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UZBEKISTAN: Multati di 260 volte la mensilità minima di ciascun stipendio e banditi dalla giuda di comunità religiose?



L’Uzbekistan ha multato tre Battisti per un totale di 260 volte il mensile minimo di ciascun stipendio presumibilmente per evasione fiscale ed insegnamento illegale della religione, ha acquisito Forum 18. I tre hanno dichiarato con veemenza che le accuse sono state fabbricate ed uno di loro ha riferito a Forum 18 che la vera ragione delle accuse era rimuovere la leadership dell’Unione Battista. Tale versione è stata supportata dai tre che sono stati anche banditi da ogni attività amministrativa e finanziaria per tre anni - cosa che può loro impedire qualsiasi ruolo all’interno di ogni organizzazione della comunità religiosa - Non è molto chiaro il significato pratico di questo bando; infatti le Autorità si sono rifiutate di dare alcuna spiegazione sia ai Battisti che a Forum 18. Le sentenze mostrano quanto l’Uzbekistan continui ad incoraggiare l’intolleranza verso la libertà di religione o di culto com’è palesato dall’esempio di un seminario del Ministero della Giustizia sul “Superamento della strumentalizzazione umana, estremismo religioso ed attività missionaria”. La partecipazione al culto rappresenta in Uzbekistan un reato penale ed i media statali riferiscono che ciò avviene anche in “molti altri” Paesi innominati. Si rileva, inoltre che Musulmani, Cristiani e Testimoni di Geova sono prigionieri di coscienza, incarcerati per la loro fede e privati del diritto all’amnistia.


[…]


Si rinnova la spinta dello stato verso l'intolleranza religiosa

Giornali e siti web hanno continuamente pubblicato articoli allarmistici contro l’attività missionaria, con l’inclusione di un articolo del 2 Ottobre riportato nel giornale “Chirchik” che è stato ripreso da altri siti web. La giornalista M. Yusupova deduce - senza fare alcun esempio concreto - che i Testimoni di Geova hanno acquisito adepti e li hanno spogliati delle loro case e del loro denaro. “L’attività missionaria e la propaganda religiosa viola le leggi sia del nostro Stato che di molti altri”, insiste, senza citare il nome degli altri Paesi in cui la partecipazione religiosa sarebbe illegale. Ella conferma che la predicazione religiosa dovrebbe avere luogo “ ad un indirizzo giuridico di un’organizzazione religiosa e non per la strada”.

Per tutto l’Uzbekistan le Autorità hanno mandato in onda film Tv che incoraggiano l’intolleranza verso le minoranze religiose come per la libertà di religione o di culto. Ad esempio per diverse settimane il canale televisivo via cavo Kamalak, ha riproposto in prima serata la visione del film del 2008 “Nelle grinfie dell’ignoranza”, hanno riferito i residenti di Tashkent a Forum 18. “Io ero furioso”, un Protestante anonimo così si è espresso a Forum 18. “Nel film c’era tanta ostilità ed infiniti errori”.

“Nelle grinfie dell’ignoranza”, è un film prodotto dalla Televisione di Stato Uzbeca ed è stato prima trasmesso a Maggio 2008 e poi di nuovo a Giugno 2008. In esso si è rilevato un attacco alle “attività missionarie” in genere, descritte come un “problema mondiale associato al dogmatismo religioso, al fondamentalismo, al terrorismo ed alla droga“. I Testimoni di Geova, gli Avventisti del Settimo Giorno, i Presbiteriani e i Metodisti sono stati descritti come responsabili di questo “problema di portata mondiale”. Il film lamenta che i cittadini uzbechi, “scarsamente politicizzati ed acculturati, divengono un facile bersaglio dei missionari”. Il film ha provocato una lettera di protesta da parte di 26 leader di Congregazioni Protestanti in tutto l’Uzbekistan (vedi F18News 25 Giugno 2008).

[...]

Tra i prigionieri di coscienza che ancora scontano la pena ci sono tre Testimoni di Geova, Abdubannob Ahemedov, Sergei Ivanov e Olim Turaev ed un Pastore Pentecostale da Andjian (Andjion) nell’est dell’Uzbekistan, Dmitry Shestakov, che sta scontando una condanna di 4 anni. (vedi F18News 6 Aprile 2009).

I Testimoni di Geova hanno riferito a Forum 18 che le Autorità carcerarie si sono impegnate per impedire ai loro reclusi di beneficiare delle amnistie. Il 12 Agosto l’avvocato di Turaev ha presentato un ricorso presso il Procuratore del Distretto di Pastdargom nella Regione di Samarkanda perché la successiva sanatoria fosse applicata a lui.

