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I testimoni di Geova annunciano di voler ottenere dei punti davanti alla giustizia



FRANCIA – I Testimoni di Geova hanno appena ottenuto in giudizio l’accesso a documenti chiave del rapporto parlamentare sulle sette pubblicato nel 1996 e l’annullamento di una dichiarazione di licenziamento decisa per motivi religiosi, come appreso sabato da parte dell’associazione.

In una sentenza emessa il 1° dicembre 2005 e trasmessa all’AFP per i Testimoni di Geova, la corte amministrativa d’appello di Parigi ha deciso che il Ministro dell’Interno dovrà rendere accessibili i documenti contenenti le informazioni generali sui quali si è basato il rapporto parlamentare dell’Assemblea Nazionale sulle sette, reso pubblico il 10 gennaio 1996.

Secondo la sentenza, questi documenti contengono "apprezzamenti qualitativi molto laconici in merito agli effetti dell’attività" dei Testimoni di Geova ed informazioni di "carattere succinto ed inoffensivo". Essi non risultano essere un pericolo alla sicurezza dello Stato o alla sicurezza pubblica e devono essere comunicati all’associazione.

Questa è la prima volta che un movimento inserito nella lista delle sette dal 1996 ottiene una tale decisione, secondo fonti concordi. La commissione parlamentare, la quale si era appoggiata ai documenti dell’RG, aveva promosso questo lavoro sotto l’alibi della segretezza.

Questa sentenza stabilisce come "dieci anni dopo il lavoro segreto svolto dalla commissione d’inchiesta Gest-Guyard, esso dimostri che i Testimoni di Geova non dovrebbero assolutamente figurare nella lista delle sette", ha dichiarato un portavoce del Concistoro Nazionale dei Testimoni di Geova.

La classificazione dei Testimoni di Geova tra le sette in quel rapporto "ha dato inizio ad una lunga serie di trattamenti ingiusti e discriminatori contro la nostra confessione cristiana la cui prima associazione, registrata legalmente nel 1906, esiste ad oggi", ha sottolineato. Egli ha citato alcune lettere anonime, negazioni di permessi per costruire Sale del Regno, atti di vandalismo contro i luoghi di culto o licenziamenti dai posti di lavoro per la sola ragione di appartenere ai Testimoni di Geova.

Inoltre, il 3 novembre 2005, il tribunale amministrativo di Pau ha annullato il licenziamento dal dipartimento di Gers di una assistente di scuola materna testimone di Geova, Françoise Bardet, decisa sulla ragione delle sue convinzioni religiose. Il tribunale ha condannato il dipartimento a versare Euro 26.000 per l’indennità alla signora Bardet.

I Testimoni di Geova, i quali festeggiano quest’anno il loro centenario in Francia, contano 210.000 fedeli nella Francia metropolitana (250.000 con i Dom-Tom).



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