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I Testimoni di Geova ad Haiti



A tutti i lettori

La Redazione CristianiTestimonidiGeova .net informa i lettori che le informazioni costantemente inserite in questa rubrica hanno come fonte primaria dei blog, siti web o e-mail, presenti nel web o messe a disposizione della redazione da fratelli.
Tale premessa associata alle difficoltà di poter ricevere informazioni dirette e/o accurate per via degli scarsi mezzi di comunicazione attualmente disponibili ad Haiti, evidenzia quanto queste informazioni debbano essere prese con cautela e la possibilità che possano essere smentite o modificate nel corso del tempo.

Si riscontra comunque la necessità di mettere a disposizione dei lettori ogni tipo di informazione atta a far luce sulla condizione attuale dei Testimoni di Geova nel paese e degli sviluppi riguardanti il sistema di aiuti che è stato messo in moto dall'organizzazione.

Ricordiamo inoltre che le notizie ufficiali trasmesse ai media dall'Ufficio delle Pubbliche Relazioni dei Testimoni di Geova, verranno puntualmente tradotte e pubblicate nella sezione "News", rubrica "Organizzazione & Predicazione".

La Redazione




Gli avvenimenti


Martedì 12 gennaio 2019, alle ore 16:53 (22:53 ore italiane) un terremoto di magnitudo 7.0 ha colpito Haiti e la sua capitale, Port-au-Prince, andando a colpire circa 3,5 milioni di persone, oltre un terzo della popolazione totale del Paese. La città è isolata, i telefoni non funzionano, tv e radio non trasmettono più, c'è solo qualche contatto di fortuna via internet. La maggior parte degli edifici, compresi gli ospedali, sono crollati e le condizioni sanitarie ed igieniche sono sempre più drammatiche per l'alto numero dei decessi. L'acqua e il cibo scarseggiano.




L'intero mondo si sta muovendo per aiutare nel minor tempo possibile tutti gli abitanti di Haiti ma vista la situazione attuale il tutto risulta molto difficile e richiede tempo. Anche l'organizzazione Cristiana dei Testimoni di Geova si sta muovendo per portare aiuto pratico ai testimoni di Geova locali e a tutti quelli che ne avessero necessità.

Di seguito pubblicheremo costantemente le informazioni reperite, in merito alla situazione dei testimoni di Geova locali, ed eventuali aggiornamenti riguardanti ciò che si sta facendo per risolvere la drammatica situazione che li sta affliggendo.


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14 gennaio 2010 - Terremoto ad Haiti


Un devastante terremoto si è abbattuto ad Haiti il 12 Gennaio 2010, la sede mondiale dei Testimoni di Geova a Brooklyn si sta attivamente adoperando per organizzare i soccorsi ed aiutare chi è nel bisogno.

Leggi il comunicato ufficiale


15 gennaio 2010 - Il terremoto lascia dietro di se vite distrutte, futuri perduti


La sensazione qui, è l’impotenza. Non c'è nessuno arrabbiato per ciò che è stato più di un semplice terremoto, nessuno a sfogare frustrazione politica. Oggi ad Haiti, la miseria non fa discriminazioni. Ognuno ha sofferto allo stesso modo - quelli che trascorrevano le loro giornate negli uffici dei piani attici delle Nazioni Unite, quelli che vivevano nelle baracche di cemento in collina - quando la Terra ha richiesto le loro vite con una altrettanto fatale scrollata di spalle.

Ora, con le forze di polizia ridotte, con gli ospedali distrutti ed il sindaco di cui è corsa voce che stia vagando per la città o che sia andato via, a chi può rivolgersi la gente maggiormente impoverita, per un aiuto? Per cominciare, a chiunque parli o sembri straniero.

Stevenson Belgrade, un meccanico di auto di 22 anni, con un esitante ma continuo Inglese, ha chiesto ad un team della Stampa Associata, l'acqua, le medicine e i guanti di lattice per 40 famiglie accalcate in una sala dei Testimoni di Geova. Ha spiegato che qualcuno era giunto al mattino e aveva gettato due corpi di fronte alla loro porta. Ha continuato con varie spiegazioni, in realtà senza smettere anche quando la conversazione era finita, dicendo che lì non c’erano provviste, solo alcuni guanti di lattice da offrire.

"Quando posso tornare per l’aiuto?" ha chiesto, abbassando lievemente la sua voce fino ad un sussurro. "Siamo distrutti".
Carrefour non è stata sempre così. Il suo nome significa "bivio", e questa comunità alla periferia di Port-au-Prince, ha trascorso pienamente la travagliata storia di Haiti.
La città, così chiamata perché era qui che le strade di una dozzina di villaggi di piantagioni di riso si incontravano vicino al mare, una volta era un quartiere verdeggiante, ha detto Michael-Ange Ferdinand, giornalista della rivista di città "Lo Sviluppo di Haiti".
I crocevia sono una parte essenziale della vita ad Haiti, dove le popolazioni sono sparse su un terreno montagnoso e quasi tutti vanno a piedi. Nel Voodoo, il signore dei crocevia è di solito il primo spirito invocato per far posto ad altri, le sue intersezioni uniscono il passato e il futuro, le cose visibili e invisibili.

