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Quasi 1.000 obiettori di coscienza stanno scontando una pena nelle carceri della Corea del Sud

Ignorati i ripetuti appelli per il servizio civile alternativo



SEOUL, Corea - In Sud Corea, ci sono attualmente 903 uomini sani, obiettori di coscienza che scontano pene detentive. Ciascuno di loro non vorrebbe niente di meglio che apportare un contributo positivo alla società senza partecipare alla guerra. Dal 1950, oltre 15.000 testimoni di Geova sono stati condannati a un totale di 30.604 mila anni di prigione a motivo della loro obiezione di coscienza al servizio militare.

Questa situazione continua malgrado le passate raccomandazioni sia della Corte Costituzionale della Corea che della Commissione dei Diritti umani Nazionali Coreana (NHRC) che hanno sollecitato il governo ad adottare il servizio civile sostitutivo, che consentirebbe la coesistenza armoniosa tra l’obiezione di coscienza e il servizio militare. L’11 novembre 2010 vi è stato il più recente pronunciamento su questa questione da parte della Corte Costituzionale, rivolto al fatto se il sanzionare penalmente gli obiettori di coscienza a motivo del loro rifiutare l’addestramento come riservisti e il servizio militare viola o meno la loro libertà di coscienza. E’ stato pure discusso all’udienza se la continua omissione da parte della Corea di adottare una soluzione alternativa per gli obiettori di coscienza rientri o meno in una violazione dei diritti dei cittadini coreani.

"Il servizio sostitutivo è disponibile per giocatori di baseball, pianisti, ballerini e persino per i giocatori di Baduk, per cui il governo ha provato che è in grado di rendere disponibile tale provvedimento," ha osservato l’avvocato Du-jin Oh nel suo discorso di apertura alla corte. Ha aggiunto: "Stiamo chiedendo gli stessi diritti per gli obiettori di coscienza".

Kim Ji-Gwan, un obiettore di coscienza il cui caso è stato esaminato dalla Corte, presentando al processo le sue ragioni personali per essersi rifiutato di partecipare all’addestramento militare e alla guerra, ha dichiarato: “Sono stato profondamente colpito da insegnamenti della Bibbia come ‘le persone non impareranno più la guerra’ e ‘ama il tuo prossimo come te stesso’. Ho anche imparato che l’amore basato sul principio può avere come risultato l’amore per i nemici. Pertanto, sulla base di queste ed altre scritture e, come risultato delle mie ferme convinzioni personali, ho preso la decisione di rifiutare il servizio militare”.

Rilevando la preoccupazione del rappresentante del Ministero della Difesa che l’alternativa al servizio militare indebolirebbe la difesa nazionale del paese, l’avvocato Hana Lee, nel suo intervento di chiusura, ha invitato la Corte a prendere in considerazione i precedenti stabiliti in Germania, Grecia e Taiwan. Ha dichiarato: “Tutte e tre hanno adottato con successo un programma di servizio alternativo che non ha costituito una minaccia per la forza della loro difesa nazionale”.

Oltre a questa recente udienza della Corte Costituzionale di Seoul, sono ora 488 i casi dinanzi alla Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, che ha stabilito per due volte che la Repubblica della Corea del Sud sta violando gli impegni assunti nell’ambito del Patto internazionale sui diritti civili e politici. Simili sentenze di condanna per il trattamento riservato agli obiettori di coscienza nella Corea del Sud sono attese nei primi mesi del 2011.



Contatti:
Nella Republica di Corea: Dae il Hong, tel. +82 10 3951 0835
Negli USA: J. R. Brown, tel. +1 718 560-5600



fonte

Questo articolo è stato pubblicato ed aggiornato sul sito ufficiale delle Pubbliche Relazioni dei Testimoni di Geova, www.jw-media.org, in data 14 febbraio 2011

© Traduzione a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net