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Il tribunale di Rostov mette al bando i Testimoni di Geova: estremisti religiosi

Il tribunale ha stabilito lo scioglimento dell’organizzazione, la confisca dei beni e il divieto di ogni attività nelle città di Taganrog, Neklinov e Matveevo-Kurgan. Il movimento religioso accusa i giudici di violazione della libertà religiosa e si appella alla Corte europea per i diritti umani.



Mosca (AsiaNews/Agenzie) – Per la corte provinciale di Rostov i Testimoni di Geova della città di Taganrog sono estremisti religiosi che vanno banditi dalla regione. Il tribunale ha stabilito lo scioglimento dell’organizzazione, la confisca dei beni e il divieto di ogni attività a Taganrog, Neklinov e Matveevo-Kurgan.

Nelle motivazioni della sentenza, resa pubblica l’11 settembre, la corte di Rostov punta l’indice contro 34 differenti pubblicazioni, riviste, pamphlet e libri, contenenti “materiale estremistico”. I Testimoni di Geova, che in Russia affermano di raccogliere oltre 200mila fedeli, da decenni vengono accusati di promuovere uno stile di vita settario e ostile alla Federazione.

Le critiche, come anche i procedimenti giudiziari, prendono spunto dai motivi più disparati. Il movimento religioso, presente in Russia dall’inizio del ‘900, sostiene pratiche come l’obiezione di coscienza verso il servizio militare, il rifiuto all’uso delle armi, la rinuncia alle trasfusioni di sangue e chiede ai suoi aderenti una dedizione totale alla vita della comunità.

Secondo la corte di Rostov i testi incriminati contengono esortazioni a perseguire uno stile di vita ispirato a principi di “estremismo religioso”, quegli stessi principi che, all’inizio dell’anno, la Procura generale della Federazione ha bollato come “incitamento all’isolamento sociale” e a comportamenti che “suscitano un atteggiamento negativo in parte della popolazione e verso le confessioni tradizionali della Russia”.

La sentenza del tribunale diventerà operativa il 21 settembre ed è l’epilogo di una vicenda iniziata l’11 luglio del 2008. Non si tratta tuttavia dell’unico caso che vede i Testimoni Geova come imputati in tribunali della Federazione con l’accusa di diffondere letteratura dal contenuto estremistico.

Oltre alla corte di Rostov anche altri tribunali locali hanno in corso procedimenti che rischiano di portare al bando delle comunità in diversi territori della Federazione. Processi contro i testimoni di Geova sono in corso a Salsk (provincia di Rostov), Gorno-Altaisk (Repubblica dell’Altai), Krasnodar (provincia di Krasnodar), Samara (provincia di Samara), Vladikavkaz (Repubblica dell'Ossezia Settentrionale-Alania) ed Yekaterinburg (provincia di Sverdlovsk).

Davanti alle accuse ed ai procedimenti giudiziari, i Testimoni di Geova accusano le autorità locali e centrali della Federazione di attuare una politica discriminatoria nei loro confronti che viola i principi di base della libertà religiosa. Per difendersi dalle accuse e scongiurare lo scioglimento dell’organizzazione nelle diverse province intendono ricorre, come già in passato, alla Corte europea per i diritti umani. Essi affermano che i capi di imputazione sollevati contro di loro non sono ritenuti validi nell’Ue e contraddicono i principi su cui si basa la cooperazione della Russia con Paesi come Stati Uniti e Germani in materia di lotta all’estremismo religioso.



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito AsiaNews.it, in data 17 settembre 2009, sezione Asia del Nord, rubrica Russia (www.asianews.it)