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Sita si scusa coi Testimoni di Geova per la città "chiusa per ferie"

Pochi autobus e negozi chiusi per i trentamila radunati al Dall'Ara


La cerimonia del battesimo


«Ho promesso ai testimoni di Geova che se sceglieranno ancora Bologna come luogo della loro assemblea, gli daremo quell' accoglienza in grande stile che questa volta non siamo riusciti ad allestire». Luciano Sita, assessore alle Attività produttive e turistiche, avrebbe probabilmente voluto applicare la pratica tanto sbandierata del "fare sistema" al ritrovo di testimoni di Geova che ha riunito a Bologna 30 mila fedeli tra giovedì e domenica della settimana scorsa.

La città deserta, commercianti e albergatori che chiedono continuamente di investire sul turismo e l'arrivo nei giorni più vuoti di agosto di 30 mila persone che hanno riservato 5.000 camere d' albergo, «piene per la prima volta dopo mesi». Eppure a Bologna i servizi sono rimasti quelli estivi, ridotti al minimo, e i visitatori che arrivavano da 10 nazioni non hanno trovato ad accoglierli niente di più di quello che resta ai bolognesi che non vanno in vacanza: negozi chiusi e serrande abbassate. «Ci siamo dovuti arrangiare, sabato è perfino entrato in vigore l' orario estivo ridotto dei bus», hanno detto gli organizzatori, alle prese con migliaia di arrivi e partenze da coordinare.

«Mi è dispiaciuto ma c'è stato un problema di comunicazione - dice Sita - l' iniziativa è stata programmata nell' inverno scorso, ma io sono venuto a saperlo molto in ritardo, solo una settimana prima dell' evento». A quel punto, l' assessore ha convocato gli organizzatori, si è messo a disposizione per aiutarli a risolvere eventuali problemi, ha anche lasciato il suo numero di cellulare per emergenze. «Mi hanno telefonato perché non trovavano abbastanza autobus per raggiungere lo stadio dalla stazione - racconta Sita - gli hanno proposto dei mezzi speciali ma erano a pagamento e non se li potevano permettere. Alla fine credo siano stati aggiunti 13 autobus in più sulla linea».

Un intervento "di minima", rispetto a quanto avrebbe voluto fare Sita per sfruttare appieno un'occasione che i profani avrebbero guardato dal punto di vista commerciale. «Non siamo riusciti a organizzare un tavolo per l' accoglienza - si rammarica l' assessore - ma spero tengano conto della nostra buona volontà per la prossima volta».



fonte

Questo articolo è stato pubblicato in data 11 agosto 2009 sul giornale La Repubblica, edizione di Bologna, da parte della giornalista Eleonora Capelli (http://bologna.repubblica.it)