Benvenuto Ospite
 username
 password
Vuoi essere sempre aggiornato?

Sottoscrivi la nostra Newsletter!
Prima Pagina
Scopo del sito
Notizie dal Mondo
L'Editoriale
Aneddoti ed aforismi
Letture e filmati consigliati
Gallerie fotografiche
Privacy
Per avere risposta alle domande poste con maggiore frequenza leggi le nostre FAQ e lo scopo del sito.
Se non trovi la risposta alla domanda che cercavi proponila alla redazione.

Site purpose in
English.
Elenco di siti partner e di siti consigliati dalla redazione di Cristiani Testimoni di Geova.net.

Vai alla pagina dei Links.
Pagine Viste
Pigine Viste
 
 


L’Azerbaigian non si attiene alla norma europea per gli obiettori di coscienza





BAKU (Azerbaijan) – Sebbene pronto e disposto a svolgere un servizio civile che non è sotto il controllo militare, il 22enne Farid Mammadov è stato condannato per evasione del servizio militare dal Tribunale del Distretto di Nizami. Il 16 luglio 2010, il Tribunale ha condannato Mammadov a nove mesi di reclusione ai sensi dell'articolo 321,1 del Codice Penale, anche se aveva il motivo legittimo di rifiutare a causa della sua obiezione di coscienza a portare le armi e arruolarsi nelle forze armate.

La Costituzione della Repubblica dell'Azerbaijgian prevede chiaramente nell'articolo 76,2: "Se le credenze dei cittadini sono in conflitto con l'attuale servizio militare, nei casi previsti dalla legge, è consentito che l’effettivo servizio militare venga sostituito con un servizio alternativo." Oltre a ciò, al paragrafo 14 della relazione n. 222, in data 28 giugno 2000, l'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa, cita una lettera del Presidente della Repubblica dell'Azerbaigian, il Presidente del parlamento, e altri principali funzionari a livello nazionale, nella quale l’Azerbaigian avocava a sè la responsabilità di far entrare in vigore entro due anni una legge sul servizio civile conforme alle norme europee e, nel frattempo, non imprigionare gli obiettori di coscienza. Ora, dieci anni dopo, e nonostante le ripetute ammonizioni del Consiglio d'Europa di varare una legislazione che consentirebbe agli obiettori di coscienza di esercitare il loro diritto a servizi alternativi nell'ambito della Costituzione e delle leggi internazionali sui diritti umani, la Repubblica dell’Azerbaijian non è riuscita a farlo. Purtroppo, l'Azerbaigian continua a ignorare il suo impegno a conformarsi alle "norme europee".

Sebbene deluso dal verdetto del tribunale di primo grado, Farid Mammadov mantiene una veduta positiva. Ha detto: “Ho ancora speranza che le corti supreme in Azerbaigian riconosceranno il mio credo religioso e saranno d’accordo sul fatto che l’istanza per il servizio alternativo è una richiesta fondata. Non sono un criminale”. E’ interessante notare che il giudice del tribunale ha dichiarato, nella sua sentenza, che la condanna detentiva non sarà attuata fino a quando il verdetto è in stato di "fermo esecutivo", ciò significa che Farid Mammadov rimane libero mentre si predispone per la Corte d'Appello di Baku. La Repubblica dell'Azerbaigian avrà così un'altra occasione per onorare il suo impegno giuridico al Consiglio d'Europa e graziare Farid Mammadov fino a quando non verrà varato un vero e proprio servizio civile alternativo. Il tempo ci dirà se il paese è pronto a cogliere l'opportunità.


Informazioni di contatto:
In Belgio: Associazione europea dei cristiani Testimoni di Geova, Telefono: +32 2 782 0015
In Gran Bretagna: Associazione europea dei cristiani Testimoni di Geova , Telefono: +44 208 906 2211
Negli Stati Uniti: Brown JR, Ufficio Relazioni Pubbliche, Telefono: +718 560 5600
Gregory Allen, Direttore Affari Legali, Telefono: +845 306 0711




fonte

Questo articolo è stato pubblicato ed aggiornato sul sito ufficiale delle Pubbliche Relazioni dei Testimoni di Geova, www.jw-media.org, in data 3 agosto 2010

© Traduzione a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net