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Ventimila Testimoni di Geova bussano alla porta dell'Olimpico

Religione Nello stadio l'assemblea di distretto. Oggi i cento battesimi Tra canti e riflessioni spazio anche a uno spettacolo teatrale
La musica, soave, si sente a un chilometro di distanza




Come fosse un richiamo. È un cantico che sembra allungarsi lungo i viali delle Olimpiadi e dei Gladiatori, le arterie che portano all'Olimpico. Lì, dentro allo stadio, ventimila Testimoni di Geova sono in piedi con una piccola Bibbia in mano, cercando di spingersi in alto, per avvicinarsi a Dio. È il loro raduno. Un'assemblea di distretto, a cui sono accorsi tutti i fedeli del Lazio e dell'Umbria, incentrata sul tema «Rimaniamo vicini a Geova».

Saranno lì anche oggi e domani, quando si chiuderanno i lavori. I Testimoni, nei giorni scorsi, si sono divisi in gruppi di volontari per ripulire uno per uno i seggiolini dello stadio, montare i palchi, le luci, l'impianto audio e preparare l'accoglienza. Ora pregano. Cantano. Affrontano i temi sociali per eccellenza - famiglia, lavoro, istruzione - cercando le risposte per avvicinarsi a Geova. Gli oratori hanno iniziato la preparazione per i discorsi mesi fa e oggi affrontano argomenti, come i rapporti in famiglia o la tecnologia. In tre giorni ci saranno trenta discorsi e cinque simposi. È possibile far convivere ragione e fede?, è l'interrogativo principale di quest'anno in assemblea.

Oggi sarà la giornata più importante per i «nuovi» Testimoni. Cento di loro si immergeranno con tutta la testa nella piscina, posizionata sulla pista ciclabile dello stadio, per il battesimo. Sarà una festa per tutti, dicono i fedeli che rifletteranno anche sull'atteggiamento da tenere in un mondo dove regna ingiustizia, avidità e violenza: «È possibile proteggere la propria spiritualità e la propria relazione con Dio? Cerchiamo risposte a queste domande». Domenica, durante l'ultima giornata di assemblea i Testimoni ragioneranno sull'esistenza di Dio, se ha mai comunicato con l'umanità e in che modo. Nel pomeriggio spazio anche per un dramma teatrale. Dopo tre mesi di prove i volontari metteranno in scena una rappresentazione in costume, ambientata nel I secolo, in cui sarà narrata la riconoscenza di Dio nei confronti di chi, nei secoli scorsi, ha creduto nella sua parola divina. L'obiettivo è mettere in risalto l'importanza dei valori comuni e diffondere un messaggio di speranza.



fonte

Questo articolo è stato pubblicato in data 14 agosto 2010 sul sito del giornale Il Tempo, sezione Roma rubrica Cronaca (www.iltempo.it)