagini sarebbero continuate e potrebbero essere puniti. Tuttavia, il 28 gennaio i Testimoni di Geova hanno confermato al Forum 18 che la polizia è ben distante dall’intraprendere ulteriori azioni contro i nove. "Dubito che una qualche indagine sia in corso", ha detto un Testimone di Geova al Forum 18. "L’intera irruzione è stata ideata per intimidirli". I nove presenteranno un reclamo ufficiale contro la polizia.

I Testimoni di Geova in Azerbaigian dichiarano che questa è stata la prima irruzione ad una delle loro adunanze dal raid di Baku del novembre 2008.

Il Forum 18 non è riuscito a parlare con Firdovsi Kerimov, il rappresentante di Gyanja per il Comitato Statale per il Rapporto con le Organizzazioni Religiose. L’uomo che il 23 gennaio ha risposto sia al telefono dell’ufficio che al suo cellulare ha detto che non era disponibile e ha riattaccato immediatamente. Le chiamate successive sono state senza risposta.

Gli ufficiali della polizia del Distretto di Kapaz si sono rifiutati di commentare il perché la pacifica adunanza dei Testimoni di Geova sia stata oggetto di irruzione. Raggiunto il 23 gennaio, l’ufficiale di giornata – che non ha fornito il suo nome – ha riferito tutte le richieste al capo del distretto di polizia, Elchin Gasymov. Tuttavia, l’uomo che ha risposto al telefono di Gasymov il 28 gennaio ha detto al Forum 18 che il numero era sbagliato.

Gli ufficiali hanno ripetutamente sostenuto ai mezzi di informazione azeri che l’adunanza dei Testimoni di Geova era "illegale". Diversi canali televisivi hanno riportato l’irruzione, incluso ANS il 20 gennaio, il giorno indicato nel "Gennaio Nero" per commemorare le vittime della brutale aggressione sovietica a Baku nel 1990. Kerimov, del Comitato Statale per il Rapporto con le Organizzazioni Religiose, è intervenuto su ANS dichiarando – senza prove – che i Testimoni di Geova hanno parlato degli armeni come "fratelli" e che non avrebbero imbracciato le armi contro di loro. "Dichiarazioni come quelle degli ufficiali istigano la gente contro la comunità", ha detto da Baku un commentatore al Forum 18.

80 Testimoni di Geova prigionieri per motivi di coscienza, incarcerati per il rifiuto di svolgere il servizio militare obbligatorio, sono attualmente in prigione in Armenia.

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{Note della Redazione Cristiani Testimoni di Geova.net}




La Repubblica dell’Azerbaigian, situata nel continente euroasiatico, confina a nord con la Russia, con il Mar Caspio a est, a sud con l'Iran, a ovest con la Turchia e l'Armenia e con la Georgia a nordovest.
La regione di Nagorno-Karabakh ed altre sette province, sono sotto l'occupazione militare delle forze armate armene dalla fine di Guerra di Nagorno-Karabakh.
L'Azerbaigian è una repubblica laica ed unitaria con la democrazia emergente. La popolazione è composta principalmente da azeri, che parlano l'azero, riconosciuto ufficialmente e sono per la maggioranza di religione musulmana sciita, con consistenti minoranze di religione cristiana ed ebraica.

I Testimoni di Geova in Azerbaigian:

Popolazione: 8.406.000
Proclamatori: 670
1 Proclamatore su: 12.546
2007 Media Proclamatori: 608
Percentuale d'aumento: 12%
Battezzati anno 2007: 29
Numero di congregazioni: 6
Media Studi biblici: 1.088
Presenti Commemorazione: 1.523



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito del Forum18, in data 28 gennaio 2009, da parte del giornalista Felix Corley, Servizio Notizie del Forum 18