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Testamento biologico. Collegio chirurghi: Profondo sconcerto





Roma, 30 mar. - "Mi riprometto di fare una lettura molto attenta ma, soprattutto, molto serena del testo definitivo che sarà approvato anche dalla Camera e che, sicuramente, sarà oggetto di una prossima discussione all'interno del Collegio italiano dei chirurghi (Cic). La prima e personale sensazione è, tuttavia, quella di un profondo sconcerto". Così Pietro Forestieri, presidente del Cic, a proposito del ddl sul testamento biologico approvato dal Senato. "Su temi così delicati - prosegue il chirurgo - vi sarebbe bisogno di discussioni più articolate, arricchite dall'apporto di esperti, e non già di decisioni aprioristiche, ideologiche o, peggio ancora, politiche.

Come chirurgo, poi, sono sconcertato". Forestieri si sofferma, poi, sulla vacatio legis italiana, proprio per in campo medico, sostenendo che "l'Italia è uno dei pochissimi Paesi (insieme, e per di più parzialmente, a Polonia e Messico) in cui l'atto medico è perseguibile penalmente ed in cui manca la gradualità della colpa. Per l'assenza di leggi specifiche sulla colpa medica, in assenza di un opportuno consenso informato l'atto medico, paradossalmente, potrebbe essere, e di fatto lo è, equiparato ad un atto di delinquenza comune". "Credo che questa legge - commenta amaro - non potrà non avere un riflesso negativo sul consenso informato che, trovando radici profonde negli articoli 2, 13 e 32 della Costituzione, garantisce due diritti fondamentali, autodeterminazione e salute che, in un Stato laico e di diritto, non possono e non debbono in alcun modo essere messi in discussione".

In conclusione il presidente del Cic, si interroga sui possibili scenari che il ddl sul testamento biologico, così articolato, può aprire. "Per richiamare fatti di cronaca giornalieri o recenti, da domani in poi potremo o, peggio, dovremo amputare arti anche contro la volontà coscientemente e palesemente espressa dal paziente. Da domani in poi potremo o, peggio, dovremo trasfondere i pazienti testimoni di Geova anche contro la loro volontà coscientemente e palesemente espressa? Spiace, poi, constatare che opinioni scientifiche unanimemente condivise circa la nutrizione e l'idratazione artificiale siano state completamente disattese e sacrificate per esclusivi principi ideologici e per puri fini politici. Temo che questa legge - chiosa Forestieri - aprirà una serie di interrogativi, di contraddizioni, di lacerazioni e di conseguenze di cui, forse, oggi non ci rendiamo nemmeno conto".



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito Agenzia Dire, in data 30 marzo 2009, rubrica Welfare (www.dire.it)