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Uno studioso afferma che Gesù non è morto sulla croce



Un penitente viene inchiodato a una croce di legno per evidenziare
la morte di Gesù Cristo nel Venerdì Santo nella città di Pampanga, Filippine


Uno studioso ha affermato che Gesù non può essere morto inchiodato ad una croce perché non ci sono evidenze che i romani crocifiggessero i prigionieri 2000 anni fa.

La leggenda della sua esecuzione è basata sulle tradizioni della Chiesa cristiana e delle illustrazioni artistiche piuttosto che sui testi antichi, secondo il teologo Gunnar Samuelsson.

Egli afferma che la Bibbia è stata travisata, perché non ci sono espliciti riferimenti all’uso di chiodi o della crocifissione, solo che Gesù fu caricato di uno “staurus” verso il Calvario che non è necessariamente una croce ma può anche significare un “palo”.

Il signor Samuelsson, che ha scritto una tesi di 400 pagine, dopo aver studiato i testi originali, dice: “Il problema è che le descrizioni della crocifissione sono assenti in maniera rimarchevole nella letteratura antica”

“Le fonti da cui ci si aspetterebbe di trovare supporto per stabilire la comprensione dell’evento, in realtà non dicono nulla”

L’antica letteratura greca, latina ed ebraica, da Omero fino al I secolo A.C. descrive un’arsenale di punizioni ma non menziona “croci” o “crocifissioni”.

Il sig. Samuelsson, dell’Università di Ghothenburg, dice: “Conseguentemente, la comprensione contemporanea della crocifissione come una punizione manca drasticamente di qualcosa”

“E cosa ancora più intrigante è che lo stesso può essere concluso circa i resoconti della crocifissione di Gesù. Il Nuovo Testamento non dice tanto quanto a noi piacerebbe credere”.

Qualsiasi evidenza che Gesù fu lasciato morire dopo essere stato inchiodato ad una croce scarseggia in maniera sorprendente, oltre che nella Bibbia, anche nell’antica letteratura sia pre-cristiana che extra-biblica.

Il sig. Samuelsson, egli stesso un cristiano impegnato, ammette che è più facile reagire alle sue affermazioni emotivamente che logicamente. Dichiara che i testi attuali non descrivono come Cristo fu legato allo strumento di esecuzione.

Dice: “questo è il cuore del problema. Il testo delle narrazioni sulla passione non contengono ricche ed esatte informazioni, come certe volte noi cristiani vorremmo che fossero.

Il sig. Samuelsson ha detto: “se state ricercando testi che descrivano l’atto di inchiodare persone a una croce non troverete affatto attinenza nei Vangeli”

Molta letteratura contemporanea, inclusi i resoconti latini, usa la stessa vaga terminologia.

Neppure la parola latina crux si riferisce automaticamente a una croce mentre patibulum si riferisce alla trave traversale. Entrambe le parole sono usate in un senso più vasto.

Il sig. Samuelsson ha detto: “Che un uomo di nome Gesù sia esistito in quella parte del mondo e in quel periodo è ben documentato. Anzi, ha lasciato una buona impronta nella letteratura dell’epoca.

“Io ci credo che l’uomo menzionato sia il figlio di Dio. Il mio non è un suggerimento cosicché i Cristiani rigettino o dubitino del testo biblico.

"Il mio suggerimento è che dovremmo leggere il testo così com’è, non come noi crediamo che sia. Noi dovremmo leggere le righe, non fra le righe. Il testo della Bibbia è sufficiente. Non abbiamo bisogno di aggiungere nulla."



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito Telegraph, in data 23 Giugno 2010, rubrica Religion (www.telegraph.co.uk)

© Traduzione a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net