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Tajikistan: "Pare che la lettura biblica associata sia ora un reato penale"



Da Felix Corley, Servizio news Forum 18



Hamzaali Pulodov, funzionario degli Affari Religiosi della città di Kujiand al Nord, ha sostenuto le cause penali contro 17 Testimoni di Geova sull’accusa di incitamento all’odio interreligioso, che comporta una condanna compresa tra i 5 e i 9 anni. “Quando le persone infrangono la legge, vengono perseguite”, egli ha detto a Forum 18 New Service. Ha aggiunto che i libri sequestrati durante il raid di Giugno nell’appartamento dove i Testimoni di Geova svolgevano il loro incontro, “propagandavano contro la Costituzione ed avevano incitato all’inimicizia sociale”, ma aveva riconosciuto di non averli letti. Il Procuratore e la Polizia Segreta si sono rifiutati di riferire come sosterranno molte delle accuse penali contro i Testimoni di Geova e quando le cause andranno in giudizio. “Il Procuratore Muzzaffarov ha detto che l’accusa è basata sul fatto che noi interpretiamo la Bibbia diversamente dai Protestanti. Pare che la lettura associata della Bibbia sia ora un reato penale.” I Testimoni di Geova sono banditi in Tajikistan.



Tre mesi dopo, la Polizia e la Polizia Segreta hanno effettuato un raid durante un incontro religioso in un appartamento che le autorità hanno riferito a Forum 18 “risultare illegale”; i Procuratori della città di Kujiand nel Nord del Kajikistan hanno intentato cause penali contro 17 Testimoni di Geova per comprovato incitamento all’odio interreligioso. Se l’accusa sarà confermata, i Testimoni di Geova affronteranno una reclusione che va dai 5 ai 9 anni. Le azioni giudiziarie sono sostenute da Hamzaali Pulodov, il funzionario degli Affari Religiosi della città che ha preso parte al raid di Giugno. “Quando le persone violano la legge, vengono perseguite”, ha detto a Forum 18 il 28 Settembre. “Essi hanno violato la legge incontrandosi in una sede illegale”

Pudolov ha stabilito un numero di 16 cause penali, mentre le nuove agenzie locali Asia Plus e Avesta, riferendosi a funzionari anonimi, citano un numero di 17 cause penali. Un funzionario anonimo dell’Ufficio del Procuratore ha riferito all’ “Asia Plus” il 24 Settembre, che i Testimoni di Geova affrontano accuse sotto l’art. 189 Parte 2 del Codice Penale. Questo articolo punisce “l’incitamento all’odio nazionale, razziale, religioso e regionale” commesso da un gruppo in “primaria cospirazione” con una reclusione compresa tra i 5 e i 9 anni.

L’Ufficio del Procuratore della città ha riferito a Forum 18 che le indagini sono condotte dall’Ufficio del Procuratore Regionale. Forum 18 comprende che il Vice-Procuratore Regionale Shavkat Muzzaffarov sta conducendo le indagini. Comunque nessuno all’Ufficio del Procuratore Regionale era disposto a mettere in contatto Forum 18 con Muzzaffarov od a rivelare quanti Testimoni di Geova stavano affrontando cause penali, quando le cause erano partite e quando probabilmente sarebbero andate in giudizio.

Il 28 Settembre, i funzionari della Polizia Segreta del Comitato Regionale di Sicurezza nazionale di Sughd, si sono rifiutati di esprimere qualsiasi commento anche se hanno preso parte al raid di Giugno e sono coinvolti nelle cause contro i Testimoni di Geova.

Zafar Rakhimov, un Testimone di Geova residente a Khujand, che non era presente al raid, ma che fu interrogato quattro giorni dopo ed è tra coloro che devono affrontare il processo, afferma che non è stato consegnato loro alcun documento scritto, ancora. “Loro hanno detto che ci avrebbero accusato di incitamento all’odio interreligioso”, ha riferito a Forum 18 dalla capitale polacca Varsavia in cui sta attendendo il meeting della “Human Dimension Implementation” da parte dell’organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE). “Nonostante 17 di noi siano stati perseguiti, ritengo che condurranno due o tre leaders al procedimento penale.”

Rakhimov assicura che alcune accuse di incitamento all’odio interreligioso sono infondate. “Hanno confiscato la nostra letteratura per cercare di trovare elementi di odio religioso, ma non hanno trovato nulla di ciò”, ha detto a Forum 18. “Comunque il Procuratore Muzzarov mi ha detto che l’accusa è basata sul fatto che noi interpretiamo la Bibbia diversamente dai Protestanti. Sembra che leggere la Bibbia in associazione, sia ora un reato penale.”

Domandatogli se fosse disposto ad affrontare un eventuale imprigionamento che andava dai 5 ai 9 anni nel caso fosse stato ritenuto colpevole, Rakhimov rispose “Si”.

In Tajikistan, i Testimoni di Geova hanno dovuto interrompere i loro incontri dopo il bando sulla loro attività del Ministro della Cultura nell’Ottobre 2007 in tutto il Paese, un bando che essi hanno cercato di sfidare attraverso i Tribunali. Anche la loro letteratura è stata confiscata. (vedi Forum 18 News Ottobre 2007)


Il raid di Giugno e le cause penali

I problemi per i Testimoni di Geova sono iniziati il 4 Giugno quando i funzionari sono irrotti nell’abitazione di Natalya Martynova, ha detto Rakhimov a Forum 18. Undici funzionari locali - con l’inclusione dei funzionari della Polizia Segreta (SNC), i funzionari dell’Ufficio del Procuratore ed il funzionario locale Pudolov degli Affari Religiosi si sono fatti strada nell’appartamento del dodicesimo microdistretto della città ed hanno iniziato a filmare coloro che erano all’interno di esso.

