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L'utilità del coma farmacologico come terapia di recupero postoperatoria in un paziente Testimone di Geova in pericolo di vita per anemia



Wang SW, Badami CD, Deitch EA.
Università di Medicina e di Odontoiatria del New Jersey, New Jersey Medical School, Newark, New Jersey 07101, USA.


La gestione del paziente che rifiuta i prodotti a base di sangue per motivi religiosi pone problemi etici e clinici, in particolare quando il grado di anemia pone la vita in pericolo. In questa relazione, presentiamo il caso di un Testimone di Geova di 52 anni con anemia falciforme, in cui lui e la sua famiglia hanno rifiutato i prodotti del sangue nel trattamento della grave anemia associata ad acidosi profonda e progressiva, ad un acuto indebolimento renale oligurico, ed a instabilità emodinamica.

I tentativi effettuati durante i primi 3 giorni di degenza per stabilizzare il paziente con terapie standard atte a supportare l'erogazione di ossigeno, così come l'utilizzo di sedazione, del controllo del dolore, del controllo della temperatura, del blocco neuromuscolare, e della ventilazione meccanica atta a ridurre la domanda di ossigeno, non hanno avuto successo.
Così, dato che il consumo di ossigeno da parte del cervello rappresenta circa il 20 per cento del fabbisogno di ossigeno dell’intero corpo, e dato che l'azione primaria del pentobarbital è equiparabile ad un depressivo del sistema nervoso centrale, è stata avviata l'induzione del coma da pentobarbital per ridurre il consumo di ossigeno da parte del cervello.
L’introduzione del pentobarbital al 3° giorno di degenza, è stata sufficiente a stabilizzare fortemente il deterioramento dello stato metabolico del paziente e, infine, è stata associata alla sua sopravvivenza.

Quindi, possiamo concludere che vi sia una funzione potenziale del coma farmacologico in pazienti Testimoni di Geova che rifiutano le trasfusioni di sangue e che stanno morendo per anemia, quando le altre modalità di supporto non sono sufficienti.



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito "NCBI PubMed", nel mese di dicembre 2009 con i seguenti riferimenti: Am Surg. 2009 Dec;75(12):1175-8.

© Traduzione a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net