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La radiologia interventistica trova nuovi pazienti nei Testimoni di Geova

La religione che rifiuta le trasfusioni, accetta terapie che non richiedono sangue o derivati del sangue.




di Philip Ward

I Radiologi del Centro Medico di Boston stanno impiegando tecniche interventistiche per trattare i pazienti Testimoni di Geova che presentano emorragia.

Il movimento dei Testimoni di Geova fu fondato nel 1870 in Pennsylvania da Charles Russel, e ora ha sei milioni di seguaci in tutto il mondo. I problemi delle trasfusioni di sangue furono descritti per la prima volta nell’edizione del luglio 1945 de La Torre di Guardia, la pubblicazione ufficiale del movimento.

I seguaci credono che l'assunzione di sangue possa causare la perdita della vita eterna, la dannazione eterna, e la disassociazione dalla loro congregazione. Molti credono inoltre che gli individui che donano il sangue per le trasfusioni stiano agendo sotto l'influenza demonica. [(N.d.T.) Questo paragrafo del giornalista è pieno di illazioni e imprecisioni: i Testimoni di Geova non pensano e non credono nel modo più assoluto che i donatori di sangue stiano agendo sotto l'influenza demonica, così come non è vero che proceduralmente la congregazione provvede alla disassociazione; si tratta di una dissociazione del trasgressore il quale, comunque, non è condannato ad alcuna dannazione eterna se si pente, anzi, in tal caso, è pure previsto che possa essere riassociato (N.d.T.)]

I trattamenti medici accettabili per i membri della confessione religiosa includono principalmente procedure chirurgiche/interventistiche e anestesiologiche e metodi di conservazione del sangue, oltre a procedure diagnostiche e terapeutiche, terapie con ossigeno sintetico, espansori del volume non ematici, agenti farmacologici che non contengono derivati del sangue o frazioni come i vasocostrittori, gli agenti che migliorano l’ematopoiesi, e i prodotti ricombinanti, ha detto il Dott. Nii-Kabu Kabutey, autore principale dell’esposizione didattica del 2009 del RSNA del gruppo di Boston.



Altre procedure accettabili per gli anziani dei Testimoni di Geova includono l’aferesi, l’emodialisi, le frazioni derivate del plasma (immunoglobuline, vaccini, antiveleni, albumina, crioprecipitato), prodotti emostatici contenenti frazioni del sangue (colla di fibrina e/o sigillante) e bendaggi emostatici contenenti frazioni del plasma e sigillanti di trombina.

Molti membri della confessione religiosa incontrano difficoltà nel trovare un medico che li tratti in accordo con le loro convinzioni, ed essi temono che le loro convinzioni non saranno rispettate durante un’emergenza medica. Al contrario, alcuni medici pensano che queste convinzioni hanno a che fare con il loro dovere di favorire il benessere del paziente, secondo Katbutey.

Prima di una procedura, il team del Centro Medico di Boston valuta l’anamnesi di sanguinamento del paziente o precedenti disturbi ematologici o trombotici, oltre alla storia della famiglia dell’individuo in questo campo.

Quindi i membri del team ottengono un consenso informato modificato, trattano energicamente l’anemia, lavorano per ridurre al minimo la perdita di sangue iatrogeno e il numero dei campioni di sangue prelevato ed usano tubi pediatrici. Impiegano varie tecniche per limitare la perdita di sangue e ridurre la necessità delle trasfusioni, inclusa l’emostasi meticolosa e l’uso di dispositivi di chiusura nel punto del taglio, una buona compressione manuale nel punto del taglio, e invertono l’anticoagulazione se clinicamente possibile.

Dopo la procedura, ulteriori metodi sono impiegati per ridurre la perdita di sangue, come ad esempio visite successive ravvicinate, ridurre al minimo il consumo di ossigeno, ed elevare al massimo la saturazione dell’ossigeno.

“Comprendere le sfide sociali e cliniche nel trattamento dei pazienti Testimoni di Geova è essenziale per fornire un'assistenza di qualità," ha detto Kabutey. "Una corretta pianificazione preventiva può migliorare il risultato delle procedure interventistiche su pazienti con emorragia".

Una delle storie di successo del gruppo è stata quella di una donna Testimone di Geova di 57 anni con un’acuta insorgenza di sanguinamento arterioso per via rettale. La colonscopia non evidenziò alcuna patologia anomala. L'embolizzazione dell'arteria colica destra ha avuto successo, e la paziente non ha avuto bisogno di una trasfusione o di un intervento chirurgico.

In un altro caso, una donna di 33 anni, Testimone di Geova, presentava una acuta emorragia post-partum. Rifiutò una trasfusione e voleva evitare un intervento di isterectomia. L’embolizzazione bilaterale delle arterie uterine è stata compiuta con il Gelfoam. La sua emorragia si è arrestata dopo il trattamento, e lei non ha avuto bisogno di un intervento di isterectomia.




fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito Diagnostic Imaging, in data 11 febbraio 2010, rubrica Daily News (www.diagnosticimaging.com)

© Traduzione a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net