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Testimoni di Geova hanno indossato la tuta a Talcahuano e hanno aiutato nei lavori di ricostruzione della città

Chiesa ha eretto abitazioni per 180 famiglie del porto



Hanno una meta importante e stanno facendo l'impossibile per compierla. Devono costruire 30 abitazioni in tutto e ripararne 150 perchè la comunità dei Testimoni di Geova di Talcahuano colpita dal terremoto e dal successivo tsunami abbia un luogo dignitoso dove passare l'inverno.

I volontari si organizzarono gruppi e si sparsero per il porto per dare una mano ai loro fratelli. Con pale, picconi e martelli fanno il lavoro completo di ricostruzione. Aiutano a demolire, puliscono il terreno, prendono le misure e completano le casette, le quali sono belle grandi perchè la più piccola misura 43 metri quadri, dispone di bagno, cucina ed è completamente tappezzata.

"Sono molto riconoscente per l'aiuto che mi hanno offerto. Siamo una famiglia di tre persone e siamo rimasti in strada dopo la tragedia, perchè la nostra casa è crollata. Siamo vissuti una settimana in tende e e ancora siamo fermi a questo punto. Ma andiamo avanti. E' piacevole vedere che la nostra gente ci ha sostenuto in ogni momento. Ci hanno rifornito di acqua, viveri, e ora questo. Rafforza la fede" affermò Juan Troncoso, beneficiato.

“A questa casa potrò fari tre camere e un “living”. Non avrò problemi con il freddo”, ha aggiunto.

Da tutte le parti

Gli "operai" della comunità raccontarono che dal 1 marzo stanno realizzando opere umanitarie e secondo le loro parole è stato gratificante apportare un granello di sabbia per alleviare la sofferenza di tanta gente.

José Miguel Valdés, uno dei coordinatori del campo sottolineò che ad oggi ci sono circa 150 giovani che collaborano. "In un fine settimana sono arrivati più di mille volontari. Hanno viaggiato da tutte le parti. Da Arica, Puerto Montt. Perfino da Argentina e Stati Uniti, veramente mi sento orgoglioso perchè abbiamo realizzato un'opera molto importante" indicò.

Rispetto alle case edificate, indicò che sono state fatte solo con tanto cuore. "Io sono tecnico in costruzioni e ho esperienza nel campo, ma gli altri non ne sanno molto. Hanno partecipato a lavori nei propri luoghi di culto, ma questo è differente, notò.

Aggiunse che la permanenza dei religiosi è indefinita, perchè rimangono molti lavori da svolgere. "Bisogna aiutare le persone che soffrono, e rafforzarle spiritualmente" ha detto.



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito La Estrella, in data 21 Aprile 2010, sezione Cronaca (www.estrellaconce.cl)

© Traduzione a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net