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Risultati clinici a medio termine nella chirurgia cardiaca dei testimoni di Geova



Pompei E., Tursi V., Guzzi G., Vendramin I., Ius F., Muzzi R., Auci E., Badano LP., Livi U. Dipartimento Cardio-Toracico, Dipartimento per la Terapia Intensiva e Anestesia italiano, “S. Maria Della Misericordia”, Clinica Universitaria, Udine, Italia.


Introduzione: Il trattamento clinico dei Testimoni di Geova rappresenta una speciale sfida per la chirurgia cardiaca. Lo scopo di questo studio è stato quello di valutare la gestione preoperatoria ed il risultato a medio termine dei Testimoni di Geova che si sono sottoposti alla chirurgia cardiaca.

Metodi: Tra il Gennaio 1990 e il Giugno 2009, 34 Testimoni di Geova (22 uomini, età media 66+/-8 anni) si sono sottoposti a chirurgia cardiaca. Le procedure chirurgiche hanno incluso 17 innesti di bypass coronarico (CABG); 3 CABG e sostituzione della valvola aortica (AVR), 1 CABG e 1 plasty valvola mitrale (MVP), 6 AVR, 1 Re membrana sezione subaortica, 2 sostituzioni di valvola mitrale (MVR) e 2 MVP, 1 sostituzione di una valvola mitroaortica ed 1 rimozione cardiaca di un corpo estraneo. Ci sono stati 4 interventi urgenti; 14 pazienti hanno avuto NYHA classe II/III. Sedici pazienti hanno ricevuto eritropoietina preoperatoria. L’emoglobina valutata era 14,2 +/- 1,4 g/dl.

Risultati: Il tempo di circolazione extracorporea era 127 +/- 66 minuti, il bloccaggio attraverso l’aortica 84 +/- 45 minuti. L’emoglobina valutata 24 ore dopo l’intervento era 11,2 +/- 1,7 g/dl, l’ematocrito 34,1 +/- 5,2%. Non si è reso necessario alcun nuovo intervento chirurgico per emorragia. Il soggiorno nell’unità di terapia intensiva è stato di 2,3 +/- 4,3 giorni, il soggiorno ospedaliero 12,3 +/- 10,4 giorni; non c’è stata mortalità ospedaliera. A livello post-operatorio, l’eritropoietina è stata somministrata a 19 pazienti. Successivamente è stata somministrata nel 10% dei casi. Un altro intervento si è reso necessario 8 anni dopo soltanto nel caso di un unico paziente per la degenerazione della bioprotesi mitrale; detto paziente morì 8 mesi più tardi. Tutti gli altri pazienti sono sopravvissuti 59 +/- 60 mesi dopo l’intervento; attualmente la sopravvivenza è del 100/% e dell’ 80% rispettivamente a 5 e 10 anni, rispettivamente.

Conclusione: Nella nostra limitata esperienza, sia i precedenti risultati chirurgici, che quelli più recenti, sono soddisfacenti. L’appropriata gestione preoperatoria, l’ottimizzazione dei valori hb, le precauzioni intraoperatorie per ridurre il rischio di emorragia e di perdita totale di sangue durante il ricovero, sono gli obiettivi da raggiungere per poter ottenere questi risultati.



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito "NCBI PubMed", nel mese di novembre 2009 con i seguenti riferimenti: J Cardiovasc Med (Hagerstown). 2009 Nov 19. (http://www.ncbi.nlm.nih.gov)

© Traduzione a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net