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La Corte d'appello di Lyon, in data 9 settembre 2008, ha riformato una decisione del Tribunale di Grande Istanza di Montbrison che faceva “interdizione espressa al signor Y. di inculcare o istruire, in qualsiasi modo, i bambini (età compresa tra 8 e 12 anni), di precetti, credenze, proibizioni, o gli obblighi sostenuti dai Testimoni di Geova o farli partecipare a tutte le riunioni, manifestazioni o culti organizzati da questo gruppo”.

Dinanzi alla Corte d'appello la madre, signora X, ha “messo in risalto che il signor Y ha scelto filosofie religiose totalmente diverse dalle sue. Ha specificato che la saggezza deve portare al non coinvolgimento dei figli nelle pratiche e convinzioni di ciascuno dei due genitori.”

Ebbene, la Corte d'appello ha annullato la decisione d'interdizione presa in prima istanza per il motivo che “il Giudice degli Affari Famigliari non può (..) risolvere un problema che tocca i concetti educativi sui quali i genitori sono contrari e questa discordia genitoriale prova ripercussioni affettive al presente e nel prossimo e concreto avvenire dei bambini .“ La Corte ha respinto la domanda d'interdizione della signora X.

Questa decisione giudiziaria è in accordo con la giurisprudenza e nel miglior rispettando della libertà di religiosa.


Estratto della sentenza della Corte d'Appello di Lyon

Corte d'appello di Lyon
Seconda camera civile
Sentenza del 09 settembre 2008



APPELLANTE: signor .. Y

(…)

CONVENUTA: signora ….X moglie di Y.

(…)

ESPOSIZIONE DEL DISACCORDO

(…)

Per richiesta in data 4 GIUGNO 2007, il signor Y si è rivolto al Giudice degli Affari Famigliari volendo fissare la sua contribuzione mensile per una somma di 50 € per figlio, la sentenza del divorzio aveva fissato la residenza dei bambini dalla madre e constatato che il padre non era in grado di versare alimenti.
La madre da parte sua ha formulato un'altra richiesta al primo giudice riferendosi alle modalità e l'educazione dei figli riguardo all'appartenenza del padre ai “Testimoni di Geova”.

Dal giudizio emesso il 9 ottobre 2007, nel quale fu fatto riferimento ad avere fatti più precisi, pretese e prese di posizioni, il Giudice degli Affari Famigliari del Tribunale di Grande Istanza di MONTBRISON ha:

(…)

- espressamente vietato al signor Y. di inculcare o istruire in qualsiasi modo, i figli in comune con precetti, credenze, proibizioni o obbligazioni vantate dai Testimoni di Geova, o farli partecipare a qualsiasi riunioni, manifestazioni, o culti organizzati da questo gruppo.

(…)

Il ( signor Y) asserisce che l'interdizione pronunciata dal Giudice degli Affari Famigliari è illegale e sproporzionata riguardo ai termini degli articolo 8, 9 e 14 della Convenzione Europea dei Diritti umani e dell'articolo 5 del protocollo N° 7 aggiunta a questa convenzione, comma dell'articolo 14 della C:I:D:E

(…)

Considerando che il principio del dibattito contraddittorio è stato pienamente rispettato davanti al primo giudice, essa ( signora X) fa notare che il signor Y ha scelte filosofiche e religiose totalmente diverse dalle sue. Ha specificato che la saggezza deve portare al non coinvolgimento dei figli nelle pratiche e convinzioni di ciascuno dei due genitori.”

(…)

MOTIVI DELLA SENTENZA

(…)

Considerato che la lettura degli scritti dei due genitori confermano senza equivoco che la signora X ha chiesto al Giudice degli Affari Famigliari di annullare un dibattito iniziale, ciascuno dei genitori afferma da parte propria di voler evitare ai figli ogni implicazione religiosa o filosofica che sono propri;

Considerato che la madre continua ad procedere con affermazioni riguardo all'associazione dei tre figli alle convinzioni del padre e la loro partecipazione a una qualsiasi cerimonia annessa;

Che sopratutto nessun obbiettivo, né alcuna cosa concreta non porti turbamenti ai figli, nemmeno manipolazioni affettive (corrispondenza trasmessa dalla madre riguardante questo aspetto dell'educazione il 5 agosto 2008) di discordia educativa fra i due genitori antecedente al periodo del deferimento per la signora X da parte del Giudice degli Affari Famigliari nel quadro di un' inchiesta richiesta dal padre per gli alimenti.

Che la signora X ha potuto attendere che il padre prenda l'iniziativa di esporre al giudice degli affari Famigliari la questione degli alimenti, la precedente decisione riguardante l'autorità genitoriale dura da parecchi anni;

Stabilito che il Giudice degli Affari Famigliari non può risolvere un problema che tocca i concetti educativi sui quali i genitori sarebbero contrari e se questa discordia genitoriale prova ripercussioni affettive al presente e nel prossimo e concreto avvenire dei bambini ;

Che questo non sia un caso del genere;

Stabilito che il primo giudice non aveva allora risolto questo litigio “di principio” fra i due genitori , il suo intervento e le sue decisioni devono essere caratterizzate per una protezione concreta dell'interesse dei figli.

(…)

Stabilito che la misura d'interdizione decretata dal primo giudice non poteva essere già allora messa in atto, la riforma complessiva deve essere pronunciata, la pretesa richiesta dalla signora X, riguardante i contorni dell'esercizio dell'autorità genitoriale deve essere rigettata;

(…)

PER QUESTI MOTIVI

La corte

(…)

Rigetta l'istanza della signora X riguardante le modalità dell'esercizio congiunto dell'autorità genitoriale.

(Estratto della sentenza della Corte d'Appello di Lyon)



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito ufficiale dei Testimoni di Geova in Francia, Témoins de Jéhovah, in data 20 aprile 2009 (http://temoinsdejehovah.org)

© Traduzione a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net