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TURKMENISTAN: Obiettore di coscienza condannato come un criminale



di Felix Corley, Forum 18 Servizio News



Forum 18 Servizio News ha appreso che nel Turkmenistan, un obiettore di coscienza Testimone di Geova, tale Zafar Abdullaev, ha ricevuto una condanna di due anni con sospensione della pena per essersi rifiutato di svolgere il servizio militare obbligatorio a motivo delle sue credenze religiose. La condanna come criminale di Abdullaev giunge malgrado gli appelli fatti dal Relatore Speciale per la Libertà di Religione e Credo dell’ ONU, affinché lo stato smetta di considerare l’obiezione di coscienza alla stregua di un reato criminale ed introduca un servizio alternativo davvero civile. Ad ogni modo, il più altolocato funzionario dei diritti umani del Turkmenistan, Shirin Akhmedova, ha totalmente respinto questi appelli. Piuttosto, lei ha dato risalto alla Costituzione del Paese, che descrive il servizio militare obbligatorio come un “dovere sacro”. In aggiunta alla sua fedina penale sporca, non si sa se Abdullaev dovrà far fronte ad altre restrizioni durante la sua condanna, come ad esempio in relazione alla sua libertà di spostamento. Di sicuro ci sono altri due obiettori di coscienza che attualmente stanno scontando le condanne nel Turkmenistan. Entrambi, Begench Shakmuradov e Vladimir Gosenko, sono Testimoni di Geova.


I Testimoni di Geova hanno detto a Forum 18 Servizio News, che un Testimone di Geova, nei suoi giovani vent’anni, Zafar Abdullaev, ha ricevuto una condanna di due anni con sospensione della pena, nelle città più settentrionale del Dashoguz [Dashhowuz], per essersi rifiutato di svolgere il servizio militare obbligatorio, a motivo della coscienza religiosa. Questo fa salire a tre il numero dei Testimoni di Geova obiettori di coscienza che attualmente stanno scontando le condanne. Anche uno degli altri due sta scontando una condanna con sospensione della pena, mentre il terzo sta scontando un periodo di lavori forzati.

La condanna inferta ad Abdullaev giunge come un rifiuto da parte del più altolocato funzionario dei diritti umani di porre fine alla criminalizzazione dell’obiezione di coscienza verso il servizio militare obbligatorio.


Appelli allo stato per permettere l’obiezione di coscienza

Corporazioni internazionali hanno ripetutamente richiesto che il Turkmenistan introduca un servizio civile alternativo per chi non può arruolarsi nelle forze armate per ragioni di coscienza.

“Mi preoccupa che l’obiezione di coscienza sia un reato criminale e che non venga offerto il servizio civile alternativo,” ha dichiarato il Relatore Speciale delle Nazioni Unite per la Libertà di Religione e di Credo, tale Asma Jahangir, nella capitale Ashgabad [Ashgabat] il 10 Settembre 2008, alla conclusione della sua visita alla nazione. E’ infastidita per il fatto che il diritto di assolvere un servizio alternativo non-militare fa parte del diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione garantiti dall’Articolo 18 della Convenzione Internazionale sui Diritti Civili e Politici.

Nel Commento Generale 22 dell’ Articolo 18 della Convenzione Internazionale sui Diritti Civili e Politici, la Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite (ONU) ha dichiarato che l’obiezione di coscienza al servizio militare rientra legalmente nel diritto di ciascuno alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione.

L’introduzione di una alternativa, cioè il servizio civile, era anche una delle raccomandazioni fatte al Turkmenistan, come parte della Revisione Periodica Universale della nazione resa dal Consiglio per i Diritti Umani ONU nel Dicembre 2008.


Lo Stato insiste che non permetterà l’obiezione di coscienza

Ad ogni modo, Shirin Akhmedova, Direttrice dell’Istituto Nazionale per la Democrazia e per i Diritti Umani, rispondendo in merito a queste raccomandazioni, al Consiglio per i Diritti Umani ONU riunitosi a Genova il 19 Marzo 2009, ha respinto la richiesta. Ha dato rilievo all’ Articolo 41 della Costituzione del Turkmenistan, così come rivista dal Presidente Gurbanguly Berdymukhamedov a Settembre del 2008, che stabilisce: “La difesa del Turkmenistan è un dovere sacro di ogni cittadino. Per i cittadini di sesso maschile del Turkmenistan è stato stabilito un obbligo militare universale.”

