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KAZAKISTAN: Indagine sulla libertà religiosa, Settembre 2009



Nell’analisi dell’indagine sulla libertà di religione e di credo nel Kazakistan, Forum 18 servizio News rileva continue violazioni dei diritti umani. La nazione nel 2010 eserciterà la Presidenza d’Ufficio dell’ OSCE, ed affronterà il processo di Revisione Periodica Universale ONU nel Febbraio del 2010. Le gravi violazioni che Forum 18 ha documentato includono: attacchi alla liberà religiosa da parte degli ufficiali che spaziano dal Presidente Nursultan Nazarbaev fin giù ai funzionari locali; censura della letteratura; incoraggiamento all’intolleranza religiosa promosso dallo stato; restrizioni legali alla libertà di religione o di credo; irruzioni, interrogatori; minacce e multe inferte sia alla comunità religiose registrate sia a quelle non registrate e ai singoli individui; processi ingiusti; l’imprigionamento di qualche credente religioso particolarmente disapprovato; restrizioni sulle attività sociali e di beneficenza delle comunità religiose; stretta sorveglianza sulle comunità religiose da parte della polizia e della polizia segreta KNB; e tentativi di privare le comunità religiose delle loro proprietà. Queste violazioni sono correlate con le violazioni di altri fondamentali diritti umani, come la libertà di espressione e di associazione.


In vista della Revisione Periodica Universale di Febbraio 2010 del Consiglio dei Diritti Umani del Kazakistan, e dato che il paese nel 2010 eserciterà la Presidenza d’Ufficio dell'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), Forum 18 Servizio News ha rilevato che il paese continua a violare i propri impegni di rendere effettiva per tutti la libertà di religione o di credo. Queste violazioni sono correlate con le violazioni di altri fondamentali diritti umani nel Kazakistan, come la libertà di espressione e di associazione, ed il diritto ad un processo giusto.

Le gravi violazioni che Forum 18 ha documentato includono: attacchi alla liberà religiosa da parte degli ufficiali che spaziano dal Presidente Nursultan Nazarbaev fin giù ai funzionari locali; censura della letteratura religiosa; incoraggiamento all’intolleranza religiosa promosso dallo stato per mezzo di programmi e dei mass media; restrizioni legali alla libertà di religione o di credo; irruzioni, interrogatori, minacce e multe inferte sia alle comunità religiose registrate sia a quelle non registrate e sia ai singoli individui; processi ingiusti; l'imprigionamento di qualche credente religioso particolarmente disapprovato; restrizioni sull’attività sociale e di beneficenza delle comunità religiose; stretta sorveglianza sulle comunità religiose da parte della polizia e della polizia segreta del Comitato di Sicurezza Nazionale (KNB); e tentativi di privare le comunità religiose delle loro proprietà.

[...]

Il Presidente Nazarbaev ha governato il Kazakistan fin dal 1989 quando esso faceva parte dell’ Unione Sovietica. All’inizio della sua carriera in epoca Sovietica, aveva la fama di mantenere la linea del partito contro la libertà di religione o di credo; le sue dichiarazioni da Presidente e le azioni del suo governo, suggeriscono un proseguimento dell’ostilità verso questa libertà. Ad esempio, durante una riunionde del consiglio del suo partito Nur Otan a Gennaio 2008, disse che “è necessario sopprimere l’attività di movimenti religiosi illegali nel Kazakistan.” Nazarbaev dichiarò anche che “decine di migliaia di organizzazioni missionarie differenti operano in Kazakistan. Non conosciamo le loro intenzioni ed i loro obiettivi, e non dovremmo permettere una tale attività incontrollata.” Ha aggiunto il commento, ha dichiarato il Kazinform, che “Noi siamo uno stato secolare, la religione è separata dallo stato, ma ciò non significa che il Kazakistan dovrebbe diventare la discarica dei movimenti religiosi di tutti i tipi.” Il Nur Otan dovrebbe rafforzare la sua posizione verso la questione religiosa “dato l’aumento dell’influenza delle religioni sulla vita della società, soprattutto dell’Islam e della Cristianità.”

