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Settantacinquenne vive per mezzo di un'operazione a cuore aperto senza sangue.



Chennai: Quando tre settimane fa, a Thirumalachari, di 75 anni, gli furono diagnosticati dei problemi alla valvola cardiaca e alcune ostruzioni ai vasi del cuore, i medici riconobbero che avrebbero avuto un duro lavoro da compiere. Non perché la sua condizione era difficile, ne perché il paziente era settuagenario.

Il paziente apparteneva ad una comunità di Testimoni di Geova che non consentiva di accettare trasfusioni di sangue, anche se provenienti dal proprio corpo. Il 19 Dicembre, comunque i medici lo misero in lista per un intervento a cuore aperto al fine di sostituire la valvola aortica, la principale valvola che pompa sangue puro dal ventricolo sinistro alle altri parti del corpo e rimuovere le ostruzioni in tre vasi dell'arteria coronarica.

"Noi sapevamo che non era un compito facile. Il paziente era anziano. Era un intervento ad alto rischio. Inoltre ci veniva negata la comodità di usare un donatore di sangue", disse il cardiochirurgo toracico Dr. Thiagaraja Murthy di Billroth Hospitals in Shenoy Nagar. " Così ogni parte dell'intervento doveva essere pianificato.
Costituimmo il team e decidemmo di intervenire sul paziente senza trasfusioni" egli aggiunse. "La parte più difficile dell'intervento fu la convinzione del paziente", dissero i medici.

"Io chiesi al medico di firmare un documento in cui dichiarava di non cambiare idea e usare un donatore di sangue anche se la mia famiglia insisteva. Sapevo che sarei stato sotto anestesia e ciò comportava un elevato rischio chirurgico; ma anche nel caso di un'emergenza io non volevo donatori di sangue perché la mia religione non lo permette" disse Thirumalachari.

Fortunatamente nulla andò storto e le quattro ore di intervento trascorsero tranquillamente.
I medici somministrarono al paziente una serie di farmaci inclusi conservatori del sangue come alcune dosi settimanali di eritropoietina che stimolavano il midollo osseo a produrre più globuli rossi. In meno di due settimane il livello di emoglobina era cresciuto sino a 12. Appena il flusso di sangue diventò più ricco, i medici trattarono il paziente con farmaci che ne avrebbero prevenuto la viscosità. "Il sangue diluito non si coagulerà" disse.

Il paziente era stato anche trattato con farmaci che aumentano il flusso di sangue dalle vene alle arterie durante l'intervento. "Se ci fosse stata una minima perdita di sangue, l'intervento avrebbe dovuto essere di rapida esecuzione. Il paziente non sarebbe stato ventilato per lungo tempo. Perciò noi rimpiazzammo la valvola su un cuore pulsante ed usammo il ventilatore solo per il by-pass", disse il Dr. Murthy.

Durante l'intervento i medici pomparono 800 ml. di sangue del paziente e poi lo reinfusero. Il sangue non fu trasferito in un contenitore, esso era ancora collegato al corpo. Così in questo modo non ci fu propriamente una trasfusione. "Noi avremmo richiesto da quattro a sei unità di sangue in una situazione normale, ma ne usammo nove" disse il medico.

Il primo giorno dopo l'intervento, il paziente aveva perso 200 ml. di sangue. Il giorno dopo, egli era in grado di stare seduto. Il Mercoledì quando venne a fare un controllo dopo la dimissione, il medico lo dichiarò "idoneo".

"Noi organizzammo un meeting non perché codesto avvenimento rappresentava un caso raro, ma per dichiarare che molte più persone possono usare questa alternativa, sopratutto perché la sicurezza circa il sangue costituisce sempre un problema durante gli interventi chirurgici. Il numero delle infezioni del sangue sono in aumento e la chirurgia senza sangue è un'ottima alternativa", affermò il chirurgo.



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito The Times of India, in data 8 gennaio 2009, da parte del giornalista Pushpa Narayan, rubrica Chennai (timesofindia.indiatimes.com)

© Traduzione a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net