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Azerbaigian nega ri-registrazione ai Testimoni di Geova, creando il potenziale per ulteriori violazioni dei diritti umani





Baku, Azerbaigian - Il 16 luglio 2010, il Tribunale di Prima Istanza del Distretto di Sabail ha respinto la richiesta avanzata dai Testimoni di Geova, impugnante il rifiuto del Comitato di Stato per il Lavoro con le Associazioni Religiose di concedere la ri-registrazione ai sensi della legge recentemente modificata sulla libertà di credenza religiosa.

Nel novembre del 2009, i Testimoni di Geova, hanno fatto domanda per la ri-registrazione in conformità alla nuova legislazione. Verso la fine del febbraio 2010, hanno appreso che il Comitato di Stato aveva respinto tale domanda per un cavillo, una presunta omissione in allegato dei documenti necessari.

In realtà, la comunità religiosa dei Testimoni di Geova a Baku aveva compiuto più volte ogni sforzo per fornire la documentazione in armonia con i requisiti per la ri-registrazione e ha tentato di portare questo fatto all'attenzione del Consiglio di Stato.

Ciononostante, il Comitato di Stato ha informato i testimoni che la Comunità religiosa dovrebbe sciogliersi volontariamente, e una nuova richiesta per la ri-registrazione dovrebbe essere effettuata, senza però alcuna garanzia che essa sarà concessa.

Ora, i testimoni di Geova in Azerbaigian vengono lasciati in uno stato di incertezza. Anche se sono stati registrati a Baku ininterottamente dal 1999, essi temono che come minoranza religiosa sperimenteranno contro di loro un aumento di comportamenti ostili.

Le recenti azioni ostili da parte della polizia, che sembrano essere state condonate dai tribunali in Azerbaigian, fornisce ai Testimoni la base per una tale preoccupazione.

La dilazione del Comitato Statale e l'ultimo rifiuto di ri-registrazione potrebbero incoraggiare la polizia ad incrementare i suoi sforzi per turbare le pacifiche riunioni religiose dei Testimoni ed interferire col loro ministero pubblico, nonché impedire l'importazione e la distribuzione di letteratura biblica. (Vedi il 10 Marzo, 2010, comunicato stampa "l'Azerbaigian considera la distribuzione di letteratura religiosa come un crimine", e il 27 maggio 2010, comunicato stampa "Corti in Azerbaigian condonano azioni illegali da parte della polizia.")

Il rifiuto del Comitato di Stato di registrare nuovamente i Testimoni di Geova conferma quello che Thomas Hammarberg, Commissario del Consiglio d'Europa per i Diritti Umani, ha osservato in una recente relazione sull’ Azerbaijan: "L'obbligo per tutte le comunità religiose al ri-registro - se desiderano continuare ad esistere giuridicamente - sembra risultare del tutto inutile e in ogni caso dovrebbe essere meno gravoso."

Nella sua decisione, il Tribunale di Sabail ha completamente ignorato le recenti sentenze della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo in relazione ai Testimoni di Geova di Mosca contro la Russia (10 giugno 2010, no. 302/02) e Tebieti Cemiyyeti Mühafize e Israfilov contro Azerbaigian (8 Ottobre 2009, no. 37083/03).

In entrambi i casi, la Corte ha condannato le azioni di Stato come arbitrarie e ingiustificate violazioni della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo. Il 13 agosto 2010, i Testimoni di Geova hanno presentato ricorso di primo grado in appello presso la Corte d'Appello di Baku.

Essi sperano che i Tribunali del Paese salvaguardino i diritti dei Testimoni di Geova in Azerbaigian in modo da poter praticare la loro pacifica adorazione senza restrizioni.





fonte

Questo articolo è stato pubblicato ed aggiornato sul sito ufficiale delle Pubbliche Relazioni dei Testimoni di Geova, www.jw-media.org, in data 22 settembre 2010

© Traduzione a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net