Quindici dei diciassette Testimoni di Geova presenti, vennero condotti al quartier generale dell’ NSC, dove furono interrogati per le successive sei ore, ha detto Rakhimov a Forum 18. “Una donna del gruppo che era stata registrata come disabile in quanto reduce da un recente incidente alla testa, ma che non aveva risposto alle domande, sarebbe stata picchiata ed isolata per dieci giorni”, ha aggiunto. “Ella fu rilasciata nove ore più tardi solo perché le minacce e gli abusi avevano iniziato a procurarle effetti notevolmente deleteri per la salute”.

Sia Pulodov che Rakhimov hanno riferito che sono stati confiscati più di 100 libri in Tajik e Russo dall’abitazione della Martynova. Rakhimov ha aggiunto che era stata perquisita un’altra casa di Testimoni di Geova nella città lo stesso giorno, ma non era stato confiscato alcunché. Inoltre disse che non era stato mostrato, in entrambi i raid, alcun mandato dell’Ufficio del Procuratore.

L’8 Giugno, Rakhimov fu convocato al Distretto della Polizia Segreta di Sughd (NSC), dove venne insultato dai funzionari in servizio, che iniziarono ad accusare lui e la sua famiglia di estremismo religioso ed incitamento al conflitto interreligioso. Dopo che Rakhimov si rifiutò di sottoscrivere una dichiarazione, ci ha riferito che uno dei funzionari - che identificò come Erkin Ergaschev - si arrabbiò. “Egli mi colpì nella testa e nello stomaco e mi minacciò di imprigionarmi o di espellermi dal Sughd Region”. Ha detto anche che i funzionari minacciarono di imprigionare sua moglie e la figlia di appena tre settimane se si fosse rifiutato di firmare una dichiarazione.

Rakhimov ha detto a Forum 18 che era un cittadino del Tajikistan e non poteva essere deportato da una Regione del Paese.

Il funzionario degli Affari Religiosi Pulodov, ha respinto le accuse che il 4 Giugno il raid fosse un raid. “Io e i funzionari delle forze dell’ordine siamo semplicemente venuti ad osservare”, ha riferito a Forum 18. Ha detto che non poteva ricordare quanti funzionari fossero presenti, ma non contesta il resoconto dei Testimoni di Geova secondo cui essi erano in numero di 11.

Pulodov disse che i libri sottratti ai Testimoni di Geova avevano “propagandato contro la Costituzione ed incitato all’inimicizia sociale”.

Dopo avergli chiesto se avesse letto i libri nei tre mesi successivi al sequestro, egli rispose che non aveva avuto tempo. Gli venne chiesto dove fossero tenuti i libri, rispose “probabilmente nelle agenzie delle forze dell’ordine, ma aggiunse che non sapeva se quelle della Polizia Segreta o del’Ufficio del Procuratore”. Rakhimov disse a Forum 18 che era l’Ufficio Regionale del Procuratore a trattenere la letteratura.

“I vicini avevano lamentato che i Testimoni di Geova stavano violando l’ordine sociale con quelle 15 persone che andavano e venivano dall’appartamento ogni giorno,” insisteva Pudolov.

“Avevano notato che erano persone illegali.” Dopo avergli chiesto di spiegare come le persone potessero essere “illegali” e come un incontro privato in un’abitazione privata per discutere la Bibbia, il Corano o qualsiasi altro argomento religioso potesse essere “illegale”, Pulodov rispose: “Discutere la Bibbia non è illegale, ma è illegale sviluppare propaganda di agitazione per mezzo della fede”.

Rakhimov ha riferito a Forum 18 che il 25 Settembre ha presentato una denuncia per il raid e l’eventuale procedimento penale a Safir Alizoda, difensore civico dei Diritti Umani del Tajikistan. Il 28 Settembre Forum 18 non fu in grado di raggiungere Alizoda , che sta attendendo la conferenza OSCE Human Dimension a Varsavia.

Nemmeno i funzionari del Ministero della Cultura e del Dipartimento degli Affari Religiosi, sono stati disponibili per un commento il 28 Settembre.

[...]


{Note a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova.net}



La Repubblica presidenziale del Tagikistan, situata nell'Asia centrale, confina con Afghanistan, Cina, Kirghizistan, e Uzbekistan. Per quasi la sua totalità, i Tagiki sono di religione musulmano-sunnita.


Rapporto dall'annuario 2007: Tagikistan

Popolazione: 7.321.000
Proclamatori: 544
1 Proclamatore su: 13.458
2006 Media Proclamatori: 487
Percentuale d'aumento: 4%
Battezzati anno 2006: 39
Numero di congregazioni: 7
Media Studi biblici: 599
Presenti Commemorazione: 1.317



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito del "Forum18", in data 28 settembre 2009, da parte del giornalista Felix Corley, Servizio Notizie Forum 18 (www.forum18.org)

© Traduzione a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net