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Alcuni tribunali locali della Russia difendono le libertà fondamentali





CHEREPOVETS, Russia – Tutti i 25 procedimenti amministrativi intentati dal 24 maggio 2010 contro i Testimoni di Geova di Cherepovets, Regione di Vologda, si sono conclusi con un non luogo a procedere. I tentativi di avviare dei procedimenti penali contro il presidente dell’Organizzazione Religiosa Locale in base all’Articolo 282 del Codice penale, “Incitamento all’Odio o all'Ostilità, sono stati rigettati per due volte.

Tutto è iniziato quando alcuni giornali locali hanno pubblicato un’ondata di articoli atti a screditare le credenze dei Testimoni di Geova. Tuttavia, il Centro per la Lotta all’Estremismo della Regione di Vologda (CCE) ha stabilito che la diffusione degli articoli pubblicati non costituiva una minaccia, ma lo erano i pacifici ministri religiosi.

Il 26 febbraio 2010 due Testimoni di Geova, Zinaida Zolotareva e Militina Churbanova, ambedue 72enni, sono state arrestate per aver distribuito un opuscolo circa l’oppressione religiosa. Dopo essere state interrogate per sei ore presso il Centro per la Lotta all’Estremismo, hanno subito una perquisizione, la confisca della letteratura, e nei loro riguardi sono stati avviati procedimenti di violazione amministrativa per “aver molestato costantemente dei cittadini come parte di una campagna religiosa”. Tuttavia, in un secondo tempo, il giudice ha trovato le accuse prive di fondamento e non ha dato corso ad entrambi i procedimenti.

Il 28 febbraio 2010, mentre stava guidando verso casa sua, Nikolay Chursanov, vice-presidente dell’Organizzazione Religiosa Locale dei Testimoni di Geova, è stato fermato da un agente della polizia stradale. Poi, gli agenti del CCE, guidati dal Capo Divisione Roman Rystakov, hanno circondato e perquisito la sua auto. La Bibbia personale di Chursanov, altri libri e documenti relativi alla sua attività religiosa gli sono stati confiscati. E’ stato interrogato fino a tarda notte. Malgrado le pressioni esercitate in tal senso del Vice-Procuratore della città, alla fine, gli agenti, non avendo trovato nessun elemento per giustificare l'avvio di un procedimento penale nei suoi confronti, hanno rifiutato questo secondo tentativo di incriminazione nei confronti di Chursanov.

Nel corso del marzo 2010, gli agenti del CCE hanno convocato mediante citazioni circa 50 cittadini sospettati di essere i Testimoni di Geova per interrogarli. Ma i Testimoni hanno invocato i loro diritti costituzionali e rifiutato di rispondere a qualunque domanda di tipo personale. Così, quattro agenti del CCE li hanno minacciati che, a motivo del loro rifiuto di collaborare, sarebbero stati accusati di ostacolare il corso della giustizia, ed hanno anche avviato i procedimenti per responsabilità amministrativa contro 23 Testimoni. Ciononostante, i giudici non hanno dato luogo a procedere, reputando illegittime le richieste della polizia.

“Ci siamo presentati con fiducia in tribunale perché la nostra coscienza è pulita”, dice Nikolay Chursanov. “Tentativi come questi di accomunare dei pacifici cittadini a degli estremisti ci sconcertano parecchio. Le manovre fatte per fermare l’attività legale dei Testimoni di Geova servendosi di ogni mezzo possibile si sono rivelate infruttuose e le accuse prive di fondamento. Spero che altre violazioni dei diritti dei Testimoni divengano oggetto di investigazione e che gli autori saranno richiamati ad una maggiore osservanza della giustizia”.



fonte

Questo articolo è stato pubblicato ed aggiornato sul sito ufficiale delle Pubbliche Relazioni dei Testimoni di Geova, www.jw-media.org, in data 25 giugno 2010

© Traduzione a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net