Quel senso di connettività, e la sua posizione a solo pochi chilometri dalla capitale lungo la strada, l’ha resa una delle mete preferite degli artisti e dei circoli sociali Eleganti dell'epoca della dittatura di Duvalier.
Ma la sovrappopolazione e la cattiva gestione hanno inquinato il suo popolare Riviere Froid, hanno abbattuto gli alberi per il carburante e lo spazio, e hanno trasformato quella che una volta era una comunità giardino, in un polveroso sobborgo degradato di negozi di cemento e di torri basse.

Poi, nel giro di pochi istanti, il terremoto di questa settimana ha creato qualcosa di molto peggio: un opprimente senso di vuoto, di frustrazione e di un futuro perduto. Il sisma ha fatto di circa 100 scuole dei crateri, ha aperto gli ospedali con le crepe e ha rovesciato l'ufficio del sindaco, richiedendo approssimativamente le vite di 6.000 dei circa 900.000 che vivevano a Carrefour, secondo le stime del dipartimento locale di protezione civile.

Venerdì, quando i corpi sono stati gettati nei camion e condotti nelle periferie della città per essere bruciati, i residenti si sono dipinti con dentifricio intorno al proprio naso e mendicavano ai passanti le mascherine chirurgiche per ridurre l'odore dei morti.
"Se il governo ancora esiste e le Nazioni Unite sono nei pressi, spero che ci possano aiutare a portare fuori i corpi", ha detto Pierre Sherine, uno studente di comunicazioni di 21 anni a cui è morta la sorella quando è crollata la casa di lei.
Tra le strutture distrutte c’è stato l'Istituto Catherine Flon, un gruppo di tre-quattro scuole di storia, frequentate da migliaia di studenti in turni diversi.

Quando il terremoto ha colpito, l’insegnante di fisica Leslie Lafond stava scendendo lentamente le scale con il suo bastone dopo la sua lezione delle ore 3 p.m. Improvvisamente la torre al centro della scuola si è schiantata al suolo, portando con sé metà della torre posteriore. Coloro che sono qui stimano che all’interno siano morte 250 persone.
Nei giorni seguenti, il personale non ha visto vigili del fuoco, nessun soldato, nessun aiuto. Un lavoratore della città ha portato un generatore di luce della polizia per illuminare le macerie, dove Venerdì le gambe di uno studente che ancora resisteva si agitavano in aria.

Un elicottero militare USA ha sorvolato, e le donne gli hanno gridato: "Qui! Qui! Abbiamo bisogno di aiuto!"
Lafond, di 52 anni, in lacrime ha ricordato i suoi studenti, ora tutti morti. Un collega, Pierre Parnel, un docente di storia che egli sostiene fosse una roccia della comunità, anche lui è morto. "Era una persona molto importante per questa comunità", ha detto Lafond. "Ci vorranno circa 50 anni solo per costruire di nuovo". C'è anche una sensazione di surreale.

I pazienti che attendevano il primo soccorso di fronte ad un ospedale parzialmente disintegrato di Carrefour così come un uomo che correva in giro con un megafono urlando, "Tutte le cure sono gratis! Non dare soldi a nessuno!"
All'interno, un team di Medici Senza Frontiere ha visitato una donna incinta, Celine Gelsaint. Lei c’era dal giorno che il sisma ha colpito, ma non ha partorito, e da allora il suo bambino ha rotto la placenta ed è morto. Morirà, anche lei, hanno detto, se non le verrà praticato un taglio cesareo di emergenza che al momento nessuno in città è in grado di eseguire. La levatrice ha potuto solo vegliare su di lei mentre le veniva praticata una fleboclisi.

"Questo ospedale, potremmo riallestirlo", ha detto Hans van Dillen, direttore territoriale di Medici Senza Frontiere dell’Olanda. "Non hanno nulla, ma se riuscissimo a portare materiali e personale, potremmo averlo in piedi ed operativo in un paio di ore".
Per le strade, c'è la paura di ciò che potrebbe accadere, anche tra le forze di polizia. Johnny Simplice, un 26enne che ha seguito migliaia di altre reclute al riformatorio di Polizia Nazionale di Haiti nel corso dell'anno passato, ha spostato il calcio del fucile nella sporcizia.

