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L'ex boss scrive dal carcere "Ragazzi smettete di uccidere"

Condannato a 28 anni, ha scoperto la fede e invita a rinunciare al male


L'ex boss Carmine Piperis

"Rivolgo un appello a chi vive di malavita, a quelli che continuano ad ammazzarsi come animali. Mi rivolgo a quei giovani che vengono trascinati dalla droga, per un guadagno facile: lasciate perdere le cattive amicizie e cambiate il vostro modo di vivere". L'appello arriva, attraverso una lettera partita dal carcere di Viterbo e indirizzata alla Gazzetta del Mezzogiorno, da Carmine Piperis, un tempo boss di Enziteto che in carcere ha trovato la fede ed ha deciso di divenire un uomo nuovo.



"Ero diventato uno che conta nella malavita organizzata barese una volta in carcere, però, grazie all'aiuto del ministro di culto dei Testimoni di Geova, ho conosciuto la verità di Dio delle sacre scritture". Con queste parole Carmine Piperis, 49 anni ex capoclan del quartiere Enziteto, condannato a 28 anni di reclusione (8 dei quali già scontati) per associazione a delinquere di stampo mafioso, omicidio, estorsione, traffico di droga e di armi, si è lasciato alle spalle il passato ed ha cambiato vita. Un cambiamento radicale il suo come testimonia questa lettera inviata al nostro giornale dal carcere di Viterbo.

"Ho appreso dalla lettura della Gazzetta del Mezzogiorno della morte di un ragazzo che ho conosciuto nel carcere di Bari - spiega Piperis - ed è stato con me in stanza. Aveva problemi di deambulazione a motivo di aver ricevuto un agguato. Costui era del Gargano ed è stato ucciso a Manfredonia. La sua vicenda mi ha talmente sconvolto da provare un profondo dolore. Voglio fare un appello attraverso il giornale a queste persone che continuano ad ammazzarsi come animali portati al macello. Voglio farlo per quei giovani che vengono trascinati dalla droga, per un guadagno facile e per poi fare altro perché ormai entrano a far parte di quel contesto criminoso. Pertanto dico a questi ragazzi: ascoltate queste mie parole che provengono dal cuore e soprattutto per esperienza. Lasciate perdere le cattive amicizie e cambiate il vostro modo di vivere".

"Quando si è giovani - prosegue l'ex boss - ci si sente dei fenomeni ...alla fine però si finisce ammazzati o in galera, perciò ragazzi ve lo chiedo per amore di Dio, ascoltate le parole di uno che ha vissuto tante, troppe esperienze, godetevi la vostra giovinezza, la vostra libertà e soprattutto non arrecate dolore ai vostri genitori. A voi - spiega Piperis - sembra niente quello che fate provare ai vostri genitori ma vi sbagliate di grosso perché è un male incolmabile".

"Sappiate - prosegue - che quando si viene condannati ad una lunga pena non solo si viene dimenticati ma per di più si mette a rischio la propria famiglia, in ogni senso. State il più lontano possibile dalla malavita perché sono più le lacrime che i sorrisi. Tanto vi dice chi ha vissuto tutto questo".

"Per molti - conclude Carmine Piperis - oggi posso sembrare un debole perché ho capito gli errori di vita del passato, ma credetemi, non è assolutamente così. Io vi dico: adesso si che mi sento un vero uomo libero perché nella mia mente e soprattutto nel mio cuore c'è voglia di legalità, far bene e amare anche chi mi odia. Vivete la vostra vita e godetevi la libertà perché essere liberi è il dono più bello che ognuno può desiderare nella vita. Non c'è niente che vale più della propria onestà, di vivere liberi e non sentirsi schiavi di nessuno! Dite basta alla malvagità, soprattutto fatelo per il bene dei vostri cari, dei vostri figli, donando, loro un futuro migliore". Firmato Carmine Piperis un uomo nuovo.



Per ulteriori informazioni si consiglia la lettura del seguente articolo: L'ex boss Piperis diventa testimone di Geova



La Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net consiglia la lettura dei seguenti articoli dal sito ufficiale dei testimoni di Geova:





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Questo articolo è stato pubblicato sul quotidiano La Gazzetta di Bari, in data 19 ottobre 2009, sezione Primo Piano;

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