[...]

La retorica ufficiale definisce sistematicamente il Board Musulmano e la Chiesa Ortodossa Russa, che hanno l’appoggio dello stato, come le fedi “tradizionali”, anche se la Legge sulla Religione del 1992, rivista varie volte ma tutt’ora in vigore, nell’ Articolo 4 dichiara che tutte le comunità religiose sono uguali davanti alla legge e che la Costituzione proibisce la discriminazione in merito ai fondamenti della fede religiosa. I funzionari sembrano suddividere le altre comunità in quelle che tollerano e che non considerano come una minaccia, come gli Ebrei, i Cattolici e le piccole comunità dei Buddisti, e in altre che essi chiamano "sette" o peggio. Tali gruppi, visti con sospetto dichiarato, includono i Musulmani indipendenti, i Musulmani Ahmadi, la maggior parte dei Protestanti, i devoti Hare Krishna ed i Testimoni di Geova.


Ostilità dichiarata verso la libertà di religione o di credo

I funzionari di Stato, dal Presidente in giù, dichiarano abitualmente che il Kazakistan è conosciuto per la tolleranza religiosa, mentre nel frattempo rilasciano dichiarazioni di intolleranza circa alcune comunità religiose e attaccano le persone che pacificamente esercitano il loro diritto alla libertà di religione o di credo.

Ciò fa parte di un più ampio contesto di ostilità ufficiali che dura da diversi anni. Il "Programma Statale di Educazione Patriottica dei Cittadini del Kazakistan per il 2006-8", approvato con Decreto Presidenziale nel mese di Ottobre 2006, contiene una sezione su come combattere quello che è stato definito come un crescente interesse per le fedi "non tradizionali". "Tipiche attualmente senza dubbio sono le questioni relative all’organizzazione della lotta contro l’attività delle associazioni religiose non-tradizionali e delle organizzazioni estremiste in Kazakistan, dirette soprattutto ad attirare i giovani nelle loro fila", dichiara il Programma di Stato. Esso accusa la propaganda straniera di contribuire al diffondersi dell'estremismo negli ultimi dieci anni.

"L'interesse della gioventù per le associazioni che non sono tradizionali del Kazakistan, come gli [Hare] Krishna e i Testimoni di Geova, così come per le organizzazioni estremiste come il gruppo religioso/politico Hizb-ut-Tahrir ed altri, è collegato all’influenza psicologica che i membri attivisti di queste associazioni ed organizzazioni esercitano sulla coscienza dei giovani. Per questo motivo è necessario approntare un meccaniscmo chiaro per regolarizzare i problemi cocenti che insorgono nella sfera religiosa." In tutto il Kazakistan sono stati tenuti seminari, a quanto pare come parte di questo programma.

Similarmente, a livello nazionale c’è stata la distribuzione di un opuscolo da parte del Ministero della Giustizia titolato "Come non cadere sotto l'influenza delle sette religiose". Esso lamentava che "davvero tanti giovani" hanno aderito a "sette religiose", identificando tra esse anche i Testimoni di Geova, i Battisti ed i Musulmani Ahmadi. Il libretto equipara tutti questi con l'Hizb-ut-Tahrir, movimento politico Islamico. "Volgersi verso altre fedi religiose rappresenta un tradimento verso il proprio paese e verso la fede", ha aggiunto. Esso richiedeva di lavorare sui giovani, che "possono solo essere definiti analfabeti a livello teologico", "per farli ritornare in sé, e tale lavoro deve essere effettuato dagli imam nelle moschee, dai teologi accademici nelle città e dagli aksakals [anziani] nei piccoli villaggi."