"Ogni cosa non è OK qui. Le persone sono state saccheggiate dopo il terremoto – dai ragazzi che sono evasi dal carcere", ha detto. "Il loro obiettivo è quello di annullare la polizia". Egli spera di poter fare di più per il suo popolo sempre più afflitto, che è venuto per vedere la polizia come un segno di speranza e di sicurezza invece degli aggressori del passato. Ma il terremoto ha reso ciò impossibile. "Molti della polizia sono morti. Non ne abbiamo a sufficienza per lavorare", ha detto.


16 gennaio 2010 - Dalla Repubblica Domenicana


I camion carichi di beni di prima necessità e medicinali inviati da Santo Domingo ad Haiti, sono stati ricevuti dalla Betel di Haiti.
Il viaggio è stato difficoltoso per via della situazione che permea le strade e delle continue scosse di assestamento che avvengono.
Tutto il cibo inviato, viene raccolto presso la Sala delle Assemblee di Haiti a Santo, vicino a Port-au-Prince, disponendo anche di una cucina per poterlo eventualmente cucinare.
La società, è alla ricerca di fratelli con competenze in campo medico da inviare ad Haiti così da poter contribuire a curare le migliaia di feriti presenti sul territorio.


16 gennaio 2010 - Dalla Repubblica Domenicana




Fino ad ora siamo a conoscenza di circa 60 fratelli deceduti per via del territorio e molti fratelli feriti, sono rimasti senza casa. Per fornire le prime cure abbiamo adibito una Sala del Regno rimasta in piedi, a ospedale.
Siamo riusciti a fornire a circa 400 famiglie acqua e cibo, ma c'è ancora tanto da fare e ci stiamo impegnando il più possibile.
Il livello di distruzione è incredibile e molti si ritrovano a seppellire i loro cari, c'è comunque grande preoccupazione per le malattie perché molte persone giacciono morte ai bordi delle strade.


17 gennaio 2010 - I primi soccorsi inviati ad Haiti


I Testimoni di Geova inviano prontamente beni di prima necessità agli abitanti di Haiti duramente colpiti dal terremoto.

Vedi la fotogallery


18 gennaio 2010 - Dalla Repubblica Domenicana


Presso la città di Santo Domingo si è tenuta un'assemblea speciale a cui sono stati collegati via satellite cinque posti differenti ed il programma è stato così trasmesso in cinque lingue (spagnolo, lingua americana dei segni, creolo haitiano, cinese e inglese) la quale ha avuto un massimo di circa 65.000 presenti.
Il programma prevedeva aggiornamenti sulla situazione ad Haiti e si è segnalato il decesso di circa 100 fratelli e visto l'alto numero di dispersi, il bilancio andrà inevitabilmente a peggiorare. Il terremoto ha colpito circa 10.000 fratelli, secondo la filiale haitiana.
Alcune Sale del Regno che non sono state distrutte dal terremoto ospitano da 300 a 500 rifugiati ciascuna.
Dalla Repubblica Dominicana già da mercoledì scorso fratelli medici e infermieri sono andati a Porto Principe o a Jimaní (la località di frontiera che si trova vicino a noi) e i loro racconti in merito alla situazione che si trovano davanti, è alquanto agghiacciante.
Nonostante l'invio degli aiuti risulti difficoltoso per via della violenza che permea le strade di Haiti, la quale nasce della disperazione, la filiale dei Testimoni di Geova è riuscita ad inviare diverse tonnellate di cibo e di medicinali.
Continuano tutti a pregare per questi fratelli.


18 gennaio 2010 - Procedono bene gli sforzi di soccorso dei Testimoni ad Haiti


I Testimoni di Geova stanno attivamente fornendo assistenza locale ed internazionale alle vittime dell’enorme terremoto che ha colpito Haiti.

Leggi il comunicato ufficiale


19 gennaio 2010 - Continuano i soccorsi


I fratelli di Gonaïves ci stanno aiutando, hanno comprato più cibo possibile e ce l'hanno inviato e si va a sommare alle tonnellate di cibo che ci stanno giungendo dalla Società, ma la difficoltà maggiore sta nel poter fornire d'acqua potabile i fratelli sparsi per il territorio. Noi alla Betel disponiamo di acqua potabile, ma non abbiamo i mezzi per farla arrivare ai fratelli. Un fratello che lavora all'impianto di depurazione di St. Marc, ha riempito una cisterna e l'ha fatta arrivare fino a qui.
Fino ad ora abbiamo distribuito 35.000 pasti facendo dei kit con all'interno cibo per quattro persone, oltre al cibo inseriamo una guida di soccorso per fornire semplici istruzioni per poter rimanere in salute, come ad esempio far bollire l'acqua prima dell'uso, i trattamenti con la candeggina, lavarsi le mani ecc..
Il nostro centro di soccorso medico è pieno e continuano ad arrivare persone bisognose, i casi non trattati per mancanza di medicinali peggiorano e le ferite rischiano le infezioni. Attualmente disponiamo anche di 9 medici e 14 infermieri Testimoni di Geova che girano per Haiti offrendo il loro aiuto ai bisognosi.