La Akhmedova pretende che coloro che hanno ragioni religiose per obiettare possono prestare servizio nelle divisioni mediche o di costruzione interne all’arma. Ha trascurato di spiegare come ciò si possa coniugare con le obiezioni di coloro che, per ragioni religiose o di coscienza di altro tipo, non possono prestare servizio in nessuna struttura connessa con quella militare. Lei ha anche mancato di spiegare come chi obietta di indossare le armi per ragioni di coscienza non-religiose, sia idoneo a compiere doveri non-militari all’interno delle forze armate.

Forum 18 non è riuscito a contattare la Akhmedova nel suo Istituto il 17 Aprile. Ogni volta che Forum 18 telefonava ai telefoni di Charygeldy Seryaev, capo del Gengeshi (Comitato) per gli Affari Religiosi del governo, e di Nurmukhamed Gurbanov, vice-capo, non fu mai risposto. Forum 18 non è riuscito neanche a raggiungere Aygozel Hezretova, capo del Centro di Informazione Legale del Ministero di Giustizia.

Un difensore dei diritti umani dall’ Ashgabad, che ha preferito non essere nominato, il 17 Aprile ha detto a Forum 18 che la questione di un servizio alternativo non è stata pubblicamente sollevata all’interno della nazione. Il difensore dei diritti umani ha fatto notare che “L’esercito arruola tutti, che siano o no in salute adeguata per prestare servizio,”. “L’esercito è una fonte di reddito per gli ufficiali di carica più alta. Io non credo che essi introdurranno un servizio alternativo.”

Nel 2008 Forum 18 ha appreso che il governo stava considerando di introdurre qualche forma di servizio alternativo. Tuttavia, allora non era chiaro se alcune proposte precise stavano venendo prese in considerazione, oppure quanto servizio che apparentemente veniva considerato, sarebbe stato sinceramente alternativo.

Comunque, i commenti dell’ Akhmedova al Consiglio ONU dei Diritti Umani sembrano indicare che le autorità del Turkmenistan non stanno proponendo un cambiamento nella criminalizzazione dell’obiezione di coscienza al servizio militare obbligatorio.


La condanna di Abdullaev

Abdullaev, che è nato nel 1987, fu chiamato ad arruolarsi nelle forze armate quando raggiunse l’età di 18 anni, ma egli rifiutò di prestare servizio a motivo delle sue convinzioni religiose. Benché all’inizio subì delle pressioni, alla fine il suo caso fu dimenticato. Tuttavia, i Testimoni di Geova hanno detto a Forum 18 che l’1 Marzo di quest’anno, l’investigatore A. Khamraev ha iniziato a convocarlo presso l’ Ufficio del Procuratore della città per interrogarlo.

Abdullaev fu accusato di violare l’ Articolo 219 Parte 1 del Codice Penale, che punisce con il massimo della pena di due anni di prigionia, chi si rifiuta di prestare servizio presso le forze armate. Egli fu processato da un tribunale di Dashoguz l’8 Aprile e ricevette la sospensione della pena. Attualmente vive a casa.

Rimangono non chiare che condizioni sono state stabilite per la condanna sospesa di Abdullaev. Altri obiettori di coscienza che stanno scontando condanne sospese hanno ricevuto restrizioni che regolamentano i loro spostamenti, devono rientrare a casa ogni sera alle 8 p.m. e non possono lasciare la loro città natale o la città senza un’apposita autorizzazione. La condanna menziona anche che Abdullaev avrà la fedina penale sporca che sarà resa nota a tutti i suoi futuri datori di lavoro.

I giovani Testimoni di Geova hanno ripetutamente dichiarato a Forum 18 che sono pronti a prestare un servizio alternativo non-militare, ma il Turkmenistan non offre un’alternativa civile a coloro che non possono servire nell’esercito per ragioni di coscienza. La mancanza di un sincero servizio alternativo significa che ogni giovane uomo Testimone di Geova potrà essere arrestato in ogni momento.