L’ostilità finanziata dallo Stato verso le "sette distruttive" ha luogo anche a livello locale. Il Dipartimento di Polizia Interna della capitale Astana ha confermato a Forum 18 che ha avviato e che sta totalmente finanziando un centro che lavora con le "vittime delle sette distruttive", aperto a Settembre del 2009. Tuttavia, il Dipartimento ha rifiutato di indicare su quali sette "distruttive" si stava concentrando.

[...]


Censura

[...]

Nel settembre 2009 il Comitato per gli Affari Religiosi del Ministero della Giustizia ha redatto uno “studio approfondito" secondo il quale le riviste dei Testimoni di Geova ‘La Torre di Guardia’ e ‘Svegliatevi’ "creano i presupposti per lo sviluppo dei conflitti in campi inter-confessionali, per l'aggravarsi della situazione religiosa e socio-politica nella società, [e] rappresentano una potenziale minaccia per la sicurezza dello stato ". I Testimoni di Geova pensano che questo porterà il Ministero della Giustizia a respingere la loro richiesta di registrare le riviste come mezzi di comunicazione di massa, ed a mettera al bando le riviste. Secondo il diritto internazionale, come ad esempio la Convenzione Internazionale sui Diritti Civili e Politici - che è entrata in vigore in Kazakistan il 24 aprile 2006 – la "sicurezza nazionale" non è un motivo ammissibile per limitare la libertà di religione o di credo.


Attacchi da parte dei mass-media

I mezzi di comunicazione di massa sono ancora usati per promuovere l'intolleranza contro le comunità religiose che non sono gradite alle autorità. In netto contrasto con l’accesso che lo stato ha ai mezzi di informazione, ai difensori dei diritti umani ed alle comunità disapprovate, non è consentito un tale accesso o un diritto di replica alle accuse ufficiali. Yevgeni Zhovtis del Bureau Internazionale per i Diritti Umani ed Ordinamento Legale del Kazakistan, e Ninel Fokina del Comitato di Helsinki Almaty, hanno ripetutamente osservato questa consuetudine da parte dello Stato, di usare i media per influenzare l'opinione pubblica contro la libertà di religione o di credo, e di certo lo stato proclama a livello internazionale la tolleranza religiosa. "Tutti questi articoli hanno una sola fonte: la polizia segreta KNB", ha detto Fokina a Forum 18. Avendole detto che i giornalisti e gli editori lo avevano negato a Forum 18, lei ha risposto: "Chi va ad ammettere che un tale trattamento è stato ordinato?"

I protestanti, come gli Avventisti del Settimo Giorno, i Battisti ed i Pentecostali hanno dovuto affrontare gli attacchi mediatici insieme ai Musulmani Ahmadi, alla comunità Hare Krishna ed ai Testimoni di Geova. In uno dei tanti episodi, quattro giornali diversi hanno pubblicato uno stesso articolo all'inizio del 2008 attaccando i Testimoni di Geova. Uno dei giornali ha attribuito l'articolo ad un ex Testimone di Geova, un altro l’ha attribuito ad un autore diverso, e due dei giornali l’hanno attribuito agli uffici della polizia segreta KNB in diverse regioni del Kazakistan.

L’ntolleranza dei media è stata particolarmente evidente alla fine del 2008, quando il Parlamento stava prendendo in esame emendamenti molto restrittivi per la Legge di Religione. La ricerca sociologica citata dall’ Amministrazione Regionale del Diparimento di Politica Interna dell’ Est Kazakistan, nel suo Piano Strategico per il 2010-2012 ha rivelato l'impatto che ha sulla popolazione questo tipo di campagne di intolleranza condotte dai media: in Agosto e Settembre 2008 è stato rilevato "un calo del livello di tolleranza nei confronti dei rappresentanti di altre fedi ed etnie" nella Regione. Sebbene il rapporto non li metta in relazione, quello è stato il periodo in cui i politici ed i media sono stati più critici verso le comunità religiose "pericolose" ed "estremiste", così come era al suo apice la campagna di adottare gli emendamenti restrittivi.


