Benvenuto Ospite
 username
 password
Vuoi essere sempre aggiornato?

Sottoscrivi la nostra Newsletter!
Prima Pagina
Scopo del sito
Notizie dal Mondo
L'Editoriale
Aneddoti ed aforismi
Letture e filmati consigliati
Gallerie fotografiche
Privacy
Per avere risposta alle domande poste con maggiore frequenza leggi le nostre FAQ e lo scopo del sito.
Se non trovi la risposta alla domanda che cercavi proponila alla redazione.

Site purpose in
English.
Elenco di siti partner e di siti consigliati dalla redazione di Cristiani Testimoni di Geova.net.

Vai alla pagina dei Links.
Pagine Viste
Pigine Viste
 
 


Diserzione o inganno? I primi obiettori di coscienza dell’Armenia sotto processo per il rifiuto di completare il “servizio civile”

Di Vahan Ishkhanyan, giornalista di ArmeniaNow

Quattro testimoni di Geova impegnati a svolgere il servizio civile alternativo invece del dovere obbligatorio militare nella città di Sevan sono sotto processo per l’accusa di diserzione organizzata. Essi hanno rifiutato di continuare il loro servizio, dichiarando che esso era sotto la supervisione del Ministero della Difesa.

Nessuno dei 24 uomini che hanno cominciato l’anno scorso il loro servizio civile alternativo attualmente sta prestando servizio. Ventidue di loro sono testimoni di Geova ed uno è un Molokan (le quali credenze religiose, come i testimoni di Geova, proibiscono il servizio militare). Un giovane che all’inizio aveva preso parte al servizio alternativo ha deciso di passare sotto il dovere militare.

I procedimenti penali sono stati aperti contro 21 del gruppo; 15 sono in custodia.

L’Armenia ha ratificato la legge sul servizio di lavoro alternativo sostitutivo del servizio militare nel dicembre 2003. Esso faceva parte degli impegni della nazione presso il Consiglio d’Europa. Prima di quella data, più di 150 testimoni di Geova erano stati condannati ad imprigionamenti per il rifiuto di servire nei militari.

Dopo che la legge è stata adottata 22 testimoni di Geova sono andati a svolgere il servizio civile come addetti negli ospedali e nei collegi. Ma esso ha rivelato, durante il suo svolgimento, che essi venivano a trovarsi sotto la supervisione della polizia militare, cosa che gli uomini spiegano viola le loro credenze religiose, collocandoli sotto l’autorità dei militari. Indumenti ed altri articoli erano stati rilasciati loro dal Ministero della Difesa su ordine del Ministro della Difesa Sergh Sargsyan.

I quattro accusati hanno prestato servizio nell’ospedale psichiatrico di Sevan a partire dal dicembre 2004 fino al 18 maggio 2005. Durante questo tempo essi, e gli attivisti per i diritti umani, hanno protestato il fatto che erano trattati crudelmente e che erano puniti per la loro posizione di “obiettori di coscienza”.

Il 2 maggio, essi hanno presentato un’istanza in merito al loro rifiuto di servire al direttore dell’ospedale ed hanno quindi rifiutato di continuare il loro lavoro. Essi hanno sottolineato nella loro istanza che questo servizio era di natura militare e che la loro coscienza, la quale è stata educata sulla base dei principi biblici, non permetteva loro di essere impiegati nel servizio militare. Non ci fu alcuna risposta alla loro istanza.

Il 18 maggio, essi hanno lasciato il territorio dell’ospedale. Gli accusati hanno testimoniato alla corte che essi avevano lasciato l’ospedale in quanto il direttore aveva portato obbligatoriamente essi fuori, lucchettato la porta della stanza e lasciato loro sotto la pioggia ed il freddo tanto che essi non hanno avuto altra scelta che lasciare l’ospedale. Essi sono stati messi sotto arresto da agosto.

I procedimenti penali avviati contro di loro inizialmente si basavano sull’accusa di diserzione (punibile fino a quattro anni di imprigionamento), ma le accuse furono poi estese includendo diserzione organizzata (dai 4 ai 10 anni di imprigionamento). Il processo penale è stato prima esaminato dall’Ufficio del Procuratore Militare e poi dall’Ufficio del Procuratore Pubblico.

L’imputato Boris Melkumyan, di 20 anni, ha testimoniato contro l’amministrazione dell’ospedale. Egli ha detto che il direttore Gagik Karapetyan per due volte lo ha violentemente schiaffeggiato in faccia, obbligando sia lui che altri a spalare ghiaccio usando le loro mani nude ed anche periodicamente usandoli per i suoi privati interessi commerciali (facendo trasportare loro forniture e materiali da costruzione).

Il direttore ha testimoniato dicendo che nessuno di questi avvenimenti si era verificato. Egli si è lamentato che i giovani non lavoravano bene.

Un processo penale era stato istituito contro Melkumyan prima ancora per aver rifiutato il servizio militare (fino a 2 anni di prigione). Egli ha raccontato che, dopo che la legge sul servizio alternativo era stata introdotta, egli erroneamente aveva pensato che essa aveva nulla a che fare con le armi e quindi si trovò d’accordo nel prestare servizio.

Inoltre ha detto che gli era stato garantino nella registrazione militare e presso l’ufficio di leva che il servizio sarebbe stato solo di tipo civile, con comuni condizioni lavorative, ed egli avrebbe avuto l’opportunità di partecipare agli incontri religiosi insieme ad i suoi compagni di fede. Durante il servizio ad essi è stato proibito di uscire fuori dall’ospedale, ed il regime del servizio era stato stabilito dalle ore 7 di mattina alle 11 di sera senza un giorno di riposo. Inoltre, i termini del loro servizio sarebbero stati di 3 anni e mezzo (in contrasto ai comuni due anni del dovere obbligatorio).

L’avvocato inglese Richard Daniel, anch’esso un testimone di Geova, è venuto in Armenia appositamente per il processo ed ha presentato una petizione di 17 pagine per sciogliere il processo penale. Il giudice ha ripiegato due volte la petizione, azione che ha spinto gli altri imputati a rifiutarsi di testimoniare.

Immagini collegate
Clicca per ingrandire15 sono in custodia, 4 sono sotto processo
Clicca per ingrandireUn avvocato inglese è venuto in Armenia per rappresentare i testimoni di Geova



fonte