22 gennaio 2010 - Anche i bambini dimostrano la loro generosità




Sono arrivati a Barahona con ambulanze di fortuna i primi fratelli haitiani vittime del terremoto, che hanno subito varie operazioni, alcuni sono già stati dimessi, altri sono ancora in ospedale.
Ross Clyde, un bambino di 11 anni (n.d.r. vedi la fotogallery I primi soccorsi inviati ad Haiti) ha una frattura pelvica che stava provocando un’emorragia interna per fortuna si è stabilizzato. La sua era una famiglia di quattro persone e ne sono rimaste due. Suo padre, anziano di congregazione e nella verità da 22 anni, ha perso la moglie, un figlio e tutto ciò che aveva materialmente. Ross Clyde non si lamenta mai, ha ricevuto diverse cose da mangiare e le ha messe da parte per mandarle ai fratelli che al momento sono ospitati nella Sala del Regno (fra loro la più giovane ha 21 anni e la più anziana 78; tutti con diverse fratture e ferite). Come sempre, c’è da pregare molto.


23 gennaio 2010 - Lo studio personale rimane un aspetto importante


Intervistato un fratello di Haiti dalla CNN - video

Tutti i missionari e pionieri speciali hanno scelto di rimanere ad Haiti per aiutare i fratelli, l'edificio della Betel non ha subito danni; Quando fu costruito molti vicini dicevano che si stava usando troppo ferro e cemento per questo edificio ... meno male che è stato progettato e costruito così. Presso la Sala delle Assemblee solo un muro è crollato ma non era di quelli portanti, quindi la si sta usando come centro dei soccorsi.


25 gennaio 2010 - Da Haiti


Negli "Ospedali" non c'è più nessuno in pericolo di vita, anche se probabilmente arriveranno altri casi gravi. La Betel di Santo Domingo invia i medicinali richiesti dai fratelli, ad esempio invierà il prima possibile l’Eritropoietina per Ross Clyde (un bambino di 11 anni ricoverato per una frattura pelvica con emorragia).
Alcuni malati non sono ancora guariti del tutto e si trovano in una condizione di shock per via di quanto hanno dovuto passare e per quanto hanno dovuto attendere prima di ricevere aiuto, visto l'alto numero di malati.
Alcuni missionari, salvati dalle macerie, si sono dati subito da fare ed hanno aiutato negli scavi e nelle ricerche, purtroppo alcuni hanno visto morire fratelli e sorelle, come ad esempio la madre di Ross Clyde (il bambino citato prima) e il suo fratellino di soli cinque anni.
Continua ad essere inviata molta acqua potabile, che però è contenuta in grandi recipienti e cisterne e quindi è difficile distribuirla, per fortuna c'è una fabbrica che prepara l'acqua in piccoli sacchetti ed i fratelli la acquistano direttamente da li (n.d.r. vedi vedi fotogallery).


26 gennaio 2010 - Da Haiti


Il sorvegliante di circoscrizione visita tutti i fratelli ricoverati e tiene mini adunanze in spagnolo che vengono tradotte in creolo da un altro fratello. I fratelli cercano di portare dei piccole regali ai bambini così da alleviare le loro sofferenze ed ogni tanto collaborano con i dottori cercando di tener fermi i bambini mentre vengono curati, i quali si dimenano per il dolore o la paura che gli vengano ancora amputati parti del corpo.
Le stanze degli "ospedali" continuano ad esser affollate ed i mezzi di soccorso scarsi.
Dei fratelli crediamo tedeschi hanno montato un ospedale da campo a Jimaní, e stanno arrivando sempre nuove persone da ricoverare.


28 gennaio 2010 - Gli sforzi dei testimoni nel soccorso ad haiti continuano


Continuano le operazioni di soccorso da parte dei testimoni di Geova per fornire assistenza agli abitanti di Haiti duramente colpiti dal terremoto.

Leggi il comunicato ufficiale [con mini galley]


2 febbraio 2010 - Resoconto ufficiale


Resoconto ufficiale sulla situazione presente ad Haiti aggiornata al 20 gennaio 2010

Leggi il comunicato ufficiale










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Molti lettori si chiederanno perché Dio permetta queste e molte altre sofferenze che ogni giorno affliggono l'umanità e perché innocenti bambini debbano soffrire così tanto. E' possibile trovare delle risposte? E' consolante sapere che la Bibbia dà risposta a questa ed altre domande. La Redazione CristianitestimonidiGeova .net consiglia la lettura, sul Sito Ufficiale dei testimoni di Geova, del seguente articolo : Dio è responsabile dei disastri naturali?





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