La retorica trasformata in azione

Dal 2005 due importanti iniziative legislative sono state avviate per rafforzare il controllo statale su tutte le attività religiose ed aumentare le sanzioni per le attività sgradite alle autorità. Nel 2005 le leggi inerenti l'estremismo e la sicurezza nazionale furono inasprite, nonostante le forti critiche espresse dai difensori Kazakhi dei diritti umani e nonostante i pareri giuridici dell’ OSCE. Questi emendamenti inclusero anche restrizioni più severe nella Legge di Religione e sanzioni nuove o più pesanti per l’attività religiosa "non autorizzata" o "illegale" – come tale il culto religioso non registrato - ai sensi del Codice dei Reati Amministrativi.

I cambiamenti sulla sicurezza nazionale inclusero tali disposizioni: le organizzazioni religiose devono registrarsi presso il Ministero della Giustizia; l’ attività religiosa non registrata è stata considerata un illecito amministrativo; alle autorità è stato conferito il potere di sospendere le attività o di infliggere ammende ai leader dei gruppi non registrati; ad una organizzazione religiosa il cui statuto prevede l'educazione religiosa, può essere negata la registrazione se non ottiene l'approvazione da parte del Ministero della Pubblica Istruzione; ed ha fatto diventare illegale l’attività missionaria non registrata ed impone ai potenziali missionari di registrarsi presso le autorità. Le modifiche riguardo l’estremismo hanno incluso le disposizioni della messa al bando dell'attività religiosa non registrata, dando allo Stato il potere di dichiarare i gruppi religiosi o altre organizzazioni come estremiste e di bandire le loro attività, così come di criminalizzare l'appartenenza ad una organizzazione bandita.

Pure gli ultimi tentativi del 2008-9 di imporre ulteriori restrizioni legali alla libertà di religione o di credo, sono stati fortemente criticati da una vasta gamma di difensori dei diritti umani a livello nazionale ed internazionale, così come dagli altri Stati partecipanti all'OSCE. La “Legge delle Modifiche ed Integrazioni dei numerosi Atti Legislativi sulle Questioni di Libertà di Coscienza e di Associazioni Religiose" avrebbe modificato numerosi articoli della attuale Legge di Religione, del Codice dei Reati Amministrativi e di diverse altre leggi. Dopo essere stata approvata dal Parlamento ed inviata al Presidente per la firma, egli l’ha inviata al Consiglio Costituzionale per il riesame. Anche se a Febbraio 2009 il Consiglio ha deliberato che il progetto di legge era incostituzionale, gli stessi contenuti forniscono una panoramica di quegli aspetti della libertà di religione o di credo verso cui i funzionari sono attualmente più ostili.

Tra le nuove restrizioni, la Legge avrebbe per la prima volta esplicitamente bandito le attività religiose non registrate. Inoltre, avrebbe vietato a chiunque di condividere le proprie convinzioni senza il possesso dell’avvallo scritto da parte di un'associazione religiosa registrata e della registrazione individuale di stato in qualità di missionario. Sarebbe stato necessario il permesso da entrambi i genitori per far partecipare i bambini a qualsiasi manifestazione religiosa.

Piccoli “gruppi religiosi" - il livello più basso della comunità registrata - sarebbero stati autorizzati solo a svolgere attività religiosa con i membri attuali e non sarebbe stato loro consentito di mantenere i luoghi di culto "aperti ad un ampio accesso". Non sarebbe stato loro permesso di svolgere l'attività missionaria. A parte pochi oggetti personali, tutta la letteratura religiosa importata nel paese sarebbe dovuto essere approvata per mezzo di una “perizia religiosa".

