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La Commissione Nazionale per i Diritti Umani della Corea raccomanda il servizio civile alternativo



Il 26 dicembre 2005 la Commissione Nazionale per i Diritti Umani (NHRC) di Seul ha presentato al Presidente dell’Assemblea Nazionale ed al Ministro della Difesa Nazionale la propria raccomandazione ufficiale in merito ad una questione che per decenni ha visto imprigionare migliaia di giovani. La raccomandazione, nella forma di un’esortazione promossa dal tavolo esecutivo della NHRC, chiede che sia stabilito un sistema di servizio alternativo che possa permettere un’armoniosa coesistenza del diritto all’obiezione di coscienza ed il servizio militare.

A proposito del motivo della raccomandazione, il comunicato stampa della NHRC dice: “La libertà di coscienza, … come base della dignità umana la quale è la madre delle libertà mentali, stabilisce un fondamento delle libertà mentali ed è un diritto fondamentale del più alto grado che non può essere compromesso nemmeno sotto condizioni di emergenza nazionale … Il diritto all’obiezione di coscienza rientra nella protezione della libertà di coscienza … Il modo con il quale la libertà di coscienza dell’Articolo 19 ed il dovere della difesa nazionale dell’Articolo 39 della Costituzione possono armoniosamente coesistere è provvedere per un sistema di servizio alternativo che possa permettere l’assolvimento del dovere alla difesa nazionale attraverso metodi differenti dal servizio militare”.

Questa esortazione è anche inclusa nelle raccomandazioni della NHRC che saranno presentate al governo nel gennaio 2006.

Nel 2004 i giudici della Corte Suprema e la Corte Costituzionale già avevano spinto il parlamento ad emanare un provvedimento per il servizio alternativo. Questa esortazione della NHRC è molto significativa dato che è un’agenzia governativa che prende l’iniziativa per risolvere il problema.

In merito a questa esortazione, il Sig. Chung Woon-young, portavoce per la filiale della Corea dei Testimoni di Geova, ha detto: “Questa raccomandazione ha dimostrato il desiderio del governo coreano ad essere classificato insieme alle altre nazioni del mondo nelle quali la libertà di religione e la libertà di coscienza sono rispettate dalla legge. Permettendo il servizio civile offre ai cittadini il modo migliore per mostrarsi rispetto e fidarsi gli uni degli altri”.

Alla data del 15 dicembre 2005, ci sono 1.044 testimoni di Geova in prigione nella Corea per non aver partecipato al servizio militare.



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