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I testimoni di Geova eclissano gli U2




Il congresso internazionale dei testimoni di Geova ha riempito il più grande anfiteatro d'Austria.
«Ogni anno, dobbiamo trovare una stadio più grande», spiega il loro portavoce.


(Vienna,Austria) «Keep on the Watch!» «Wacht Beständig!» «Mantegass Aletta!» «Wacht Bestandig!» «Kitartoan Virrasszatak!»

Lo scorso week-end, Vienna è stata affollata da 40.000 Testimoni di Geova originari di 18 paesi, ognuno dei quali portava un distintivo che incitava il mondo a «stare in guardia».

Prendendo commiato dal porta a porta, i testimoni si sono dati appuntamento allo stadio Ernst Heppel per tre giorni di conferenza, battesimi, canti religiosi e interscambi culturali. Hanno avuto il privilegio di sentire il racconto di uno di loro, l’austriaco Leopold Engleitner, che, a 104 anni, è il maggiore dei sopravvissuti all’Olocausto.

Nel centro del campo del più grande stadio d’Austria, una vasta piscina ha battezzato circa 200 praticanti di questa religione che unisce 7 milioni di fedeli nel mondo. Per l’occasione, parecchi testimoni di Geova avevano indossato l'abito tradizionale del loro paese. Cosicché, nei dintorni dello Ernst Heppel, si potevano vedere giapponesi in kimono conversare con africani in boubou oppure austriaci in abito tirolese.

Nikki Maxwell partecipava al congresso con la sua amica Stefanie Steindohfe, una tedesca di 17 anni dai capelli rossi. Per questa giovane americana di 18 anni, la fede in Geova (trasmessa dai genitori) da un senso alla sua vita e speranza per il futuro. «So che la mia felicità non dipende dagli studi che farò o da un lavoro retribuito», ha dichiarato in buona fede.

Per i fratelli Simon e Dominik Krenn e il loro cugino Dewin Nu Bbaum, tre austriaci pressochè ventenni, far parte dei testimoni di Geova è una fonte di felicità superiore a tutte le pratiche immorali condannate dalla religione, come la pornografia e «tutte le cose detestabili». «Siamo felici perché il paradiso è alle porte", ha dichiarato Nu Dewin Bbaum, un alto giovanotto con l'aria disinvolta e lo sguardo celato da spesse lenti scure.

Nicu Muldovan, rumeno sulla trentina d'anni in giacca e cravatta, ha lodato i pensieri di purezza e di moralità espressi in questo incontro internazionale.

Il congresso riunisce inoltre fedeli del Giappone, Slovacchia, Ungheria, Slovenia, Croazia, Stati Uniti e Finlandia

«Ogni anno, dobbiamo trovare uno stadio più grande e migliorare la logistica», ha spiegato Bernd Gsell, portavoce dei testimoni di Geova. La conduzione del congresso in questo stadio aveva dato luogo a una controversia nel febbraio scorso quando il gruppo irlandese U2 aveva annunciato che non avrebbe tenuto un concerto a Vienna in quanto il più grande anfiteatro d'Austria era occupato.

Il tema principale di questa assemblea è stato il pericolo per il pianeta. «I problemi del mondo odierno sono legati all'egoismo, all'ignoranza, alla violenza e la brutalità. In questo congresso, abbiamo provato a trasmettere l'importanza di coltivare buone qualità come la padronanza di sé e tutti i valori cristiani», ha segnalato Bernd Gsell a La Presse, che ha fatto riferimento al famoso «orologio della fine del mondo».

«Noi crediamo che fra poco, avrà luogo un cambiamento maggiore che non verrà da parte dell'uomo, ma per intervento divino. Un governo retto da Gesù Cristo rimpiazzerà i 200 governi esistenti sul pianeta.»

Presenti ovunque sul pianeta, i testimoni di Geova contano un milione di fedeli negli Stati e più di 600 000 in Messico. Il movimento è in crescita in Africa dove si contano parecchie centinaia di migliaia di praticanti, particolarmente in Nigeria e in Zambia.


Nicu Muldovan, un incravattato trentenne rumeno, ha da parte sua elogiato le idee di purezza e moralità trasmesse nel corso di questo raduno internazionale.

Il congresso ha visto la partecipazione tra gli altri dei fedeli di Giappone, Slovacchia, Ungheria, Slovenia, Croazia, Stati Uniti e Finlandia.

“Ogni anno, dobbiamo trovare uno stadio più grande e migliorare la nostra logistica”, ha spiegato Bernd Gsell, portavoce dei Testimoni di Geova. Tenere il congresso in questo stadio ha dato luogo a qualche controversia nello scorso febbraio, quando il gruppo irlandese degli U2 ha annunciato che non avrebbe fatto concerti a Vienna perché il più grande anfiteatro d’Austria era già stato occupato.

Il tema principale di questo congresso è stato il pericolo del pianeta. “I problemi del mondo d’oggi sono legati all’egoismo, all’ignoranza, alla violenza ed alla brutalità. In questo congresso abbiamo cercato di trasmettere l’importanza di coltivare buone qualità come la padronanza di sé, l’amore del prossimo e di tutti i valori cristiani”, ha dichiarato a La Presse Bernd Gsell, che ha fatto riferimento anche al famoso “orologio della fine del mondo”.

“Siamo convinti che molto presto ci sarà un grande cambiamento che non sarà indotto dall’uomo, ma da un intervento divino. Un governo retto da Gesù sostituirà i 200 governi che esistono sul pianeta.”

Presenti ovunque sul pianeta, i testimoni di Geova contano un milione di fedeli negli Stati Uniti e più di 600.000 in Messico. Il movimento è in crescita in Africa, dove ci sono centinaia di migliaia di praticanti, in particolare in Nigeria e Zambia.



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito Cyberpresse, in data 10 agosto 2009, da parte del giornalista Sylvie St-Jacques, rubrica International, sezione Europe (www.cyberpresse.ca)