Sarebbero state aumentate le sanzioni per condurre servizi religiosi, per condurre attività di beneficenza, per l'importazione, per la pubblicazione o per la distribuzione di letteratura religiosa o per l’apertura di un edificio o di luoghi di culto in violazione dei "requisiti stabiliti dalla legge" . Il ripetersi delle "violazioni" avrebbe portato una comunità religiosa ad essere bandita.

Il Kazakistan ha trattenuto a lungo il permesso di pubblicare il riesame del disegno di Legge dell'Ufficio OSCE per le Istituzioni Democratiche ed i Diritti Umani (ODIHR), ed ha sostenuto - falsamente - che l'ODIHR fosse responsabile di tale ritardo. In realtà, l'ODIHR aveva raccomandato al Kazakistan che la revisione venisse resa pubblica, come è prassi comune. La revisione dell’OSCE fu infine pubblicata a Febbraio 2009, quando la proposta di Legge era in mano al Presidente per la firma.

Yevgeni Zhovtis del Bureau Internazionale per i Diritti Umani ed Ordinamento Legale del Kazakistan ha sottolineato a Forum 18 che il decreto del Consiglio Costituzionale sul disegno di Legge suggerisce che anche l'attuale Legge di Religione è incostituzionale, in quanto il decreto citava il bando Costituzionale sulle limitazioni della libertà di religione o di credo. Per tentare una revisione della Legge attuale da parte del Consiglio Costituzionale, sarebbe necessario che i 20 deputati del parlamento, un giudice, o un anziano membro del governo, rinviassero la Legge al Consiglio. I sostenitori dei diritti umani, come Ninel Fokina del Comitato di Helsinki Almaty pensano che è molto difficile che ciò avvenga.

I difensori Kazakhi dei diritti umani hanno detto a Forum 18 che pensano che le disposizioni del disegno di Legge saranno reintrodotte dopo che il Kazakistan cesserà la carica Presidenziale nell'OSCE alla fine del 2010. Forum 18 comprende quindi perché poco prima che il Parlamento approvasse la legge, l'allora Ministro degli Esteri Marat Tazhin - che è risaputo che fosse fortemente a favore di essa - suggerisse che la legge venisse rinviata a dopo il 2010.

Nel dicembre 2011 il Parlamento prevede di esaminare le modifiche alla Legge ONG. I dettagli di queste sono ancora sconosciuti, ma potrebbero incentrarsi sulle organizzazioni religiose.


Pianificato un nuovo Codice Amministrativo

Sono in corso manovre per completare un nuovo Codice degli Illeciti Amministrativi, una parte importante della legislazione. A Luglio 2009 il Ministero della Giustizia ha reso pubblica la sua traccia iniziale. La bozza è stata quindi inviata all’ Amministrazione Presidenziale per l'approvazione prima di essere approvata dal governo per l'ulteriore trasmissione al Parlamento. Il disegno di legge potrebbe essere significativamente modificato prima che raggiunga l'approvazione definitiva, tuttavia il Kazakistan non ha cercato la collaborazione dell'OSCE per rivedere il disegno in modo da aiutare il paese a rispettare i suoi impegni sulle libertà fondamentali e sul regolamento di legge.

Due Articoli del Codice in vigore attaccano l’ esercizio pacifico della libertà di religione o di credo. L'Articolo 374-1 – introdotto per la prima volta nel 2005 - punisce la direzione, la partecipazione o il finanziamento di una comunità religiosa o di una organizzazione sociale non registrata. L’Articolo 375, un articolo di ampio respiro, punisce il "violare la Legge di Religione" (incluso da parte di quei leader che rifiutano la registrazione di Stato) da parte delle comunità la cui attività "contrasta con gli stessi obiettivi e i compiti" o che non sono elencate tra gli statuti approvati dallo stato, e da parte di persone che svolgono "attività missionaria" senza una speciale autorizzazione rilasciata dallo Stato.

