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Il governo boliviano si impegna a rispettare l'obiezione di coscienza

Corte Interamericana riconosce il diritto a non presentarsi in caserma

La Paz, Bolivia - Lo Stato boliviano si è impegnato, davanti alla Corte Interamericana dei Diritti umani (CIDH), ad "integrare" nella legislazione militare il diritto dei giovani in età di reclutamento all'obiezione di coscienza rispetto al servizio militare obbligatorio.

Il colonnello Raúl Córdova, dell'Ufficio di Coordinazione Parlamentare del Ministero della Difesa Nazionale, senza prendere una posizione ufficiale, ha detto che si studierà come "adempiere" la raccomandazione della CIDH. L'ex vice ministro di Giustizia, Carlos Alarcón, ha chiarito che non si tratta di una sentenza giudiziaria che ha implicazioni nella giurisprudenza, ma un precedente che deve essere preso in considerazione.

Il Difensore del Paese, Waldo Albarracín, che ha promosso l’istanza davanti alla CIDH, ha invitato a prendere con molta serietà l'obiezione di coscienza senza però che questo diritto venga utilizzato per rifiutare il servizio militare obbligatorio.

Il testimone di Geova, Alfredo Díaz Bustos, nel 2000, chiese di non essere reclutato in ragione della sua credenza religiosa. Le sue argomentazioni sono state respinte dai militari e per questo dovette ricorrere al Ministero di Difesa Nazionale, perché si oppose anche al fatto di essere dichiarato inabile e di pagare un'imposta per ottenere il libretto militare, oltre che alla Corte di Giustizia di La Paz ed al Tribunale Costituzionale. Tutti questi, respinsero il suo diritto all'obiezione di coscienza.

Il Difensore del Paese appoggiò l’ istanza giudiziaria di Díaz Bustos. L'8 gennaio del 2004, la CIDH ricevette la richiesta di obiezione con l'argomento che la sua libertà di coscienza era violata e soffriva discriminazioni nella sua condizione di Testimone di Geova.

Il 4 Luglio di 2005, lo Stato boliviano ed Alfredo Díaz hanno firmato un’"accordo transazionale", mediante il quale si è preso l'impegno di consegnargli gratuitamente il libretto militare e dettare una risoluzione ministeriale che garantisca che non sarà destinato al fronte in caso di conflitto armato.



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