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I giovani armeni sotto processo per motivi di coscienza



Yerevan, Armenia - “Ho preso la personale decisione di lasciare l’ospedale psichiatrico a motivo delle frequenti visite da parte della polizia militare atte a controllare la mia attività. Essere obbligato ad indossare l’uniforme provveduta dai militari ha offeso la mia coscienza basata sulla Bibbia”, ha spiegato Boris Melkumyan durante la sua testimonianza presso la corte. Egli ha pure testimoniato che, durante la sua prima settimana all’ospedale, l’istituzione era stata visitata dal Capo della Polizia Militare di Sevan, il quale ha fatto mettere in riga i quattro giovani obiettori di coscienza che stavano svolgendo il “servizio di lavoro alternativo” ed ha ordinato loro di tagliare i propri capelli in modo da assomigliare ai soldati.

Boris è uno dei quattro testimoni di Geova che sono sotto processo presso il Primo Tribunale del Distretto di Geghargunik a Sevan, in Armenia, a motivo del fatto di aver lasciato la loro assegnazione di lavoro presso l’ospedale psichiatrico, ovvero il “servizio di lavoro alternativo” disponibile ai giovani quando questi rifiutano di svolgere il servizio militare obbligatorio nazionale. In qualità di obiettori di coscienza, Artur Chilingarov, Gagik Davtyan, Vagarshak Markaryan e Boris Melkumyan hanno accettato il servizio alternativo in buona fede, credendo che esso fosse un servizio civile. Essi sono stati accusati sotto l’articolo 362 (comma 2) di “diserzione dagli accordi”, un atto equivalente all’ammutinamento. Se saranno condannati sulla base di queste gravi accuse, essi dovranno scontare dai quattro ai dieci anni di prigione.

Il diciannovenne Melkumyan ha confermato alla corte la sua disponibilità a continuare il lavoro presso l’ospedale se la legge dovesse essere riveduta. Egli ha dichiarato: “Io voglio aiutare i malati”, nonostante avesse esordito con una vivida e commovente descrizione della natura punitiva del suo lavoro. Egli ha inoltre testimoniato che sia lui che i suoi compagni avevano ricevuto ordini dal direttore di spalare la neve con le loro mani nude fino al congelamento delle loro braccia, di rimuovere un corpo morto dalla sezione delle donne durante la notte, e, malgrado non avessero alcun tipo di preparazione, di svolgere compiti di infermieristica ai pazienti aggressivi. Egli ha anche spiegato che durante i cinque mesi in cui lavorava presso l’ospedale non è gli è stato concesso di lasciare il luogo. Poco prima, Gagik Garabedian, il direttore dell’ospedale psichiatrico, aveva detto alla corte che l’ordine di detenere i quattro obiettori di coscienza all’interno del complesso ospedaliero proveniva dal governo.

Questo caso è aggiornato al 3 novembre. E’ previsto che altri 17 imputati debbano apparire presso i tribunali armene per affrontare queste accuse sulla base della legge militare armena.

Gli obblighi dell’Armenia presso il Consiglio d’Europa richiedevano di provvedere ad introdurre un genuino e non punitivo servizio civile come alternativa al servizio militare.



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