I "reati" ai sensi di questi Articoli sono punibili con multe fino a 300 volte il salario minimo mensile e con divieti temporanei o permanenti sull'attività di un'organizzazione religiosa. I cittadini stranieri o coloro che non hanno la cittadinanza che vengono ritenuti colpevoli di condurre attività missionaria non autorizzata, sono passibili di espulsione.

Il disegno di legge del Ministero della Giustizia lascia invariato l'Articolo 374-1, convertendolo nel nuovo articolo 451. Il progetto elimina due disposizioni dall'Articolo 375, riducendo una multa dall’essere equivalente a 100 volte il salario minimo mensile all’essere compresa tra le 50 e le 80 volte; ed eliminando come "reati" sia "il violare le regole svolgendo manifestazioni religiose al di fuori del luogo di ubicazione dell'associazione religiosa", sia "l’organizzare e condurre, in veste di servitori di culto e di membri di associazioni religiose, incontri giovanili e di bambini e di gruppi non collegati con la gestione del culto". Ma la maggior parte dell'articolo 375 resta invariato, convertito nel nuovo Articolo 452, conservando maggiormente lo stesso livello di sanzioni massime, ma introducendo in aggiunta nuove sanzioni minime. Le vittime di questi Articoli ed i difensori dei diritti umani hanno riferito a Forum 18 che questi Articoli dovrebbero essere eliminati del tutto, piuttosto che essere trasferiti quasi parola per parola nel Nuovo Codice proposto.


Punita l'attività religiosa pacifica non registrata

[...]

I Testimoni di Geova sono stati sottoposti a punizioni, con divieti alla loro attività e multe pesanti, in particolare nella città portuale di Atyrau del Mar Caspio. Nel 2007, una persona è stata multata di una cifra equivalente a 100 volte il salario minimo mensile e altre cinque persone sono state multate individualmente con una cifra pari a 50 volte il salario. Nel 2008, un membro della stessa comunità è stato nuovamente multato di 100 volte, insieme ad altri sette multati di 50 volte il salario minimo. Le multe hanno fatto seguito ad una irruzione ed alla confisca di letteratura religiosa. La comunità ha finalmente acquisito la registrazione a Gennaio 2009, dopo sette rifiuti della registrazione ricevuti a partire dal 2001.

[...]


Dinieghi della registrazione statale

Pur insistendo sul fatto che la registrazione è un obbligo e nel punire le comunità religiose che non vogliono acquisire la registrazione oppure che non gli è stata concessa, spesso i funzionari respingono le domande di registrazione provenienti da comunità che a loro non piacciono - anche se il Kazakistan ha assunto degli impegni chiari con l’OSCE nel consentire l'esercizio della libertà di religione o di credo senza dovere di registrazione. Ciò riguarda in particolare le comunità non Musulmane delle zone rurali, in particolare quelle dirette o in gran parte costituite da Uzbeki o Kazakhi. Le sanzioni massicce contro i Testimoni di Geova di Atyrau nel 2007 e nel 2008 per l'attività religiosa non registrata, sono giunte dopo che la comunità aveva chiesto invano la registrazione a partire dal 2001. In un caso la domanda è stata respinta perché essi trascurarono di fornire i numeri di telefono del posto di lavoro dei soci fondatori (alcuni erano in pensione e non avevano lavoro). Il governo cerca di assicurare che tutte le comunità Musulmane funzionino all'interno del Board Musulmano sostenuto dallo Stato e le comunità Musulmane affrontano una forte pressione per allinearsi con esso.

A fare da eco alle richieste delle comunità religiose locali e dei sostenitori dei diritti umani per l'abolizione di qualsiasi obbligo di registrazione, è stato Gay McDougall, Esperto Indipendente delle Nazioni Unite (ONU) sulle Questioni delle Minoranze, che ha visitato il Kazakistan nel Luglio 2009. "La normativa vigente in materia di registrazione delle organizzazioni religiose e delle attività dovrebbe essere resa conforme alla Costituzione della Repubblica ed agli standard legali internazionali", ha dichiarato al termine della visita. "Tali leggi non dovrebbero in alcun modo limitare le attività legittime di individui o di gruppi religiosi. Le misure repressive contro i gruppi religiosi e contro i loro membri devono essere fermate immediatamente."


