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Il trapianto del fegato è possibile senza trasfusione



New York, USA – Chirurghi della California sono riusciti con successo ad effettuare normali trapianti di fegato senza fare uso di trasfusioni di sangue ai pazienti. “Se noi siamo in grado di fare un trapianto di fegato, il quale è uno degli interventi assai più complicati all’addome che si possa fare, senza ricorrere all’utilizzo di trasfusioni di sangue, allora ciò significa che possiamo benissimo fare qualsiasi altro intervento chirurgico all’addome senza le trasfusioni di sangue”, ha spiegato il dott. Gagandeep Singh all’agenzia Reuters Health.

Nel Journal of the American College of Surgeons (Giornale del Collegio Americano dei Chirurghi), Gagandeep ed i suoi colleghi dell’Università della California del Sud e dell’Ospedale Universitario di Los Angeles descrivono le strategie che essi hanno impiegato per curare 24 pazienti adulti testimoni di Geova, la cui religione proibisce l’uso delle trasfusioni di sangue.

I 19 pazienti che hanno ricevuto i trapianti da donatori viventi erano stati curati con farmaci ed integratori che permettessero di ricostituire la quantità di globuli rossi nel sangue. Uno shunt [comunicatore fra due vasi, n.d.r.] è stato usato in sette pazienti per tenere sotto controllo il sanguinamento gastrointestinale e per diminuire il livello della pressione.

'Quando dunque porti i pazienti nella sala operatoria, una meticolosa tecnica chirurgica deve essere già disponibile, ma oltre a questa preparazione esistono dei passaggi che si possono compiere affinchè la perdita di sangue sia limitata al massimo”, ha spiegato Gagandeep.

Una misura da adottare è salvare il sangue durante l’operazione e reintrodurlo nell’organismo. Un’altra è mantenere il normale volume di sangue circolatorio che, come spiegato, 'permetterà al paziente di non entrare in uno stato di shock”. Altre strategie includono il monitoraggio dei componenti coagulatori nel sangue e la cura attraverso farmaci specifici dei pazienti che ne necessitano. Per ultimo, il chirurgo ha citato che il monitoraggio del livello di sangue, atto a controllare il progresso dei pazienti dopo l’operazione chirurgica, dovrebbe essere effettuato “giudiziosamente”. Tutti i pazienti sono sopravvissuti ad eccezione di due i quali avevano delle gravi disfunzioni renali.

Oltre ai destinatari dei trapianti di fegato, ha spiegato Gagandeep, essi hanno condotto 81 procedure per rimuovere una porzione di fegato da donatori “nei quali noi abbiamo usato solo un’unità di sangue in un paziente, eseguendo il tutto come se si trattasse di una forma di arte”. 'Dovremmo guardare alla conservazione del sangue non come ad un’arte ma come ad una scienza”, ha aggiunto. “Non importa quanto siano sicure le donazioni di sangue effettuate, in quanto esisterà sempre il rischio di trasmissione di malattie”. In 10 o 15 anni a partire da oggi, ha egli predetto, “noi speriamo vivamente che non si useranno più prodotti del sangue nei confronti di tutti, sostituendoli invece con prodotti sintetici”.



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