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Il Governo obbligato a consegnare il libretto militare ai giovani che fanno obiezione al servizio militare

08 novembre 2005

Il governo è obbligato a consegnare il libretto di servizio militare ai giovani che non prestano questo servizio per ragioni di coscienza, vale dire persone pacifiste o che professino una religione che impedisca loro di compiere quella norma, benché previamente debba realizzarsi un'analisi di ogni caso.

Il difensore del Paese, Waldo Albarracín, ha detto che dopo che la Commissione Interamericana dei Diritti umani, CIDH, ha riconosciuto il caso di Alfredo Díaz Bustos [Testimone di Geova, n.d.r.] che ha fatto obiezione al servizio militare obbligatorio per ragioni di coscienza giungendo ad un accordo con lo stato Boliviano che gli ha accordato il libretto militare, si è tuttavia chiarito che ogni caso deve essere studiato e deve perfezionarsi una norma che si sta elaborando.

La denuncia alla CIDH è stata presentata nel gennaio del 2004 dopo che il Tribunale Costituzionale rifiutò la condizione di obiettore di coscienza di questo giovane boliviano che, in esercizio dei suoi diritti, si è opposto a prestare il servizio militare obbligatorio e a pagare il costo del libretto del servizio militare per ottenerlo.

Dopo che la CIDH ammettesse la denuncia nell’ottobre del passato anno, lo Stato boliviano ha chiesto al Difensore del Paese di pervenire a una soluzione attraverso un accordo amichevole che sia rispettoso al Patto di San José.

Su quella linea, il 4 Luglio di quest’anno, il Ministro di Difesa Nazionale ed Alfredo Díaz Bustos [Testimone di Geova, n.d.r.] firmarono un accordo transazionale nel quale lo Stato si è impegnato a consegnare il libretto militare all'interessato senza costo alcuno, e a emettere una Risoluzione Ministeriale nella quale si riconosce la sua condizione di obiettore di coscienza ed a riformare la legislazione sul servizio militare obbligatorio, introducendo il riconoscimento espresso del diritto all'obiezione di coscienza.

Il 19 agosto lo Stato boliviano onorò i suoi due primi compromessi e ha incominciato a lavorare nella riforma della legislazione militare. Con questi precedenti, la CIDH ha deciso di "approvare i termini dell'accordo firmato dalle parti" e "continuare con il conseguimento e la supervisione di tutti i punti dell'accordo", compresa la riforma legislativa in materia di obiezione di coscienza.

Nelle sue parti notevoli, la Relazione della CIDH segnala che "la Commissione considera che questa soluzione amichevole è pienamente concordante col carattere evolutivo del diritto internazionale sui diritti umani" e "che l'accettazione di portare a termine questa formalità esprime la buona fede dello Stato nell’adempiere i propositi e gli obiettivi della Convenzione in virtù del principio pacta sunt servanda, per i quali gli Stati devono adempiere con gli obblighi assunti nei trattati".

Il difensore del Paese, Waldo Albarracín considera che questo è un passo in avanti sostanziale per la validità dei diritti umani, oltre che un precedente di gran valore per il diritto nazionale ed internazionale. Inoltre, loda l'atteggiamento dell'attuale amministrazione governativa che ha risolto una denuncia internazionale attraverso la via conciliativa, evitando che il nostro Stato sia condannato dalla Corte Interamericana per violazione del diritto alla libertà di coscienza e di religione del cittadino Díaz Bustos [Testimone di Geova, n.d.r.].

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Clicca per ingrandireWaldo Albarracín, difensore del Paese



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