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Battesimi in serie presso i Testimoni di Geova



Decine di migliaia di addetti si sono riuniti a Villepinte, vicino a Parigi, questo weenk-end. Breve immersione riuscita.


Sabato mattina, dall'alto delle scale mobili della hall 5 del parco delle esposizioni de Villepinte (Seine-Saint-Denis), la vista era impressionante. Parecchie decine di migliaia di Testimoni di Geova recitano dei cantici a pieni polmoni. Sarebbero 60.000, secondo gli organizzatori, venuti da tutto il mondo, per assistere a questa assemblea internazionale, la prima di questa portata dal 2001, dove la parola d'ordine è «Vigilate». La parola è su tutte le labbra. «Il tema "Siate vigilanti" è stato scelto in base allo stato attuale del mondo. Dobbiamo verificare, se gli avvenimenti planetari recenti corrispondono alle profezie inoltrate nei testi sacri. Percepiamo in questo momento i segni di un periodo pre-apocalittico, con i cambiamenti climatici. Potrebbe essere prossimo l'avvenimento del Regno di Dio», attesta Gilles Pinheiro, del servizio stampa dell'assemblea.

Privacy. Qui, niente è improvvisato. Le condizioni dell'intervista vengono decise al momento: «Non possiamo lasciarvi girare dappertutto. Potete intervistare e fotografare i battezzati ma solamente quelli che abbiamo selezionato e che hanno accettato di parlare con la stampa.». Rispetto per la privacy delle persone, dice il servizio stampa. Affiancato da un usciere possiamo dunque risalire le tribune di questa assemblea tirate a lucido.
Nel 1995, i Testimoni di Geova sono stati riconosciuti da una commissione di inchiesta parlamentare come movimento settario per il motivo di «turbamenti dell'ordine pubblico», ma beneficiano dello statuto di associazione culturale accordato dal Consiglio di Stato.

Papa. «Il nostro messaggio è sostenuto dalla pace. Quando la Miviludes (missione interministeriale e lotta contro le sette) ci classifica come setta, prova che non conosce affatto le nostre credenze. Legalmente cos'è una setta? Ci fanno passare per folli. Mai accetteremo di comparire davanti alla televisione per contraddire il signor Fenech [presidente della Miviludes, ndlr] che comunque avrà sempre ragione a motivo dei suoi pensieri radicali», afferma Gilles Pinheiro.

Secondo lui, i testimoni di Geova, sono «una religione come un' altra. Solo che la Francia è un paese che stabilisce chiaramente le sue preferenze. Quando il papa, capo dei cattolici, viene nell'esagono (la Francia), viene accolto come un capo di Stato. Ora, sembra che siamo un paese laico…»

Il ministro degli Interni e dei Culti dice di non riscontrare «nessun problema con questa congregazione», eppure alcune pratiche hanno urtato l'opinione e le autorità. «Alcune recriminazioni ci hanno causato delle preoccupazioni relative all'ordine pubblico, come il rifiuto del servizio militare, quando era ancora obbligatorio, spiega Gilles Pinheiro. In fatto di autorità, per noi, la parola divina è più importante della parola civile. E poi, c'è il rifiuto alle trasfusioni di sangue, visto che per noi, il sangue è sacro. A proposito di questo soggetto, esiste negli Stati-Uniti dei metodi per evitare questo trattamento». Il portavoce fa di tutto per spiegare le ragioni dei testimoni di Geova che si definiscono eredi del cristianesimo primitivo e rifiutano la teoria dell'evoluzione di Darwin: «L’affare del sangue contaminato in Francia ha dimostrato che abbiamo ragione. Quanto al proselitismo che ci viene rimproverato, si tratta di divisione. Abbiamo una buona notizia e allora perché non condividerla con i nostri vicini?»

Incremento. Nella hall 5b, una piscina è stata installata per i battesimi per immersione. Quasi 400 vi saranno celebrati questo sabato, con cantici. Loro, i «candidati», si presentano davanti ai loro «fratelli» che procedono alle immersioni. Parecchi giovani fanno i primi passi. La pubblica autorità stima che, la comunità aumenta del 1% ogni anno in Francia, quello che rappresenta oggi 120.000 Testimoni di Geova. Una coppia avvolta nei teli da bagno, parla di un momento «privilegiato, dove inizia una nuova vita». Fuori, il servizio d'ordine riaccompagna il fotografo di Libération fino alla sua moto.



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito Liberation, in data 3 agosto 2009, da parte del giornalista Willy Le Devin, rubrica Société (www.liberation.fr)

© Traduzione a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net