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Andrea Frecciero, presidente del Comitato organizzatore dell’Assemblea internazionale dei Testimoni di Geova



«Su di noi sono state dette e scritte troppe falsità senza alcuna verifica sul campo. Ma non ce ne curiamo: noi andiamo avanti per la nostra strada, rispettando chi la pensa diversamente».

A parlare è Andrea Frecciero (nella foto), presidente del Comitato organizzatore dell'Assemblea internazionale dei Testimoni di Geova. Un evento messo a repentaglio dalla partita di Europa League della Roma. «Se i giallorossi avessero giocato la gara d'andata in Belgio il ritorno si sarebbe disputato giovedì sera e avremmo avuto solo dodici ore per allestire tutto. Per fortuna le cose sono andate diversamente».

Quali falsità sono state scritte sul vostro conto? «Ad esempio che andiamo a citofonare a casa della gente la domenica mattina alle 7.30». E non è vero? «Non lo facciamo e non lo abbiamo mai fatto. Sono tutte notizie distorte. Le faccio un altro esempio: in passato si è detto che dividiamo le famiglie: in realtà tanti nostri fratelli sono sposati con persone di altre confessioni religiose. I matrimoni misti esistono anche se non si può negare che se una persona frequenta un certo ambiente è facile che trovi in quell'ambiente il proprio compagno. Ma questo vale per tutto». Torniamo alle citofonate di domenica mattina.

Con che spirito vi ponete nei confronti delle persone cui andate a portare testimonianza? «Cerchiamo di essere molto cauti. Sappiamo che la gente ha i suoi problemi, magari litiga coi figli, ha difficoltà economiche. Quindi è possibile che dia delle risposte scortesi, che non ti stia a sentire. Quando un testimone si reca di porta in porta a cercare nuovi adepti sa che va incontro a questa eventualità. Ma devo dire che nessuno ci aggredisce o risponde maleducatamente. Accade anzi assai di rado. Tutti sono sensibili verso la parola di Dio. Noi ci qualifichiamo sempre: se vogliono ascoltarci bene, altrimenti facciamo un altro tentativo. Anche perché tutti hanno il diritto ad avere una speranza di salvezza. I nostri fratelli sono di ogni ceto sociale: la Bibbia è una via d'uscita per tutti».

Qual è la testimonianza che portate nella case della gente? «Portiamo la Bibbia, che è un grande regalo di Dio: è una sorta di preziosissimo libretto d'istruzioni per la vita. Nei secoli c'è stata una deriva dagli insegnamenti di Gesù Cristo: noi ci sforziamo di fornire delle risposte ai temi della vita, di tornare al vero Cristianesimo, quello del I secolo».

Quali sono i temi valoriali che più vi premono? «Attualmente quelli della sicurezza e del sociale. Cerchiamo un'interazione giovani-anziani per dare insegnamenti utili ai ragazzi, soprattutto alle coppie. La società di oggi vive una gravissima crisi di valori, cui noi cerchiamo di porre rimedio».

Che rapporti avete con le altre confessioni religiose? «Di rispetto. Apriamo costantemente un dialogo con tanti preti e suore cattolici. Ci sforziamo di seguire gli insegnamenti delle Sacre Scritture».



fonte

Questo articolo è stato pubblicato in data 8 agosto 2009 sul giornale Il Tempo, sezione Politica (http://iltempo.ilsole24ore.com/index.shtml)