Comunque lo stesso giorno l’amministrazione del Campo di Lavoro in cui era detenuto, lo trasferì in una cella d’isolamento a Kattakurgan dopo averlo accusato di violazione del regime carcerario , accusa che come hanno riferito i Testimoni di Geova a Forum 18, era falsa. Il Tribunale di Pastgardom ha sentenziato che Turaev era colpevole e doveva scontare il resto dei suoi 4 anni di pena, non in una prigione a spazi aperti, bensì in un generale regime di Campo di Lavoro, categoria di reclusione più rigida. Questo fatto lo rese inidoneo all’amnistia.

Venne transferito circa nello stesso periodo di tempo alla prigione di Tashkent, Ahemedov, dopo essere stato pure accusato di violazione del regime carcerario, hanno detto i Testimoni di Geova a Forum 18. “ Queste azioni da parte delle autorità mirano a privare questi prigionieri della possibilità di essere amnistiati nel 2009”. Essi ricordano che una mossa simile è stata usata nel 2008 per impedire che l’allora prigioniero Khamidov potesse essere incluso nell’amnistia di quell’anno.

Khamidov fu liberato il 14 Maggio 2009 dopo avere scontato i due anni di reclusione, ma fu poi deportato nel suo Paese natale in Tajikistan il giorno successivo dopo avere visto il figlioletto di due anni per la prima volta (vedi F18News 4 Giugno 2009).

Oltre a questi detenuti a lungo termine per motivi di coscienza, le Autorità uzbeche stanno cercando sempre più di condannare a tempi superiori di 15 giorni i membri delle comunità religiose di minoranza. Diversi Protestanti e Testimoni di Geova hanno subito sentenze di questo genere quest’anno. Ultimamente due Baha hanno ricevuto una condanna di 15 giorni a Tashkent nel mese di Luglio per “resistenza a pubblici funzionari nell’espletamento del loro dovere”, mentre un Pastore e tre membri di una Chiesa Protestante registrata a Tashkent, sono stati condannati individualmente a 15 giorni di prigione in Agosto per l’accusa di avere gestito un incontro religioso “non autorizzato”. (vedi F18News 24 Settembre 2009). (FINE)

[...]



{Note a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova.net}



Stato dell'asia centrale, la Repubblica dell'Uzbekistan confina a nord con il Kazakistan, ad est con il Kirghizistan ed il Tagikistan, a sud con l'Afghanistan ed il Turkmenistan e a ovest con il Kazakistan.
La popolazione è principalmente composta da Uzbeki mentra una piccola minoranza è composta rispettivamente da russi, tagiki, coreani, kazaki, caracalpachi e tatari.
Politicamente parlando è una Repubblica dove la sovranità risiede nel popolo e il potere esecutivo viene esercitato dai cittadini eletti per un periodo di tempo determinato.
Gli abitanti sono musulmani sunniti, seguiti da una piccola minoranza di ortodossi.


I Testimoni di Geova in Uzbekistan:

In Uzbekistan la Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova non è riconosciuta legalmente.

Le autorità governative, attraverso leggi molto ferree e l'uso della forza, opprimono con repressione violenta tale organizzazione religiosa.
I Testimoni di Geova presenti nel territorio sono costretti a vivere clandestinamente la loro fede e, se scoperti, subiscono soprusi di ogni genere, comprese percosse fisiche e psicologiche oltre a interminabili detenzioni in condizioni quasi disumane.
Tutto ciò, nonostante i Testimoni di Geova professino semplicemente gli insegnamenti di Cristo Gesù esposti nella Sacra Bibbia e vivano in pacifica armonia nella comunità in cui risiedono dove praticano quotidianamente il comandamento cristiano dell'amore per il prossimo come se stessi.

In tutto il mondo, questa comunità cristiana è nota per l'assolvimento diligente del pagamento di tutte le tasse e tributi richiesti, nonché la loro sottomissione a tutte le leggi dello Stato, purché non confliggano con l'adorazione religiosa.
Purtroppo, questo governo, continua in questa attività proscrittiva quasi indisturbatamente, nonostante sia evidente che tali azioni violino palesemente i principi universalmente riconosciuti relativamente alla fondamentale libertà dell'uomo, libertà di idee, di opinione, di parola, di religione, così come sancito dagli articoli 1-3-9-18-19 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

In attesa dell'intervento risolutivo di Geova, auspichiamo che possa essere al più presto 'stabilita legalmente' (Filippesi 1:7) l'attività religiosa dei Testimoni di Geova dell'Uzbekistan



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito del "Forum18", in data 29 ottobre 2009, da parte del giornalista Mushfig Bayram e Felix Corley, Servizio Notizie del Forum 18 (www.forum18.org)

© Traduzione a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net