Altri obiettori di coscienza noti

Chi ancora sta scontando condanne per rifiutare il servizio militare sono i giovani obiettori di coscienza Testimoni di Geova, Begench Shakhmuradov e Vladimir Golosenko.

Shakhmuradov, che è originario della capitale Ashgabad, a Settembre 2007 ricevette una condanna a due anni con sospensione della pena. Fonti che hanno preferito non essere identificate, hanno detto a Forum 18 che egli vive a casa e che riesce a lavorare in privato. Si prevede che la sua condanna scadrà a Settembre 2009.

Shakhmuradov ha ribadito a Forum 18, nella scia della sua condanna, che egli crede sia sbagliato punire chi non si arruola nelle forze armate a motivo delle proprie convinzioni religiose. In particolare egli trova ingiusto che alcuni – come lui stesso - siano stati condannati due volte per lo stesso “reato”.

Golosenko, originario della città portuale del Caspio, Turkmenbashi [Turkmenbashy, in passato Krasnovodsk], fu chiamato ad arruolarsi quando compì 18 anni. Anche lui fu riconosciuto colpevole ai sensi dell’Articolo 219 Parte 1 e fu condannato il 12 Febbraio 2008 a due anni di lavori forzati. Egli non è in carcere, ma il 20% del suo salario va allo Stato.



{Note a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova.net}



Il Turkmenistan è uno stato dell'Asia centrale confinante a nord con con il Kazakhstan, a nord-est con l'Uzbekistan, a sud con l'Afghanistan e l'Iran ed a ovest con il Mar Caspio.
Per anni, il paese è stato oppresso dal Partito Democratico del Turkmenistan presidenziato da Saparmyrat Nyýazow, era l'unico partito legalizzato, il cui presidente deteneva il potere assoluto e a vita. Esso curava il culto della personalità del presidente, detto Turkmenbashi (capo di tutti i turkmeni) e nessuna opposizione al regime era ammessa.
Alla morte del presidente Nyýazow fu eletto tramite elezioni presidenziali, avvenute l'11 febbraio 2007, a capo del governo Gurbanguly Berdimuhammedow, si prospetta così una nuova era di democrazia e libertà.
La maggioranza dei cittadini del Turkmenistan sono di etnia turkmena, con minoranze russe e uzbeke.



I Testimoni di Geova in Turkmenistan:

In Turkmenistan la Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova non è riconosciuta legalmente.

Le autorità governative, attraverso leggi molto ferree e l'uso della forza, opprimono con repressione violenta tale organizzazione religiosa.
I Testimoni di Geova presenti nel territorio sono costretti a vivere clandestinamente la loro fede e, se scoperti, subiscono soprusi di ogni genere, comprese percosse fisiche e psicologiche oltre a interminabili detenzioni in condizioni quasi disumane.
Tutto ciò, nonostante i Testimoni di Geova professino semplicemente gli insegnamenti di Cristo Gesù esposti nella Sacra Bibbia e vivano in pacifica armonia nella comunità in cui risiedono dove praticano quotidianamente il comandamento cristiano dell'amore per il prossimo come se stessi.

In tutto il mondo, questa comunità cristiana è nota per l'assolvimento diligente del pagamento di tutte le tasse e tributi richiesti, nonché la loro sottomissione a tutte le leggi dello Stato, purché non confliggano con l'adorazione religiosa.
Purtroppo, questo governo, continua in questa attività proscrittiva quasi indisturbatamente, nonostante sia evidente che tali azioni violino palesemente i principi universalmente riconosciuti relativamente alla fondamentale libertà dell'uomo, libertà di idee, di opinione, di parola, di religione, così come sancito dagli articoli 1-3-9-18-19 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

In attesa dell'intervento risolutivo di Geova, auspichiamo che possa essere al più presto 'stabilita legalmente' (Filippesi 1:7) l'attività religiosa dei Testimoni di Geova del Turkmenistan



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito Forum 18, in data 20 Aprile 2009, da parte del giornalista Felix Corley, Servizio Notizie del Forum 18 (www.forum18.org)

© Traduzione a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net