Lavoratori stranieri religiosi

[...]

In un caso di Maggio 2008, due Testimoni di Geova stranieri sono stati arrestati dalla polizia locale e dalla polizia anti-terrorismo ed accusati di "attività missionaria illegale" - senza che fosse stata presentata alcuna evidenza scritta - prima di essere condannati all’espulsione. L’accusa stessa ha contraddetto le disposizioni giuridiche Kazake secondo cui l'attività missionaria è permessa, se si tratta di un gruppo registrato il cui statuto lo permette. Contrariamente alla Convenzione di Vienna sulle Relazioni Consolari, il giudice del caso ha negato ai due detenuti di accedere ai propri rappresentanti diplomatici.

[...]


Implicazione religiosa nella restrizione delle attività sociali

[...]

Nel 2007, ai Testimoni di Geova sono state vietate ulteriori visite in un carcere nella Regione Est del Kazakistan dove erano stati in visita a partire dal 1998. Quando i detenuti che avevano chiesto le visite si lamentarono con l'Ufficio del Procuratore, i Testimoni di Geova hanno scoperto che il Ministero della Giustizia aveva statuito che "non sono consigliate" visite da parte di Testimoni di Geova nelle prigioni. Dopo le denunce al Difensore Civico per i Diritti Umani, il divieto di visitare la prigione dell’ Est Kazakistan è stato annullato, anche se le visite non avrebbero potuto essere riprese fino a Giugno 2009. I funzionari della prigione non permetteranno la visita dei Testimoni di Geova per passare la letteratura religiosa ai detenuti che la vogliono. L'amministrazione regionale del carcere deve approvare e timbrare ciascun elemento della letteratura. Questa censura è organizzata dall'amministrazione locale del campo, e la fornitura di copie della letteratura non può essere affrettata da parte della comunità religiosa stessa. L’ amministrazione di altre prigioni da cui i Testimoni di Geova sono stati esclusi nel 2007, ha bloccato la ripresa delle visite.

[...]


Interrogatorio indiscreto

L’ostilità contro la libertà di religione o di credo assume anche la forma di pressione, che è aumentata da alcuni anni, verso una vasta gamma di comunità religiose non Musulmane per farle rispondere a domande altamente indiscrete - anche su argomenti come ad esempio su chi sono gli "amici stretti e i compagni" dei leader religiosi. E’ noto che queste domande vengono poste o mediante telefonate inaspettate da parte delle autorità, o in forma di questionari dettagliati. Le domande invadenti - che i Difensori dei Diritti Umani Kazakhi sottolineano come incostituzionali – sono state poste a scala nazionale, ma non sembra esserci una logica chiara sul quando vengono poste le domande o su quali leader non Musulmani sono presi di mira.

Completare i questionari è stato spesso messo in relazione dai funzionari con l’accoglimento o meno delle domande di registrazione, sebbene anche le comunità registrate vengano prese di mira per un interrogatorio. I questionari, che sono posti in due forme principali, contengono domande molto simili. Tra le numerose domande ci sono: l'etnia dei membri della congregazione, la loro professione, le loro preferenze politiche individuali, "le più influenti ed autorevoli persone nella comunità", i missionari stranieri, i contatti con i media, "i fatti che richiedono l'attenzione da parte degli organi dello stato," il servizio militare dei leader della congregazione, la loro conoscenza delle lingue straniere, e gli articoli scritti per i mass media.

