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Ciuffo, il cardiochirurgo che opera senza trasfusioni






NEW YORK. Ha sviluppato l'interesse per arrivare ad effettuare interventi al cuore evitando trasfusioni di sangue una decina d'anni fa e ora il cardiochirurgo Giovanni Ciuffo si è instaurato come precursore della tecnica nella comunità medica, diventando allo stesso tempo un preciso punto di riferimento per la collettività dei Testimoni di Geova.

Il cardiochirurgo Giovanni Ciuffo rivela ad America Oggi nel suo studio al settimo piano del complesso ospedaliero Mount Sinai nella Upper East Side come si è trovato al centro dell'interesse del movimento religioso dei Testimoni di Geova e della comunità di colleghi, dimostrando la fattibilità di interventi al cuore senza la necessità di trasfusioni.

Ciuffo, cagliaritano d'origine, aveva iniziato a mettere in pratica la sua tecnica quando si trovava a Pittsburg, prima di tornare a praticare a New York, dove ha perfezionato il protocollo.

"Prestando attenzione ai dettagli tecnici nell'esecuzione dell'intervento è possibile giungere alla fine senza un sanguinamento eccessivo" spiega Ciuffo.

Fa osservare che nella sua specialità chirurgica si era sempre presupposto che l'uso di trasfusioni di sangue fosse una cosa ordinaria, fino a quando ha dimostrato il contrario.

"I pazienti Testimoni di Geova, a differenza di molte altre religioni, sono assolutamente risoluti, perché preferirebbero morire, piuttosto che sottoporsi a trasfusione di sangue. Per cui, dieci anni fa ho cercato di affrontare questo quasi dilemma etico: se non faccio la trasfusione aumento il rischio dell'intervento. Però, davanti ad una convinzione religiosa così fervente, allora ti devi chiedere la prossima domanda: ma se è disposto a morire pur di non avere la trasfusione, quale è la mia scelta come medico curante? Offrire l'opzione migliore, rispettando la tua regola religiosa".

Racconta che nel giro di pochi mesi dall'inizio della pratica di cardiochirurgia senza trasfusione si era reso conto che prestando attenzione ai dettagli tecnici, era invece un intervento che non aumentava il rischio.

Da subito la nuova pratica del cardiochirurgo era balzata all'attenzione della comunità di Testimoni di Geova, ma anche di altri, speranzosi in interventi senza trasfusioni, come - ad esempio - coloro che hanno paura di contrarre malattie virali, anche se il sangue è testato.

"Se andiamo a vedere le statistiche, il cardiochirurgo medio, qui come altrove, in Europa o Asia, ordina trasfusioni di sangue per oltre l'80 per cento dei pazienti, perché viene considerata una cosa ordinaria. Con la mia tecnica sono riuscito a trasfondere meno del 10 per cento dei miei pazienti".

Ciuffo sottolinea che col trascorrere degli anni sta vedendo un aumento di casi che definisce "difficili" e spiega perché.

"Ad esempio, il paziente che è già stato operato ed ha bisogno di un re-intervento che è molto più ad alto rischio per sanguinamento. E quindi con gli anni e l'esperienza mi sono specializzato sempre di più nel trovare tecniche che permettano al paziente - che sia Testimone di Geova o che non lo sia - di avere un intervento mini-invasivo con risultati ottimi".

Giovanni Ciuffo in breve era diventato il faro dei Testimoni di Geova: una distinta reputazione professionale la sua che era limitata però all'area metropolitana. Fino a quando il suo nome è entrato nel network nazionale dei Testimoni che adesso arrivano al suo studio dalla Florida, Pennsylvania e Texas.

"Come la giovane che ho operato recentemente. La sua storia è un po' particolare: adesso ha 35 anni e da sempre aveva vissuto con una rara malattia congenita del cuore. Era nata con il solo ventricolo sinistro, con una circolazione abnorme, abbastanza bilanciata per cui era riuscita ad arrivare all'età di 30 anni col cuore con cui era nata. In Texas aveva trovato un chirurgo disposto ad operarla, però erroneamente. E quando s'era presentata da me soffriva di quei sintomi che noi chiamiamo fallimento dell'intervento. Aveva contattato tutti, tutti i cardiochirurghi statunitensi e da ognuno aveva ricevuto la solita risposta: non operiamo senza trasfusione. L'ho operata e nel giro di tre giorni è tornata a casa dove vive una vita normale. Mi ha detto che farà in modo che nessuno debba disperatamente cercare aiuto tra i Testimoni come ha fatto lei per cinque anni".

Nel mondo si contano oltre sette milioni di Testimoni di Geova, a New York operano 22 congregazioni ed ognuna è dotata di un minister che cura rapporti con ospedali: se qualcuno nella sua congregazione ha bisogno di un intervento, offre un elenco di specialisti.

"È stata una cosa gratificante perché mi ha messo a disposizione la pratica clinica per imparare ad avere dei risultati sempre migliori e adesso siamo giunti all'intervento mini-invasivo e quasi nessuno ha bisogno di trasfusione di sangue" aggiunge Ciuffo.

Con una casistica di riguardo di casi a grande rischio risolti magnificamente, adesso Giovanni Ciuffo vedrà pubblicati i suoi risultati nelle riviste professionali e aggiunge "è una cosa che farà tendenza e verrà considerata parte della qualità con cui si lavora sui pazienti".

Ciuffo ha effettuato almeno duecento interventi al cuore su pazienti Testimoni di Geova, ma precisa che anche tutti gli altri - e sono migliaia - sono trattati con interventi mini-invasisi e senza trasfusioni.

"Anche i chirurghi che sono ancora legati a cose quasi medievali cominceranno ad avere l'impulso per adeguarsi al nuovo standard in chirurgia cardiovascolare".



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito America Oggi, in data 19 novembre 2009, da parte di Riccardo Chioni, rubrica La Comunità (americaoggi.info)