Le domande vengono rivolte da una serie di organismi ufficiali, e non è chiaro chi le abbia redatte. Esse sembrano provenire dal Ministero della Giustizia, che probabilmente le ha redatte in collaborazione con la polizia segreta KNB. I funzionari hanno dichiarato spesso a Forum 18 che i questionari sono "una semplice formalità a cui le comunità religiose devono sottostare ogni tanto," o che servono per "una banca dati sulle organizzazioni religiose". Le domande hanno suscitato preoccupazione in alcune comunità religiose, mentre altre comunità le considerano nulla di grave e si sentono obbligate a rispondere, anche se non hanno alcun obbligo giuridico di farlo.

[...]


Attuazione degli impegni presi

Il Kazakistan ha promesso di attuare i suoi impegni verso le Nazioni Unite e l’OSCE, ha dichiarato che, con la Presidenza d’Ufficio nel 2010, rivolgerà una attenzione specifica verso i diritti umani, e dichiara di essere un luogo di tolleranza religiosa. Per trasformare questa retorica in realtà, sarà necessario:
  • Porre fine agli attacchi alla libertà religiosa da parte di funzionari, che spaziano dal Presidente Nazarbaev verso il basso fino ai funzionari locali;
  • Porre fine alla censura della letteratura religiosa;
  • Porre fine all’incoraggiamento dell’intolleranza religiosa sostenuto dallo Stato attraverso i programmi statali e dei media;
  • Porre fine alle restrizioni "legali" verso la libertà di religione o di credo;
  • Porre fine alle incursioni, agli interrogatori, alle minacce ed alle multe verso le comunità religiose registrate e non registrate e verso i singoli individui;
  • Porre fine ai processi illegali;
  • Porre fine alle azioni legali contro i lavoratori religiosi stranieri;
  • Porre fine all'incarcerazione di alcuni credenti religiosi particolarmente disapprovati;
  • Porre fine alle restrizioni sull’opera sociale e caritativa delle comunità religiose;
  • Porre fine alla stretta sorveglianza delle comunità religiose da parte della polizia e della polizia segreta KNB;
  • Porre fine ai tentativi di privare le comunità religiose delle loro proprietà. (FINE)


Una documentazione degli impegni dell’ Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) per la libertà di religione o di credo può essere trovata qui

(Viste stampabili ed in PDF di questo articolo sono disponibili qui)

Maggiori informazioni sulla libertà di pensiero, di coscienza e di fede nel Kazakistan si possono trovare qui

Per un commento personale su quanto attaccare la libertà religiosa danneggi la sicurezza nazionale del Kazakistan, vedere F18News

Precedenti indagini sulla libertà religiosa del Kazakistan, da parte di Forum 18 si trovano qui

Una sintetica mappa stampabile del Kazakistan è disponibile qui



{Note della Redazione Cristiani Testimoni di Geova.net}




Il Kazakistan, a cavallo tra Europa ed Asia, è un'ex repubblica dell'Unione Sovietica. Confina con la Russia, la Cina, il Kirghizistan, l'Uzbekistan, il Turkmenistan ed il Mar Caspio. Con poco più di 15.000.000 abitanti, prevalentemente Russi e Kazaki, si estende su una superficie di circa 2.700.000 km².
La religione maggiormente professata è il Cristianesimo di origine ortodossa seguita dai musulmani. Dopo di che vi sono piccole percentuali di protestanti e cattolici.

Rapporto dall'annuario 2008: Kazakistan

Popolazione: 15.314.000
Proclamatori: 15.681
1 Proclamatore su: 977
2007 Media Proclamatori: 15.292
Percentuale d'aumento: 5%
Battezzati anno 2007: 1.205
Numero di congregazioni: 170
Media Studi biblici: 12.258
Presenti Commemorazione: 32.160



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito del "Forum18", in data 23 settembre 2009, da parte del giornalista Mushfig Bayram e John Kinahan, Servizio Notizie del Forum 18 (www.forum18.org)

© Traduzione a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net